LA PALMA DI LATTA


A Sanremo abbiamo un ufficio giardini con aspirazioni artistiche che il più delle volte si esprime con risultati a dir poco sconcertanti. Invece di dedicarsi a rendere decorose le aiuole, mettendo piante di bell’aspetto, decorative e interessanti per il turista facendo leva su un clima che permette l’insediamento di varietà di origine subtropicale, si arrovella per inserire strutture la cui vista sia i cittadini che i turisti devono sorbirsi con l’unica sosddifazione del muguno libero. La storia è lunga e può iniziare dalle bordure, in origine in stile ottocento realizzate in cemento e sagomate con modanature decisamente eleganti che contornavano tutte le aiuole cittadine. Bene, sia al porto vecchio che davanti alla fotografatissima Chiesa Russa si è pensato bene di sostituirle con nuove in pietrsme come finti muretti a secco, Un vero e proprio pugno nell’occhio!
Poi è venuto il momento delle aiuole fantasiose dei Corso Imperatrice, formate da quadretti formati da striscie di palstica riempinti di sassolini bianchi e neri con inseriti alberelli nani di tuja potati con sagomature a spirale. A me hanno sempre dato l’impressione di tombe per piccoli animali e non mi sarei affatto stupito se vi avessi trovato la foto di un gatto con dedica.
Poi è venuta la volta della fontana davanti al palazzo comunale. Vasche comunicanti in lamiera dipinte di verde con ampio portellone contenente gli impianti in bella vista in primo piano. Infine(per ora) l’aiuola formante la rotonda di Rondò Garibaldi. Si è cominciato con un cubo blù con la scritta casinò contornato da palle blù (il significato della composizione ognuno lo ricavi da sè), disposte sopra un finto prato di plastica. In questi giorni, visto che l’erba vera era riuscita ad insinuarsi negli interstizi lasciati liberi da quella finta, ecco che spariscono cubo e palle e compare una composizione di fiori bicolori disposti a spirale sormontati da un’ incredibile palma in ferro arruginito alta quattro metri, con appoggiato leone rampante ritaglato in analoga latta dello stesso colore.
Il tutto dovrebbe rappresentare lo stemma della città. L’effeto e quello di una palma colpita dal punteruolo rosso e ormai rinsecchita dopo lunga malattia che se voleva rappresentare la città lo fa egregiamente ma, per favore, le nostre magagne non le sbandiariamo, tenimocele per noi!

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Questo è un cassetto pieno di cianfrusaglie, alcune recenti, altre dimenticate da anni. Come nei mercatini dell' usato basta rovistare, qualche cosa da recuperare si trova sempre e a poco costo.

Pubblicato il 8 giugno 2013, in Ragionamenti, Sanremo, verde pubblico con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Nando Rimugi

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