De profundis per la funivia


 De profundis per la funivia
Ho sentito che è stata finanziata la trasformzione nella stazione della funivia di Via Caduti Del Lavoro in asilo nido. Questa è l’ennesima riprova che a Sanremo manca la memoria storica, il piacere di preservare quei luoghi cui la sola vista riporta a momenti piacevoli di anni passati, avendo unico interesse il presente e il tornaconto personale. A questo proposito, la polemica anche giusta sulle un po’ misere luminarie chi ha scatenato se non i soliti bottegai timorosi di incassare meno dell’anno passato? A me personalmente, che non devo vendere magliette, importa un po’ meno. Mi fa andare invece fuori di testa vedere che pezzo dopo pezzo la Sanremo che conosco e ho vissuto se ne sta andando, distrutta da “ amministratori?…” ai quali, come i già citati bottegai, interessa unicamente che ci sia la luminaria davanti alla propria porta.   Ricordo un amministratore rampante che sta ancora rampando che disse: << La funivia serviva quando di automobili ce n’era una ogni dieci famiglie, adesso è solo un costo per le casse comunali e se la smantelliamo non piange nessuno>> Capito?… Era di Sanremo?…. No! Di un paesino del Piemonte che sarebbe inutile cercare sulla carta geografica. Che memoria storica poteva avere poveretto ? Quale attaccamento per un pezzo di storia di Sanremo che non ci sarebbe più stata? In Italia, per non parlare del resto dell’Europa, ci sono decine di impianti storici, funivie trenini a cremagliera, ristrutturati con contributi pubblici che funzionano benissimo e attirano frotte di turisti. Adesso a qualche testa d’uovo è venuta la folgorante idea. Perché non trasformiamo la stazione in un asilo? Basta rimuovere la gran ruota, i giganteschi contrappesi, chiudere i pozzi dove scorrono e il gioco è fatto. Cosa gliene frega a lui che magari si trova a Sanremo solo per un caso del destino, della funivia? Che era l’impianto più lungo del mondo, che in tre quarti d’ora ti portava a 1300 metri di altezza facendoti godere un panorama stupendo, che è sopravissuto alla guerra, ai nazisti, ma non all’imbecillità?. Un bel niente, amen !
Nando Rimugi
 
 
 
 
 
 
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Questo è un cassetto pieno di cianfrusaglie, alcune recenti, altre dimenticate da anni. Come nei mercatini dell' usato basta rovistare, qualche cosa da recuperare si trova sempre e a poco costo.

Pubblicato il 23 dicembre 2007, in politica meditata, Ragionamenti, SANREMO SENZA VELI con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Nando Rimugi

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