C’era una volta la Mortola.


LA MORTOLA

LA MORTOLA

LA MORTOLA E’ ANCORA QUI’

C’era una volta la Mortola. Da ragazzi una gita fino alla Mortola per fare il bagno in una di quelle calette un po’ appartate che i “furesti” evitavano perché ritenute sporche e invece sono solo coperte da uno spesso strato di alghe era una di quella avventure che poi si raccontavano agli amici. Specialmente quando andava bene e c’era anche la ragazza a sdraiarsi sull’asciugamano bianco poggiato su un letto che era meglio di quelli di piuma. Per non parlare quando, con la scusa della grigliata sulla spiaggia, si riusciva a coinvolgere le compagne nel mitico “bain de minuit” che io ci ho perso il mio bel costume a quadrettini gialli e neri. In crisi di nostalgia ci sono ritornato. Proprio quella caletta dopo la prima galleria, subito sotto la punta del cannone e che si raggiunge attraversando il ponte sulla ferrovia.  Il posto visto da lontano è sempre uno dei più belli della Liguria. Una foresta di pini marittimi che scende fino a lambire un’acqua che pare di essere in Corsica. Da lontano. perché basta lasciare la strada asfaltata e si discende in una discarica a cielo aperto. Attraversato il ponte la pineta è in condizioni migliori ma popolata di inquietanti personaggi che incontri fermi sul sentiero o che spuntano da dietro un cespuglio e ti guardano in silenzio. Arrivato sulla spiaggetta, sempre stupenda, alcuni nudisti, tutti maschi. Dritti sulle alture come indiani vedette a controllare il territorio. E fin qui si poteva anche considerare colore locale ma poi sono arrivati i francesi. Mi sono trovato in un raduno di coppiette di omosessuali la cui disinvoltura era decisamente provocatoria. Ciliegina sulla torta, il mare che era un cristallo azzurro, pullulava di motoscafi e barche a motore. Un bestione stile ferro da stiro con lei in microslip e lui con pancia di ordinanza si è ormeggiato, pardon, ha parcheggiato a meno di venti metri dalla riva.

La domanda che sorge spontanea è: dobbiamo abbandonare il territorio ai francesi perché lo trasformino in un lupanare a cielo aperto e ai marinai di terra ferma che ci parcheggiano i loro natanti o lo ripuliamo e lo frequentiamo godendone le bellezze come una volta?

E le forze dell’ordine stanno a guardare.

A.I.

Annunci

Informazioni su nandorimugi

Questo è un cassetto pieno di cianfrusaglie, alcune recenti, altre dimenticate da anni. Come nei mercatini dell' usato basta rovistare, qualche cosa da recuperare si trova sempre e a poco costo.

Pubblicato il 1 luglio 2012, in Ragionamenti, verde pubblico con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Nando Rimugi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: