Ci sono delle lettere alla Redazione che per il tono usato stimolano un irrefrenabile desiderio di controbattere. Mi riferisco alla accorata perorazione al Sindaco del signor Leonardo Bruni che nello scritto sembra un Don Chisciotte alla prese con mulini a vento visti con la fantasia come spaventosi giganti. Si parla dei cantieri navali del porto dipinti come una cernobil in tono minore. Il Paladino della legalità sfodera micidiali condizionali: le pitture usate conterrebbero cianuri, quelle antivegetative tributilstagno proibito dal 2003 dall’Organizzazione marittima internazionale. La conclusione: rischio micidiale per la salute che corrono ignari turisti intenti a sorseggiare aperitivi nei bar antistanti. E gli operai che lavorano nei cantieri? Per loro neanche un cenno,chi se ne importa. Se la situazione fosse quella descritta verrebbero coinvolte USL, Ispettorato del Lavoro, Capitaneria e chissà quanti altri enti. Io da sanremasco ho sempre visto i cantieri e da bambino e anche più grande mi sono spesso fermato a vedere le barche in riparazione. Ho visto maestri d’ ascia ricostruire fasciame di pescherecci, addirittura costruire gozzi e mi piace fare colazione al bar con i lavoratori del porto che mi danno un senso di appartenenza. Pertanto fatta salva la salute dei cittadini e degli operatori dei cantieri, mi auguro di poter continuare a sentire quegli odori di salmastro tanto in odio a certi (turisti) e mi dispiacerebbe vedere un porto magari più in ordine (a parte il degrado dei baretti sia visti davanti che di dietro) ma trasformato in ricovero di barche come gli altri porti turistici che pullulano in Riviera. Riguardo ai mostri che incendiano macchine, minacciano e fanno pressioni politiche, sono solo mulini a vento. O ci siamo di colpo trasferiti qualche migliaio di chilometri più a sud?
Il Sindaco Zoccarato e i turisti svedesi
30 genIl Sindaco è andato in Svezia per convincere gli svedesi a passare le vacanze a Sanremo. Bè un pò di “turiste svedesi” come ai vecchi tempi non guasterebbero!
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102. Il cavallo bianco
2 ottLin quò era al parco giochi con il suo piccolo Fen si qu come tutti i pomeriggi.
Anche oggi il piccolo chiede alla mamma di poter cavalcare il cavallo bianco:
- mamma metti la moneta nella feritoia e io cavalcherò il mio destriero.
- Fen si qu non posso accontentarti, tuo padre non c’è più e io a mala pena riesco a provvedere per te a costo di grandi sacrifici.
Il bambino ci rimase molto male, provò a salire sulla giostra, ma non si divertiva, si mise a rincorrere i suoi piccoli amici ma il pensiero era sempre al cavallo bianco. Allora decise di cavalcarlo ugualmente. Vi salì sopra e cominciò ad agitarsi come se veramente fosse lanciato al galoppo. Ma il cavallo era fermo e Fen si qu presto si stancò.
- Mamma ti supplico metti la moneta nella fessura se no io non riesco a giocare e sono triste.
- Figlio mio, sai che non posso accontentarti perché faccio già fatica a rimediare di che mangiare.
Fen si qu pianse, si disperò.Il pensiero non poter cavalcare mai più il cavallo bianco lo portò ad un periodo di apatia e disinteresse. Si chiuse in se stesso pensando che a questo punto la vita era inutile che fosse vissuta.
Lin quò si disperava per il suo bambino perché ogni tentativo per fargli dimenticare il cavallo bianco era inutile
Ma Fen si qu era un bambino sano e intelligente. Dopo poco capì che non poteva più avere quello che aveva prima e allora fece ciò che fanno tutti i bambini. Salì sul cavallo bianco, chiuse gli occhi e cominciò a cavalcare. Non come aveva sempre fatto dondolando nel parco giochi ma al galoppo nella prateria, saltando fossati con il vento in faccia e brandendo una spada all’inseguimento dei nemici, Da quel giorno non rimpianse più quando la madre faceva azionare il cavallo con la moneta perché ora cavalcava nella fantasia che non aveva confini.
Corollario. Anche la madre era una donna intelligente e si guardò bene dal dire: Fen si qu, ma non vedi che cavalchi un cavallo fermo! Chiuse gli occhi anche lei e sali in groppa al destriero.
PENSIERINO DELLA SERA 6
11 setDi solito leggo in poltrona o a letto.
All''aperto qualunque cosa veda o senta la trovo più interessante.
Il ponte sullo Stretto
30 lug
Sarò una voce controcorrente ma a me il ponte sullo stretto piace. Mi piace a prescindere, come direbbe Totò. A prescindere dai politici che lo sponsorizzano, di chi lo farà e di quanto costerà. Mi piace perché lo trovo un’opera bellissima, E non capisco chi lo demonizza come inutile, costosa, faraonica. A proposito forse anche all’epoca delle priaramidi ci sarà stato qualche ministro delle Palme e della Sabbia, un Ermete1 diciamo che si sarà opposto confutando che appunto erano opere faraoniche, inutili e invasive, di un territorio ancora integro di palme e sabbia. Forse se gli avessero dato ragione oggi noi sapremmo solo che gli antici egizi andavano in cammello e mangiavano datteri. Ci sarà stato anche un Ermetus Relacius che immagino disteso per terra ad urlare frasi tipo: nessuna basilica per San Pietro, santo sin che si vuole ma pescatore della Galilea, povero in canna. Al massimo una pescheria, due reti appese, un remo per un tocco di colore, tanto per pregare basta una sedia e un inginocchiatoio.
Spesso si confonde il ponte con il viadotto. Ma sono due opere re completamente diverse, il viadotto scavalca, raddrizza per procedere più agevolmente verso la meta, Il ponte invece allaccia, unisce “Pontefice, dal latino: colui che faceva costruire il ponte sul fiume” Il ponte è un abbraccio e il ponte sullo Stretto è un abbraccio dell’Italia alla Sicilia. Un atto dovuto dopo 150 anni di Unità, ad una regione trattata sempre da figliastra cui si devono dare i soldi il mantenimento ma poi, chi se ne frega. Spero di vivere abbastanza da percorrerlo, in macchina o in treno, 3300 metri a un’altezza di 65 metri dal mare. Una vista mozzafiato, le coste della Calabria e della Sicilia e sotto il mare. Magnifico!
PENSIERINO DELLA SERA 5
16 lugIn Italia la giustizia non funziona!
Bisogna riformare la giustizia!
Eppure in Italia ci sono sette volte più avvocati che in Francia.
Pensa quante famiglie sfama e per queste, eccome se funziona!
MENU’, QUESTO SCONOSCIUTO
12 lugLettera a Sanremonews
Signor direttore, mi scuserà se questa volta segnalo un fatto personale lasciando eventuali commenti ai lettori.
Serata in un bel ristorante di Cervo con vista mare, pieno di turisti, molti stranieri. Il proprietario, da galante anfitrione fa i complimenti a mia moglie appellandola "principessa" Ritornello che si ripete anche alle signore degli altri tavoli. Poi si rivolge a me ( il principe) e sciorina una ventina di antipasti, alcuni molto elaborati, poi altrettanti primi e ci fermiamo li. Non uno straccio di menu. Prendiamo due antipasti: io frittelle di "pesciolini" e mia moglie trancio di pesce spada al modo suo, e come primi trofie al pesto. Nelle frittelle i "pesciolini come li chiama il ristoratore" ci sono solo passati di fianco, le trofie al pesto di genovese avevano proprio poco e mancavano le patate a dadini. Vino buono pigato di Albenga e buon dessert, semifreddo con vellutata di frutti di bosco. Totale 86 euro. La domanda che mi gira in testa è: quanto avrò pagato quel piatto di frittelle ai "pesciolini"? e cosa penseranno quei turisti che, ordinato astice alla catalana o primo con frutti di mare senza sapere alla fine del pranzo quanto avrebbero speso, si saranno trovati un conto da capogiro?
Dimenticavo, alla fine della cena alle signore veniva regalata una piantina grassa le cui spine me le sento ancora tutte nel di dietro.
A.I.
SANREMO CON LE PEZZE AL CULO
2 lugSCIE CHIMICHE A SANREMO?
26 giuLettera al meteorologo
Saranno anche delle bufale ma caro Achille segui un momento questi fatti. Mercoledì 22 pomeriggio verso ore 16 cielo parzialmente coperto erano visibili scie permanenti che invece di dissolversi prendevano le caratteristiche di vere e proprie nuvole. Transitavano arerei che lasciavano queste scie che si intersecavano senza dissolversi ed altri con scie che sparivano in pochi secondi.
Ieri, sabato e oggi domenica, cielo terso, non c'era una scia in cielo neanche per scommessa, gli aerei passavano e questa spariva immediatamente.
Ora le spiegazioni sono solo 3
1 Da ieri tutti gli aerei hanno cambiato carburante (poco probabile).
2 Alla quota tra i 7000 e i 12000 metri le condizioni meteo variano e possono determinare diversi comportamenti dei gas combusti di scarico. (e perché non a tutti gli aerei ?)
3 Ieri e oggi sul cielo di Sanremo non sono passati aerei che generano scie permanenti. (chi sono?)
La risposta al meteorologo