VALORIZZAZIONE ENTROTERRA


INTEGRAZIONE AL progetto Eden: Destinazioni Europee di eccellenza.
 
Premessa – La regione Liguria è caratterizzata da una fascia costiera con profondità variabile 10/20 Km fortemente insediata e altra, a monte di questa che ha subito negli anni trascorsi un forte esodo dovuto alla crisi dell’agricoltura e pastorizia su cui si basava l’economia locale, rimanendo abitata prevalentemente da persone anziane o da pendolari che hanno attività nelle città valle e vi tornano unicamente per dormire.
Questa realtà dove restano evidentissime ancora tracce delle vecchie mansioni: castagneti da frutto, boschi cedui, noccioleti, terrazzamenti di montagna un tempo coltivati a lavanda e grano saraceno, oltre un’infinita di case rurali “casoni” utilizzati generalmente fino alla Seconda Guerra Mondiale, è stata dimenticata privilegiando la più remunerativa urbanizzazione della costa.
Ora essendosi pressoché esaurita la possibilità di ulteriore incremento insediativo della fascia costiera si propende giustamente più per una riqualificazione del territorio e si comincia a volgere lo sguardo verso le potenzialità ancora integre dell’entroterra.
Risultando impensabile una migrazione inversa dalla fascia costiera all’interno, tranne minoranze le cui scelte sono dettate unicamente da fattori economici (acquisto di case a prezzi più accessibili, minore costo della vita) e ormai obsoleti in quanto anti economici il recupero sia dell’agricoltura che della pastorizia, unica potenzialità resta il Turismo.  
A questo proposito si sta verificando da alcuni anni un fenomeno praticamente spontaneo di stranieri che venuti occasionalmente a trascorrere un periodo di vacanze al mare in Liguria hanno scoperto l’entroterra. Fenomeno che nella vicina Francia è una realtà ultratrentennale con una valorizzazione del territorio che si estende ai posti più sperduti. 
Olandesi, belgi, inglesi, tedeschi si sono innamorati della natura, dei paesini e della vita ancora genuina che si vive in quelle località ed hanno acquistato case da ristrutturare per utilizzarle come residenza continuativa o saltuaria.
Il fenomeno che tende ad aumentare vistosamente ha tre aspetti interessanti:
il ritorno alla vita di insediamenti che languiscono da anni con popolazione prevalentemente anziana in continuo decremento.
Un ritorno di attività commerciali con richiamo di addetti meno abbienti ma molto incentivati e disposti a sacrifici quali extracomunitari in regola con permessi (muratori, carpentieri e poi commercianti ecc.)
La sorveglianza e custodia del territorio da anni abbandonato a se stesso.
Linee guida
 
L’incentivazione di tale tendenza per sfruttarne al massimo le potenzialità che ne derivano non può prescindere dall’emanazione di normative che la regolamentino e nel contempo favoriscano lo sviluppo.
A tale scopo si possono definire alcune linee guida da sviluppare e successivamente da applicare per gli insediamenti sparsi (*) che sono quelli più appetibili e che maggiormente assicurano un maggior controllo del territorio e recupero di aree montane e premontane dismesse o degradate oltre un monitoraggio per la prevenzione degli incendi.
 
Zona interessata:
 fascia a distanza non inferiore a 5 Km. dalla costa e posta a quota di almeno 500 mt. s.l.m.
Insediamenti sparsi: Fabbricati isolati o insediamenti esterni non meno di mt. 500 dal nucleo abitato, costituenti località separate vocate prettamente a carattere rurale
Recupero edilizio: restauro dell’esistente con incremento della superficie del 100% fino ad un massimo di mq. 180 lordi.
Max 2 piani fuori terra.
Conservazione della muratura esistente non inferiore al 70% mantenendone le caratteristiche di prospetto da integrare con gli ampliamenti previsti che dovranno rispecchiarne le peculiarità anche senza necessariamente replicarla.
Bucature – serramenti esterni coloriture (rifarsi a quelle tipiche del luogo)
Tetti – a 2 falde con orditura esclusivamente in legno e copertura con materiale tipico della località. 
Terrazze e balconi- Non sono ammesse le terrazze – Balconi ammessi esclusivamente nelle località dove la cultura rurale li prevedeva, da realizzarsi i con caratteristiche e materiali analoghi (zone occitane ecc.).
Tinteggiature- con latte di calce e ossidi o similari, colori tenui a pastello tonalità compatibili
Interventi esterni:
Marciapiedi, cortili, aree impermeabilizzate non superiori al 30% alla superficie coperta definitiva da realizzarsi esclusivamente in pietra locale, cementata o a opus incertum.
Piscine Ammesse: Unicamente del tipo “natural swimming pool” integrate nell’ambiente con inserimento di essenze tipiche e piante da fiore compatibili.
Capanni, locale attrezzi esclusivamente in legno con sup. non superiore a mq, 2,50 altezza max mt 3, copertura (vedi tetti)
Strade di accesso – larghezza non superiore a mt. 2,50 eventualmente dotate di piazzole di scambio con pavimentazione in terra battuta mista a ghiaia (macàdam) o selciato in pietra locale sia totale che in due guide separate.
Terrazzamenti: Paralleli alle curve di livello con altezza non superiore a mt. 2,50 a, ammesse scarpate inerbate pendenza non inferiore al 45%. Ampiezza adeguata all’ambito e orografia locale.
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Informazioni su nandorimugi

Questo è un cassetto pieno di cianfrusaglie, alcune recenti, altre dimenticate da anni. Come nei mercatini dell' usato basta rovistare, qualche cosa da recuperare si trova sempre e a poco costo.

Pubblicato il 1 dicembre 2007, in Ragionamenti con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Nando Rimugi

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