L’IGNORANTE E LA RELIGIONE (parte 2)


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Quando si ha una certa età il pensiero sulla morte è sempre più ricorrente. Il guaio è che non c’è bisogno di stimolarlo: vai al cimitero e viene spontaneo, sei in ospedale a far visita ad un malato grave e pensi poveretto ce la farà o andrò ad accompagnarlo all’ultima dimora. E fino a qui la cosa è comprensibile, il problema è che invece molto più subdolamente ti entra nel cervello nei momenti più strani. Sei al mare, è una giornata stupenda, sei in pace con il mondo e con te stesso e nella testa si forma un’angosciante domanda. La prossima estate sarò di nuovo qui? E già mi vedo il paesaggio così familiare con tutte le sue pose a posto ma cerca che ti cerca di me nessuna traccia. Oppure ti viene voglia di piantare un albero da frutta e pensi, riuscirò a mangiarmi una sua pesca? Ammesso che sia un pesco.

E allora per alleggerire si parte per la tangente fantasticando cosa c’è dopo. Purgatorio, inferno e paradiso, ovvio. Del limbo non se ne sente più parlare, come i centri d’accoglienza profughi fa il suo lavoro ma meglio non pubblicizzarlo.

Il purgatorio deve essere come le carceri italiane, 4 letti in una stanza 4 x 3. Ora d’aria e mangiare da schifo. Poi ci saranno gli ultimi arrivi infilati in stanzoni promiscui, ormai maschi con femmine o maschi con maschi e femmine con femmine. Che rischio si può correre? Tutti a soffrire nella attesa del grande passaggio ai piani alti. Insomma una situazione molto umana e comprensibile.

Visto che è un Purgatorio si potrà vedere chi è ancora tra i vivi. E li scatta l’atroce punizione, vedere tutte le cazzate di parenti, amici, conoscenti, i sotterfugi e vigliaccherie senza poter intervenire a dirgli: già da vivo pensavo che fossi uno stronzo ma ho visto che hai superato tutte le mie aspettative. Ecco, la punizione è di poter guardare giù, vedere tutto e tutti e allora desiderio impellente diventa di passare al livello superiore. E si aspetta con ansia quel momento chiedendo al preposto quanto (tempo?) manca. Poi arriva il fatidico momento e si varca la soglia della beatitudine infinita. E qui è facile perdersi. A parte una gran luce d’umano non c’è più niente.

Il purgatorio ha funzionato come lavatrice. Lava che ti lava ha tolto tutto il vissuto e sei candido e lindo come da nuovo. E adesso? Sei beato , sentimento differente da felice che è un’emozione terrena. Sei Beato, contento e basta. Non ti chiedi neanche perché, ti bei di essere li per sempre. A fare cosa non si sa. E ti chiedi ma è una bella prospettiva? Sei stato incazzoso, ipocondriaco, polemico tutta la vita e poi ti capita un’infinità di beatitudine. Assomiglia alla lobotomia cerebrale,una volta fatta. Sei un essere, di umano non c’è più neppure l’ombra figuriamoci di giovanni, giuseppe, andrea, mara e luisa, samantha no lei è ancora in purgatorio. E quando ti dicono ritroverai gli amici, i parenti che ti hanno lasciato?

Io me lo vedo, purgatorio, chiedo: – Cerco mio nonno è morto nel 1980 Giacomo, a Savona. Giacomo Siccardi di fu Luigi, serve codice fiscale? Dovrebbe essere qui, di sopra non credo con le bestemmie che tirava, però gran lavoratore. Poi arriva uno che fai fatica a riconoscere, era più alto la faccia diversa: Ciao nonno come stai? Domanda tipica di quelli appena arrivati. – Sto, anzi sono! Adesso che sei arrivato mi spieghi perché hai posato quella la? E tutte quelle sere al bar ad infilare soldi nelle macchinette con le luci (con la tecnologia non ci prendono). E il lavoro, sei sempre stato un buono a niente, tuo fratello ti voleva come socio e te ci hai litigato per quella zoccola di Francesca. – Beh, ciao nonno, ci vediamo.

E quello che ti è sempre stato antipatico, quello che guadagnava soldi a palate mentre te tiravi la carretta, però la domenica sempre in chiesa. – Ah, come mai sei qui e non giù di sotto? Una mazzetta come hai sempre fatto, no? Girami alla larga.

E poi il gran finale l’apocalisse dove i corpi si ricongiungeranno alle anime e allora si che sarà un gran casino. Pensiamo ad uno morto nel medio evo si ricongiunge e cosa fa? Intanto si ricorderà come era? Figuriamoci come ragionava dopo un tempo x di beatitudine o di sofferenze extracorporee. Poi cercherà quelli del suo tempo anzi quelli che ha conosciuto in vita.Sembra possibile? Boh. E quello morto a ottantanni   storpio, sordo e rincoglionito vorrà risorgere cosi o potrà scegliere? Opzione a: 0- 15, opzione b: 16 – 25, opzione c: 26- 40, opzione d_41-80, non pervenuta. E il bambino battezzato di 6 mesi? Resterà di sei mesi per l’eternità con la mamma che lo allatta in saecula seculorum? Bella prospettiva!

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Informazioni su nandorimugi

Questo è un cassetto pieno di cianfrusaglie, alcune recenti, altre dimenticate da anni. Come nei mercatini dell' usato basta rovistare, qualche cosa da recuperare si trova sempre e a poco costo.

Pubblicato il 12 ottobre 2013, in Scienza, religione e pensiero disteso con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Nando Rimugi

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