Archivi categoria: Ragionamenti

PENSIERI DALLA VASCA DA BAGNO


Quando un uomo di 70 anni dice:”vado a trovare gli amici”  AL 90% sta andando al cimitero.

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occhio all’ etichetta!


A me piace il chinotto. Sono anni che compro Chinò Sanpellegrino “con chinotti di Sicilia” come scritto sulla lattina. Oggi per caso leggo gli ingredienti: Estratto di chinotto 0,05%. Non 5%, neanche 0,5% ma 0,05% ! Probabilmente ne trovavo di più leccando la lattina! Conclusione, sono anni che compro e bevo acqua gassata, colorata e zuccherata! COLPA MIA CHE DIMENTICO SPESSO DI LEGGERE GLI INGREDIENTI DI QUELLO CHE COMPRO

Chinotto di Sicilia

Chinotto di Sicilia

 

Pensieri dalla vasca da bagno


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…e anche quest’anno i soldi delle vacanze se li è presi lo Stato ma peste che mi abbia mai mandato una cartolina!

 

IDEE CONFUSE


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Crederò nel CREATIVISMO quando la Barbie di mia figlia prendendomi sotto braccio dirà:- Che si fa sta sera, usciamo?

Crederò nell’EVOLUZIONISMO quando vedrò una formica portare un chicco di grano con una carriola.

Rhynchophorus ferrugineus


Sarà una mia impressione ma Rhynchophorus ferrugineus ce lo stà mettendo in quel posto
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PENSIERINO DALLA VASCA DA BAGNO


si possono fare guerre giuste, guerre sbagliate, tradizionali o iper tecnologiche. Quello che non si è mai riusciti a fare sono le regole.

 

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PUNTERUOLO ROSSO una guerra persa?


Ho avuto incontri del terzo tipo con il punteruolo rosso. Mi ero accorto che qualcosa non andava alla mia palma canariensis di circa 3 mt. le foglie più basse recentemente si erano inclinate rispetto alla posizione naturale. Tagliandole mi sono accorto che alla base vi erano macchie scure che si rivelavano dei tappi di materiale masticato che chiudevano un cunicolo lungo anche 30 cm inclinato verso il basso e con direzione il centro della palma.
Da un paio di questi ho estratto l ‘ospite che messo in un barattolo e irrorato con insetticida è sopravvissuto per due giorni fino a quando l’ ho schiacciato con la scarpa. Conclusione la mia palma è praticamente persa e viste le protezioni della bestia la lotta mi sembra impari se non persa in partenza.

A Sanremo l ‘infestazione ha preso proporzioni impossibili da contenere e tutte le palme del tipo canariensis sono condannate se non si interviene con la lotta biologica come suggerisce  l’articolo preso da wikipedia.

punteruolWIKIPEDIA:

Beauveria bassiana è un fungo endofita con proprietà entomopatogene utilizzato nella lotta biologica, in grado di causare danni a diversi tipi di insetti agendo come parassita.

Il fungo provoca una malattia conosciuta come calcino o malattia del baco da seta. Quando lespore del fungo entrano in contatto con il corpo di un insetto, germinano, entrano nel corpo e vi sviluppano, uccidendo l’insetto. Dopo la morte dell’insetto una schiuma bianca si sviluppa sul cadavere producendo nuove spore. Gran parte degli insetti che vivono sul suolo hanno sviluppato difese naturali contro la Beauveria bassiana, tuttavia molti altri ne sono suscettibili.

Il fungo non infetta l’uomo né gli altri mammiferi ed è pertanto considerato un insetticida naturale contro insetti infestanti come le termiti.

È attualmente allo studio il suo utilizzo come mezzo di controllo della zanzara Anopheles, portatrice della malaria, attraverso la dispersione delle spore sulle aree infestate,

Il nome della specie è un omaggio al naturalista italiano Agostino Bassi che nel 1835, grazie ad un’approfondita sperimentazione dimostrò che il mal del calcino del baco da seta era causato dal fungo.

La Beauveria bassiana è la forma anamorfica (forma di riproduzione asessuale) della specie Cordyceps bassiana.

PINI MARITTIMI A SANREMO ADDIO


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L’ Ufficio Giardini di Sanremo ha deciso di abbattere cento pini in Via Padre Semeria che verranno sostituiti da piante di leccio alte circa tre metri. Consiglio le persone sensibili di prendersene ancora una vista per apprezzare la bellezza della strada che non sarà più tale. Alberi maestosi con fogliame di un verde brillante saranno sostituiti con alberelli striminziti di leccio, pianta insignificante con fogliame grigioverde tipicamente boschiva ricercata dai cinghiali per le ghiande e cercatori di funghi .Prosegue pertanto lo stravolgimento dello storico parco arboreo cittadino già in fase avanzata con la sostituzione e in qualche casa invasione di palme del tipo washingtonia al posto della canariensis. A quando la sostituzione nello stemma cittadino?

INCENDI Lettera al Direttore di Sanremonews


Signor Direttore

Le scrivo dopo aver letto che quest’anno gli incendi boschivi sono raddoppiati rispetto ai precedenti ed essere andato a vederne i risultati dietro Taggia vicino alle cave di pietra San Giorgio e quello tra Castellaro e Terzorio. Entrambi lambiscono la strada carrozzabile per un brevissimo tratto per poi espandersi lungo le pendici della montagna. Non ci vuole molto acume per capire che questi punti, peraltro ben riparati alla vista, sono i focolai da dove è partito l’incendio. Ora tutti sanno per aver tentato in campagna di accendere un fuoco di sterpaglie o anche solo un barbecue il tempo e la quantità di fiammiferi necessari per ottenere il risultato voluto. Bene, e si pensa che uno rischi addirittura la galera accendendo fiammiferi uno dietro l’altro nel tentativo di appiccare fuoco? Io non credo, penso che l ‘incendiario e non un demente piromane sia molto più avveduto e si sia preparato in casa gli inneschi e poi, senza neppure scendere dall’auto e avendo preventivamente scelto il posto più adatto li lanci semplicemente dal finestrino. Ma tolto il malato mentale inventato dai giornali  (periodo censurato) (Piromane) il contadino sprovveduto, il pastore che vuole erba fresca per il gregge il mozzicone di sigaretta (provate a accendere un fuoco se ci riuscite) chi può avere interesse ad appiccare incendi? Lungi da me malevoli insinuazioni ma il cerchio dei sospettati è molto ristretto (periodo censurato) e mi stupisce che una indagine approfondita fatta dalle forze dell’ordine non riesca ad estirpare questa piaga.

A.I.

MASCHI E FEMMINE


Prima dell’uso immergere in acqua e pronunciare:- io ti battezzo nel nome del padre, del figlio e dello spirito santo, amen. (ps. si consiglia officiante cattolico, apostolico, romano per usufruire garanzia decennale salvezza anima.)

Io mi sono immaginato che da qualche parte su ogni neonato fosse stampigliata un’etichetta con queste indicazioni per i genitori come quando compri una lavatrice e se si guasta e non hai spedito il tagliando col numero di serie ti paghi la riparazione e tanti saluti. E in fondo non è poi una gran fatica se in compenso ti cancella il PECCATO ORIGINALE. Non ti cancella la quota di qualche migliaio di euro di debito pubblico che in Italia incombe sulla testa di tutti neonati compresi ma pazienza non si può avere tutto nella vita.

Adempiuto a questo impegno per il maschietto i problemi sono finiti, infatti, fino dalla notte dei tempi le sue esigenze primarie si riducono a tre: mangiare, scopare, evacuare. Naturalmente le prime due con l’evoluzione si sono affinate generando sottospecie e corollari, solo la terza e rimasta praticamente immutata con l’eccezione dell’Italia che con la diffusione del bidet ha reso tale operazione più dignitosa nei confronti delle altre specie viventi e dei francesi.

Per le femminucce la situazione è completamente diversa. Tolto il peccato originale e rimasto il debito pubblico si sviluppa  e prende forma una peculiarità esclusiva che dura tutta la vita e nel bene e nel male ha contribuito alla prosecuzione della specie: la MALIZIA.

(continua)

LA TELEVISIONE DEL DOLORE (con sondaggio anonimo)


Mi riferisco alla televisione pubblica, quella per cui si paga il canone : La televisione di Tafazzi. La televisione del dolore da audience, dei telefilm americani spara e ammazza, delle fiction italiane di quanto eravamo bravi una volta e dei talk show : l’ultima tragedia. Queste trasmissioni che impestano ormai tutte le reti e si basano sulla presenza in studio di ospiti politici la cui caratteristica è la loquacità mista ad arroganza e maleducazione, accompagnate da una nullità della persona se tolta dal contesto televisivo. Una televisione di regime senza veri scontri di opinioni ma chiacchiere intervallate da urla e insulti a comando per alzare l’ audience. Una televisione dove anche la satira è di regime, trasformata in sfottò da Bagaglino. Insomma una televisione da evitare, se potete fate di meglio, alle volte basta solo una passeggiata. Se invece siete in una casa di riposo beh, c’ è sempre Radio Maria.

 

IL PULLMAN ALL’IDROGENO


Come si fa a spendere tre milioni e seicentomila euro per sei autobus a idrogeno inservibili perchè non è stato previsto come rifornirli di carburante quando si ha una delle linee filoviarie migliori d’Italia. Si aveva perchè non solo non si investe ma non si ripristinano neanche i tratti rimasti isolati alla rotonda di Rossat e quella dal Comune di Taggia. Io saprei dove mandare il consiglio di amministrazione. in un posto molto fresco!

PENSIERI DALLA VASCA DA BAGNO


Scrivere è un po come cagare.  Non frega un cazzo a nessuno, però come ti senti meglio dopo!

Corollario: Copiare pensieri altrui è come avere un forte mal di pancia e limitarsi a fare delle scoreggine.

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SANREMO, DOVE OSANO LE AQUILE


Vi ricordate Tafazzi? Quello che si tirava bottigliate sulle palle e rideva? Beh Sanremo potrebbe essere la sua città natale. Un esempio? A pian di Poma, area ricavata dalle  discariche  della speculazione edilizia anni 50′ e 60′, oggetto di infiniti progetti di riqualificazione e occupata da strutture per lo sport eternamente precarie, avevano realizzato una pista per atterraggio elicotteri. Non era un vero eliporto ma serviva per le emergenze e era anche utilizzata da qualche riccone che magari aveva la barca in rada o arrivava da Montecarlo per una capatina al Casinò con seguito di moglie a fare shopping. Specilmente nei mesi estivi si notava un certo traffico. Siccome a Sanremo applicando il metodo Tafazzi per fare una cosa bisogna distruggere quella che c’è già, cosa si sono inventati?.  Hanno demolito la pista di atterraggio e al suo posto costruito una pista di atletica costata qualche milione. Risultato? Ultimata da oltre un anno è ricettacolo di topi e erbacce, atleti manco l’ombra. In compenso abbiamo perso una delle poche occasioni disponibili per incentivare quel poco turismo di elite che latita ormai da decenni con conseguenti piagnistei  dei dirigenti della casa da gioco e dei nostri amministratori. Nel 2015 ci sarà l’ esposizione universale a Milano, arriverà gente da tutto il mondo, molti faranno scalo all’areoperto di Nizza, Noi in mezzo staremo a guardare.

LA PALMA DI LATTA


A Sanremo abbiamo un ufficio giardini con aspirazioni artistiche che il più delle volte si esprime con risultati a dir poco sconcertanti. Invece di dedicarsi a rendere decorose le aiuole, mettendo piante di bell’aspetto, decorative e interessanti per il turista facendo leva su un clima che permette l’insediamento di varietà di origine subtropicale, si arrovella per inserire strutture la cui vista sia i cittadini che i turisti devono sorbirsi con l’unica sosddifazione del muguno libero. La storia è lunga e può iniziare dalle bordure, in origine in stile ottocento realizzate in cemento e sagomate con modanature decisamente eleganti che contornavano tutte le aiuole cittadine. Bene, sia al porto vecchio che davanti alla fotografatissima Chiesa Russa si è pensato bene di sostituirle con nuove in pietrsme come finti muretti a secco, Un vero e proprio pugno nell’occhio!
Poi è venuto il momento delle aiuole fantasiose dei Corso Imperatrice, formate da quadretti formati da striscie di palstica riempinti di sassolini bianchi e neri con inseriti alberelli nani di tuja potati con sagomature a spirale. A me hanno sempre dato l’impressione di tombe per piccoli animali e non mi sarei affatto stupito se vi avessi trovato la foto di un gatto con dedica.
Poi è venuta la volta della fontana davanti al palazzo comunale. Vasche comunicanti in lamiera dipinte di verde con ampio portellone contenente gli impianti in bella vista in primo piano. Infine(per ora) l’aiuola formante la rotonda di Rondò Garibaldi. Si è cominciato con un cubo blù con la scritta casinò contornato da palle blù (il significato della composizione ognuno lo ricavi da sè), disposte sopra un finto prato di plastica. In questi giorni, visto che l’erba vera era riuscita ad insinuarsi negli interstizi lasciati liberi da quella finta, ecco che spariscono cubo e palle e compare una composizione di fiori bicolori disposti a spirale sormontati da un’ incredibile palma in ferro arruginito alta quattro metri, con appoggiato leone rampante ritaglato in analoga latta dello stesso colore.
Il tutto dovrebbe rappresentare lo stemma della città. L’effeto e quello di una palma colpita dal punteruolo rosso e ormai rinsecchita dopo lunga malattia che se voleva rappresentare la città lo fa egregiamente ma, per favore, le nostre magagne non le sbandiariamo, tenimocele per noi!

Merlo Repubblica Preti i falsi disadattati


Signor Merlo, questa volta non sono d’accordo sulle argomentazioni esposte nel suo articolo. Intanto il tempo dei ladri di biciclette ormai è archeologia storica e pure gli spostati tipo Cerutti Gino che rubano la lambretta sono un vago ricordo anche per gli ultra quarantenni e non vedo quiale collegamento possano avere con l’attualità. E poi perchè scandalizzarsi delle osservazioni del prof. Becchi con immediata esecrazione d’ufficio. A mio avviso ha detto in modo molto “soft” quello che si può sentire espresso a colori molto più foschi in qualsiasi bar o mercato d’Italia. Anche la frase 10, 100, 1000 Nassiria ci vuole poco a capire che non è un inneggiamento alla strage ma lo sfogo rancoroso perchè impotente di chi trova a torto o a ragione quelle morti di giovani ragazzi inutili. Le suggerisco di rivedersi il bel film di Checco Zalone “Una bella giornata” . In particolare la scena dove il figlio dice al padre “tu fai il militare e vai in missione per la pace nel mondo “, e si sente rispondere ” Io vado in missione per la mia pace”. Questa è l’Italia reale, ci piaccia o no. Antonio Ivaldo

I PINI DI SANTA TECLA


forteHo letto sul Secolo XIX che verranno abbattuti i pini e i platani che si trovano davanti a Santa Tecla per valorizzare il complesso storico del 1700 con il beneplacito della Soprintendenza. Io ormai ho fatto il callo a forza di subire ogni imposizione riguardante la gestione del bene comune rendendomi conto che il cittadino che protesta al massimo è considerato un seccatore indegno di una pur minima risposta. Tuttavia insisto nel mio commento negativo che qualcuno potrebbe anche condividere. Gli alberi e il verde in generale a Sanremo non hanno mai avuto vita facile, malgrado la sbandierata nomea di “città dei fiori” buona ormai solo quale esausto richiamo pubblicitario. Ne è un esempio recente l’ abbattimento dei pini con sostituzione di onnipresenti palme in Via Privata Barabino dove era troppo difficile modificare marciapiedi facendo convivere alberi ed esigenze pedonali. Ne consegue che da parte del Comune per un cambio di rotta le aspettative sono nulle ma che la Soprintendenza avalli il taglio di alberature in zona centralissima perché non consentono di ammirare questa magnificenza che tutti ci invidiano del Forte Santa Tecla mi sembra a dir poco una solenne castroneria. Qualcuno riesce a immaginarsi la facciata del forte in piena vista? Basta guardare il lato verso Porto Vecchio. Un tetra parete in pietra con grate in ferro alle finestre che rimanda a al triste periodo quando era una prigione e ancor prima grazioso regalo dei Genovesi (la Soprintendenza non c’era ancora) che la costruirono abbattendo un quartiere e con i cannoni rivolti verso la città. Sinceramente io potessi di pini la circonderei per poterne vedere solo il minimo indispensabile.
A.I.

RINCOMINCIA LA CAPITOZZATURA FOLLE DEI PLATANI


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Maledetta primavera…………….

SANREMESI “BRAGHEMOLLE”


Porto Sole oggi

Tutte le volte che passo davanti al Morgana e vedo quel rudere che ormai solo nella fantasia di qualcuno dovrebbe diventate l’albergo a 5 stelle di Porto Sole mi chiedo come noi sanremesi e sanremaschi possiamo sopportare ormai da oltre un ventennio uno scempio del genere senza una benchè minima reazione. Sembra veramente incredibile e fa venire in mente servizi della Gabanelli sulle zone più degradate del Sud che una zona centralissima e panoramica di una delle più prestigiose cittadine turistiche d’Italia (sic..) possa convivere con un ammasso di calcestruzzo e ferri arruginiti dall’aspetto di residuato bellico. Penso che in qualsiasi altra cittadina sarebbe sorto un comitato per contestare una presenza così imbarazzante. Per esemmpio gli albergatori sempre pronti alle lamentazioni per il calo dei turisti non si pongono il problema che una simile vista possa rappresentare un aspetto negativo che può condizionare negativamente il giudizio complessivo sulla città? Ma i sanremaschi e poi i sanremesi che hanno assorbito completamente il carattere passivo dei primi pare che non si accorgano di niente. Come il messicano che seduto contro un muro la cui unica preoccupazione è quella si spostarsi seguendo l’ombra del sole, così i noscri concittadini alzano le spalle e mugugnano: Belin e mi che cousa ghe possù fà? e amen.

La Rotonda di rondò Garibaldi


La Rotonda di rondò Garibaldi.

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