DEMOLIAMO SANTA TECLA


  
Non sempre quello che è vecchio è bello e non sempre bisogna preservarlo per le generazioni a venire. La conservazione a tutti i costi condiziona il rinnovamento e quando questa non ha alte motivazioni estetiche o storiche si erge a tutela di beni che potrebbero essere convenientemente ricordati sui libri o con documentazioni fotografiche lasciando liberi spazi di cui la città necessita per crescere e per migliorarsi.
Non è credibile che molti abbiano pianto quando a Parigi fu demolito il carcere della Bastiglia né quando il piccone si è abbattuto sulle Halles. Parimenti ben pochi sarebbero dispiaciuti se il forte di santa Tecla fosse abbattuto. Costruito dai Genovesi per tenere sotto scacco i Sanremesi fu costruito espropriando a forza terre abbattendo case. I Cannoni furono rivolti contro la città perché non era stato costrutto per difenderla ma per aggredirla. L’utilizzo che ne venne fatto successivamente a tanto degni natali non poteva che essere una prigione, compito che svolse fino alla costruzione del nuovo carcere a Bussana.
 Esteticamente è priva di significato nella sua massiccia e cupa regolarità di forme e gli unici sentimenti che può muovere è solo un’infinita compassione per un popolo che è stato oppresso con la forza e per tutti quelli che vi hanno sofferto negli anni a seguire.
Si auspica pertanto l’ABBATTIMENTO DI QUESTO MAUSOLEO DELLA SOFFERENZA di cui i Sanremesi non sentono alcun sentimento d’affetto.
 
Solo così si potrà tornare ad appropriarci una tra le aree più belle della città e destinarla ad opre sicuramente più significative. Basta immaginarla collocata al di là del confine per vedervi costruito un palazzo della canzone, un nuovo casinò con ristoranti e saloni per congressi con annesso grande parcheggio interrato e giardini esotici in superficie e perché no, proiettato sul mare a ridosso del molo un eliporto come quello di Montecarlo.
 
 
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Questo è un cassetto pieno di cianfrusaglie, alcune recenti, altre dimenticate da anni. Come nei mercatini dell' usato basta rovistare, qualche cosa da recuperare si trova sempre e a poco costo.

Pubblicato il 1 dicembre 2007, in Ragionamenti, Sanremo con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Nando Rimugi

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