I SEGRETI DELLE PIRAMIDI


I SEGRETI DELLE PIRAMIDI  DI GIZA
 
Uomini di scienza in tutti i tempi sono stati affascinati dalle piramidi. Ne hanno misurato  la posizione, la dimensione, il peso, si sono arrovellati per capire come potevano trasportare blocchi da due tonnellate fino a più di quattrocento metri d’altezza  ma lasciando molti dubbi sulla motivazione di un tale impressionante impiego di mezzi. Tra le ipotesi più accreditate vi è quella che fosse un mezzo per manifestare cosi la potenza e la grandezza del faraone da tramandare ai posteri ad imperituro ricordo. Che l’imponenza della costruzione servisse a rendere inviolabili  le spoglie per l’eternità.
Io, privo di conoscenze scientifiche, provo ad affrontare il problema da un’altra ottica.
Analizziamo a grandi line le caratteristiche costruttive:
Costruzione imponente con superficie anche di 13 ettari costituita da blocchi di pietra aventi peso anche di alcune tonnellate, perfettamente allineati e sovrapposti fino a creare appunto una piramide avente una forma pressoché perfetta. All’interno alcune camere collegate da cubicoli che dopo la deposizione del faraone sarebbero diventate inaccessibili dall’esterno. Sono state scoperti anche condotti aventi dimensione di circa 20 cm. aperti perpendicolarmente alle pareti.  Prolungandone idelamente  il tragitto, questi  dovrebbero  raggiungere le camere interne.  Dico dovrebbero perché il tentativo di percorrerli con un robottino dotato di telecamera falli perché ad un certo punto incontrò  una piccola porticina dotata di due maniglie che sbarrava il passaggio. Avuta l’autorizzazione di sfondarla per vedere che cosa vi fosse dopo si trovò un’altra porticina e l’indagine s’interruppe.
 
Gli scrittori Hancock, Bauval e Wilson hanno avanzato delle teorie sul vero significato delle piramidi, collegandole a culti stellari e religiosi; chi ha trovato coincidenze con alcune costellazioni, come nel caso di Robert Bauval, che nel suo libro "Il mistero di Orione" mette in evidenza la correlazione tra i condotti della Grande Piramide di Cheope, che dalle camere interne attraversano tutta la struttura della piramide, per sbucare all'aperto, come canali di aerazione; ebbene, Bauval ha scoperto che questi condotti, all'epoca in cui fu costruita la piramide puntavano rispettivamente, quelli posti a sud verso la Cintura di Orione e verso Sirio, Osiride e Iside nella concezione mitologica;
 

I condotti della Grande Piramide
 
I due condotti nord erano diretti verso la stella polare, Alpha Draconis, e verso la testa dell'Orsa Minore, l'ascia celeste di Horus, chiamata anche "ascia di Upuaut". Bauval è giunto a questa scoperta calcolando la precessione degli equinozi ed il moto proprio di tutte le stelle risalendo all'epoca intorno al 2500 a.C. Hancock e Wilson hanno constatato che le piramidi di Giza sono perfettamente allineate al nord magnetico e nello stesso tempo riproducono sulla Terra la disposizione delle tre stelle principali della Cintura di Orione, mentre John Anthony West ha descritto nel suo libro "Il Serpente Celeste" l'Egitto dei faraoni come la rappresentazione in scala terrestre della Via Lattea. Tutto questo per collegare il popolo Egizio alle stelle, da dove questi autori pensano siano giunti gli Dèi degli Egizi a portare loro la conoscenza.
 
Ora proiettiamoci idealmente in un tempo storico indefinito dove prospera una civiltà evoluta, dove un monarca assoluto è venerato come dio e presumibilmente tale si sente e quindi immortale. Teniamo presente che i bassorilievi e altri resti trovati mostrano squarci di vita quotidiana dove vengono mostrati arti e mestieri già molto sviluppati. Ma non è stata mai trovata una documentazione sulla costruzione delle piramidi,
Dicevo che il faraone si definisce un dio disceso in terra ma consapevole che come tutti gli esseri viventi il suo percorso un giorno avrà termine. Quale sarà allora l’assillo di un dio in spoglie mortali? Sarà sicuramente organizzare un futuro per la sua anima immortale che come tale dovrà durare in eterno. E questo è il punto della questione. Deve provvedere lui stesso a farsi realizzare una costruzione che lo accoglierà dopo trascorsa la vita terrena.
E qui sta la prima differenza con altri popoli e il culto dei morti. Perché la piramide non è una tomba, ma la dimora eterna “dell’Anima? Dello Spirito? “ del faraone. E per renderla tale verrà arredata con tutti gli oggetti più cari e familiari avuti in vita in modo da creare  per il futuro un'ambiente“famigliare”.
Ma come può ragionare un dio immortale  che è convinto di essere eterno e quindi come il mondo? Si deve far costruire un’abitazione talmente imponente che gli uomini e il tempo nei millenni che verranno non potranno distruggerla.  E questo può andare bene per 100, 200 anni anche cinquecento, ma poi chi assicura che cataclismi, alluvioni, terremoti tempeste di sabbia non modifichino talmente la località da rendere introvabile una seppur cosi gigantesca opera? Se non vi può essere alcun riferimento sulla terra che possa resistere così a lungo, vi è una sola alternativa: le stelle. Forse l’astronomia avrà avuto impulso da un motivo pratico: rendere per l’eternità rintracciabile la piramide a prescindere da scomparsa di intere civiltà e sconvolgimenti del territorio.  Un manufatto orientato in tale modo da essere individuato sempre.
E qui entrano in gioco i cubicoli posti sulle facce della piramide. Si era pensato che fossero condotti di aerazione per gli operai che lavoravano all’interno ma allora, l’orientamento a cosa serviva? E la porticina?  La spiegazione può essere un’altra. L’orientamento serviva all’“Anima” per trovare l’ingresso che avrebbe percosso per raggiungere la sala dove, anche trascorsi millenni, avrebbe trovato gli oggetti a lui cari facendolo ritornare umano.
I suoi sudditi sarebbero morti, le scritture, i bassorilievi cancellati come il ricordo ma Lui, avrebbe avuto la Sua dimora, i Suoi ricordi, per sempre. 
 
 
  

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Questo è un cassetto pieno di cianfrusaglie, alcune recenti, altre dimenticate da anni. Come nei mercatini dell' usato basta rovistare, qualche cosa da recuperare si trova sempre e a poco costo.

Pubblicato il 29 gennaio 2011, in Scienza, religione e pensiero disteso con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Nando Rimugi

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