SANREMO – ITALIA


Descrivi Sanremo e descrivi l’Italia. Se vuoi studiare una malattia la ricrei in laboratorio così in un contesto circoscritto i sintomi sono più facilmente identificabili. Sanremo si può considerare nel bene e nel male la fotocopia dell’intero paese. Ha sempre avuto grosse potenzialità sopratutto derivate da un microclima che la pone in una fascia sub tropicale posta ben più a sud della posizione geografica in cui si trova. Ciò ha favorito negli anni scorsi prima la coltivazione di ulivi e aranci e poi della floricoltura. Gli stranieri scoprivano una nuova stazione climatica vicina ai centri mondani di Nizza e Montecarlo e così sorsero ville e alberghi. Per gli stranieri (si badi bene, non per i Sanremaschi fu costruito il casinò, il campo ippico, il campo golf, il tiro volo, la funivia Sanremo Bignone). Dopo la seconda guerra mondiale comincia un inarrestabile declino. Le potenzialità ci sono sempre ma politici e imprenditori non sanno rinnovarsi. Il dilemma se la vocazione preminente dovesse essere la floricoltura o il turismo si trascina inconcludente per decenni senza iniziative o incentivazioni fino al collasso di entrambe. Amministratori senza storia alle spalle, piovuti da altri paesi e con interessi oscuri hanno affossato quel poco che rimaneva di quella stagione prestigiosa. Smantellamento della funivia, gioiello storico che qualsiasi altro paese avrebbe fatto di tutto per mantenere attivo, smantellamento del tiro a volo, smantellamento del minigolf,(da decenni landa desolata dietro al bar Sud Est) eliminazione di 800 meri di spiagge per far posto al Porto Sole (leggi parcheggio per barche) e annesso mostro in cemento armato similbuncher incompiuto da oltre 20 anni, distruzione di tutti i giardini storici trasformati in insulsi palmeti dove a spese del contribuente giornalmente palme vengono abbattute e altrettante palme vengono piantate. Il casinò,insieme all’ospedale e al comune, da sempre fabbrica di clientele e di voti, perso il fascino mantenuto fino agli anni 70 è stato trasformato a una specie di sala bingo, senza una serata di gala, una stagione teatrale, un evento che possa attirare un minimo di clientela internazionale. Il Teatro Ariston viene ricordato solo in occasione del Festival di Sanremo, per il resto dell’anno come teatro vale ben poco salvo qualche recita in dialetto e qualche trasferta di decotti comici televisivi. Colpa dei politici? sicuramente!
Ma colpa anche dei Sanremesi, credo in assoluto una delle comunità più grette, ignoranti,opportuniste,indifferenti, infide che si possano trovare nel variegato panorama Italiano. Che in questo campione si rispecchia perfettamente: lamentele a tutto campo ma evasione (tanto lo fanno tutti), indifferenza ( basta che stia bene io), raccomandazioni (se no non si va avanti) e poi tutti a messa alla domenica per far vedere che si è buoni cristiani.

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Questo è un cassetto pieno di cianfrusaglie, alcune recenti, altre dimenticate da anni. Come nei mercatini dell' usato basta rovistare, qualche cosa da recuperare si trova sempre e a poco costo.

Pubblicato il 21 dicembre 2013, in Festival della Canzone di Sanremo, Sanremo, SANREMO SENZA VELI con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Nando Rimugi

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