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Tafazzi è di Sanremo


Il mitico personaggio ideato da Carlo Turati e magistralmente interpretato da Giacomo Poretti potrebbe essere di Sanremo o quanto meno avere numerosa parentela in questa provincia tutti con incarichi pubblici.

Tafazzi 1 Questo è senz’altro un parente stretto. Doveva decidere se spendere dei soldi per ammodernare l’ impianto di funivia realizzato negli anni trenta che dal mare in 45 minuti portava a 1300 metri s.l.m. oppure smantellarlo risparmiando la somma prevista. Ovviamente onorando il proprio nome decideva per la seconda soluzione giustificando la decisione con il fatto che l’attività era in perdita e pertanto un onere per le casse comunali infischiandosene di privare così la città di una struttura turistica praticamente unica nel suo genere, di ricercare eventuali contributi dalla Regione o dall’Unione Europea quale impianto storico. Non gli veniva in mente neppure di sfilare i cavi inserendo al loro posto un cavo pilota in modo da potere agevolmente ripristinare l’ impianto. Questa mente eccelsa ha così privato Sanremo di una indubbia attrattiva turistica e di fatto causato la chiusura di due ristoranti in vetta e altri nella stazione intermedia di San Romolo per non parlare del degrado che si è verificato successivamente in tutta il comprensorio.

Tafazzi 2 E’ un’altro parente che ha avuta la geniale idea di demolire una piazzola utilizzata come eliporto da grossi yacht con elicottero a bordo stazionati in rada per fare shopping o una puntata al casinò oltre che per le emergenze da vigili del fuoco e eliambulanze per costruire al suo posto al prezzo esorbitante di sei miloni di euro una pista di atletica che giace inutilizzata da anni. Non gli è venuto in mente di realizzarla 500 metri più ad ovest sotto il piazzale dove stagionalmente si piazzano le giostre e neppure che un impianto simile in attività da lustri in quel di Imperia molto più attrezzato è praticamente inutilizzato per gran parte dell’anno. Risultato: una città a vocazione turistica con albergo 5 stelle lusso, casinò, pista ciclabile che vorrebbe competere con quelle della Costa azzurra e specie con Monte Carlo che invece un fior di eliporto ce l’ha da anni con un turismo da pullman da gita della domenica.

Tafazzi 3 Questo è sicuramente un parente stretto. Un bel giorno si è detto: tutti parlano di ecologia e di risparmio energetico e noi non dobbiamo rimanere indietro. Detto fatto ti acquista 5 pullman all’idrogeno. Per farne che? Ma per sostituire quei vecchi filobus inquinanti che vanno ancora ad elettricità! Non si investe più nella rete filoviaria che congiungeva Ventimiglia , Sanremo e Taggia interrompendo la linea ad Arma di Taggia quando viene realizzata la rotonda dei cocomeri giganti e nei pressi del Comune alla deviazione per la stazione ferroviaria. E i bus all’idrogeno? Fermi al deposito dal 2013 perché ci si è accorti che rifornirsi di idrogeno non è esattamente come fare il pieno di gasolio e distributori in giro non se ne trovano. Pensa che ti ripensa ecco la soluzione: costruiamo una “Stazione di Rifornimento di Idrogeno per Autobus a Fuell” in Valle Armea poco oltre il Cimitero al costo di 181.000 Euro. Inizio lavori 21/06/2016 durata lavori 90 giorni. Campa cavallo…..

Tafazzi 4 Questo è parente alla lontana. Patito per le problematiche del turismo e pieno di buone intenzioni dopo essersi scervellato come poter incrementare i flussi turistici nella città dei fiori ha un’idea luminosa: Perché non concordare con agenzie la sosta delle grandi navi da crociera in baia? Immaginando già migliaia di turisti in giro in via Matteotti a fare shopping. Le navi sono arrivate e cosi pure i turisti che scendono a terra salgono sui pullman che li stanno aspettando e se ne vanno a visitare Monte Carlo poi tornano al pomeriggio, risalgono sulla nave e chi si e visto si è visto.

Ma non è mica finita. Ma mamma dei tafazzi è sempre in cinta!

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PENSIERI DALLA VASCA DA BAGNO


Quando un uomo di 70 anni dice:”vado a trovare gli amici”  AL 90% sta andando al cimitero.

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occhio all’ etichetta!


A me piace il chinotto. Sono anni che compro Chinò Sanpellegrino “con chinotti di Sicilia” come scritto sulla lattina. Oggi per caso leggo gli ingredienti: Estratto di chinotto 0,05%. Non 5%, neanche 0,5% ma 0,05% ! Probabilmente ne trovavo di più leccando la lattina! Conclusione, sono anni che compro e bevo acqua gassata, colorata e zuccherata! COLPA MIA CHE DIMENTICO SPESSO DI LEGGERE GLI INGREDIENTI DI QUELLO CHE COMPRO

Chinotto di Sicilia

Chinotto di Sicilia

 

Pensieri dalla vasca da bagno


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…e anche quest’anno i soldi delle vacanze se li è presi lo Stato ma peste che mi abbia mai mandato una cartolina!

 

IDEE CONFUSE


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Crederò nel CREATIVISMO quando la Barbie di mia figlia prendendomi sotto braccio dirà:- Che si fa sta sera, usciamo?

Crederò nell’EVOLUZIONISMO quando vedrò una formica portare un chicco di grano con una carriola.

Rhynchophorus ferrugineus


Sarà una mia impressione ma Rhynchophorus ferrugineus ce lo stà mettendo in quel posto
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PERCHE’ SANREMO E’ SEMPRE SANREMO


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Sanremo è lo specchio dell’Italia. Non ha una strategia per il futuro, ha dilapidato le risorse che aveva per trascuratezza e insipienza dei suoi amministratori e vive alla giornata senza preoccuparsi delle giovani generazioni che avranno davanti un futuro incerto e sicuramente peggiore di quello che hanno vissuto i loro genitori. Gusti, abitudini, congiuntura hanno contribuito a cambiare modo di vivere e fatto sparire attività decennali purtroppo senza sia avvenuto un ricambio o una sostituzione con il risultato che la città vive un declino che pare non abbia mai fine.

Pensare che basta andare indietro nel tempo di pochi decenni per trovare una città ancora piena di iniziative, cosmopolita e giovanile, insomma pervasa da quell’entusiasmo che sembra perduto per sempre.

Ma partiamo dall’inizio, Calvino indica come origine di tutti i mali la speculazione edilizia, dimenticando di aggiungere di aver contribuito lui stesso al degrado vendendo i terreni di famiglia a noti palazzinari locali per poi sparire per sempre e non farsi più vedere in quella Sanremo che ora lo onora come figlio benemerito intitolandogli un lungomare. Invece l’edilizia non ha creato danni determinanti, la tanto famigerata e riportata come esempio negativo Via Martiri, agli occhi attuali sembra più che dignitosa con palazzi assai più decorosi di quelli recenti realizzati in quartieri dormitorio in zona San Lorenzo.

Il decadimento o se vogliamo la recessione hanno origine da due eventi ben precisi. Il primo è la globalizzazione che Sanremo ha conosciuto ben prima che questo termine venisse coniato con effetti disastrosi per l’economia locale annientando in pochi anni il settore floricolo semplicemente aprendo i mercati dell’africa e Sud America all’importazione di rose e garofani coltivati a costi infinitamente minori di quelli locali. Risultato: serre abbandonate, aziende un tempo floride sparite, mercato dei fiori diventato una cattedrale nel deserto.

Altro fattore negativo è stata la costruzione di Porto Sole, approdo turistico da 1800 posti barca con opere a terra che avrebbero dovuto comprendere un albergo di lusso, piscine, campi da tennis e una promenade con negozi e ristoranti. Il tutto realizzato negli anni ’70 lungo Corso Trento Trieste eliminando stabilimenti balneari storici e di grande attrattiva turistica. Risultato una struttura in cemento armato dai Sanremesi battezzata “Ecomostro” che tutt’ora fa bella mostra di se, qualche bar, una rivendita di tabacchi, un ristorante che funziona in estate e un grande rimessaggio di barche ormeggiate in attesa dell’estate, di piscine e strutture sportive neanche l’ombra. Anzi alla fine della passeggiata oltrepassato il bar Sud Est vi era un delizioso minigolf immerso nel verde di alberi secolari molto frequentato specialmente nella bella stagione, Ebbene, incorporato nella struttura Porto Sole giace abbandonato all’incuria più totale nella generale indifferenza.

E questo e solo l’inizio. Sanremo aveva una funivia costruita negli anni ’30 tra le più lunghe del mondo con la caratteristica di consentire nel tempo di tre quarti d’ora di passare dal livello del mare ai 1300 metri di Monte Bignone con fermate intermedie al Campo Golf e San Romolo, Orbene un’amministrazione con un minimo di buon senso avrebbe percorso tutte le strade possibili e immaginabili per conservare una struttura così unica compreso fondi Europei per ristrutturazione impianti storici. Invece un amministratore piombato a Sanremo da un paesino del Piemonte difficilmente identificabile sulla carta geografica ha pensato bene di smantellare tutto dicendo che non era più produttivo lasciando unicamente i piloni per imposizione della Soprintendenza Liguria. Anche in questo caso l’operazione si è rivelata non priva di conseguenze: il degrado di Monte Bignone, il lento decadimento di Sanremo, residenza estiva dei notabili Sanremesi e la chiusura definitiva di alcuni ristorantini tipici.

Negli anni ’60 i cinematografi erano 10 più quelli estivi all’aperto, una trentina di nigt club sparsi su tutto il territorio e alcuni ristoranti Pesce D’Oro, Il Bagatto, Il Savarin, il RendezVous, che oggi avrebbero qualche stella Michelin, Alberghi, pensioni di tutte le categorie che in inverno si riempivano   di famiglie e pensionati facoltosi che svernavano al clima mite della Riviera e nella stagione estiva da orde   tedesche, inglesi e scandinave in cerca di sole e divertimento. Sparito tutto! E uno si chiede con premesse simili perché funzionano Monte Carlo, Ibiza, Formentera, Dubrovnik, Gallipoli e qui si vedono solo giovani indigeni depressi.

Il decadimento come una metastasi si allarga infettando tutto il corpo prima sano:

Casinò Costruzione liberty fine ‘800 grandi giocatori, personaggi famosi, grandi industriali, giro di soldi e di donnine ma anche grandi feste e galà Bianco e Nero, della Befana e una stagione teatrale di tutto rispetto il tutto trasferito a Monte Carlo e si vivacchia con le slot.

Cultura Ho già detto dei dieci cinematografi in concorrenza con programmazione diversificata. Un prestigioso cineclub che presentava pellicole fuori circolazione estremamente interessanti e piacevoli da vedere. Adesso un unico gestore programma i film che vuole, la stagione teatrale è inesistente e unico evento nazionale resta il Festival di Sanremo.

Il Festival della Canzone di Sanremo. Idea geniale inizia negli anni ’50 e dopo alcun anni di produzione conformista post evento bellico parte per la tangente con gli “urlatori” antesignani dei successivi capelloni a sconvolgere legione di telespettatori cresciuti a cuore che fa rima con amore. Raggiunge il massimo splendore negli anni sessanta quando vengono coinvolti grandi cantanti stranieri che vengono con grande entusiasmo e una professionalità da noi sconosciuta ad interpretare e i brani nella loro lingua potandoli al successo anche nelle loro nazioni con grande ritorno per l’immagine di Sanremo Da allora solo un continuo decadimento senza alcuna risalita fino al punto più oscuro attuale dove è diventato una succursale di Amici di Maria De Filippi con vincitori meteore dimenticati dopo pochi mesi.

Commercio La strada del lusso è Via Matteotti ora resa pedonale mentre quella prettamente commerciale è Via Palazzo. Via Matteotti poteva degnamente confrontarsi con Via Condotti, forse anche Via Montenapoleone con clienti come Ranieri di Monaco, e emiri che con barche ormeggiate in rada venivano a fare shopping di vestiti e gioielli. E questa era La Sanremo di ieri, adesso dominano i franchising identici in tutte le città e gelaterie industriali. I pochissimi negozi della vecchia guardia sono sopraffatti da catene internazionali che non hanno alcun problema a pagare affitti iperbolici per piazzare un loro punto vendita identico a quello di Milano, Genova, Torino e così di seguito.

Verde pubblico   Con l’ arrivo degli inglesi e le loro ville la città ha avuto un grande sviluppo dei giardini seguendo una moda arrivata dalla Francia dove il prestigio era proporzionale alla magnificenza del parco e varietà di piante in esso contenute. Ciò ha dato grande impulso alla floricoltura con la creazione di un centro sperimentale condotto da un grande botanico dal nome di Mario Calvino sposato con altrettanto famosa botanica Eva Mameli in Calvino ma altri botanici e giardinieri venivano a Sanremo per curare e arredare queste nuove dimore come Agostino Brambilla col suo giardino botanico alla Foce.

Spariti gli ospiti stranieri sono rimaste le ville (quelle non demolite per fare posto a condomini) e i giardini come quelli di Villa Ormond e del palazzo comunale tutti in stile romantico abbelliti da statue e fontane. Guardandoli oggi dopo anni di gestione da parte dell’ Ufficio Giardini generano solo un sentimento di grande tristezza. Sparite fontane e statue, spariti roseti e aiuole fiorite ogni spazio e stato occupato da palme quelle destinate a morire aggredite dal punteruolo rosso e quelle messe a casaccio in sostituzione di quelle malate. Per vedere un giardino degno di tale nome bisogna andare come a solito nella vicina Monte Carlo.

Ma che futuro ci aspetta?   Come dice lo slogan “ perché Sanremo è Sanremo” Sanremo come sempre supererà questi giorni tristi, in fondo ha un clima impareggiabile e rimane sempre un cittadina con il suo fascino a differenza delle vicine (che non me ne vogliano) e della troppo citata Monte Carlo spocchiosa e piena di arricchiti dell’ultima ora a differenza di quelli che ancora amano Sanremo come amano passare inosservati

E allora? Bisogna partire dai giovani e conseguentemente dal turismo. Perché a differenza di quelli che puntano, sbagliando, su una clientela anziana perché ritenuta con più disponibilità (Vedi Bordighera), sono questi che fanno da traino. perché dove ci sono i giovani c’è divertimento c’è musica e la vacanza è palpabile. Sanremo deve entrare del circuito del divertimento, non la misera movida di Piazza Bresca ma la città intera. Si devono aprire locali come negli anni settanta, la musica deve dilagare e la città aperta e disponibile fino all’ alba. Una città franca del divertimento, con disponibilità di accoglienza a prezzi contenuti specie in bassa stagione, e poi eventi di qualità.con il Casino che si deve dare una mossa senza più piangersi addosso nella sua torre d’avorio.

Imprenditori stranieri devono essere incentivati a investire ma basta con seconde case, in attività di spettacolo, intrattenimento, ristorazione di livello, sport, alberghiera.

Tornando a Monte Carlo ormai satura con un territorio pari a un fazzoletto di terra coperto da grattacieli incombenti e inquietanti, cominciamo a “rubare” un po’ della sua clientela presentando un’ offerta altrettanto allettante con in più spazi vivibili e un’ entroterra a due passi che molti ci invidiano.

Lasciamo perdere il campo di atletica a tempi migliori in fondo abbiamo la ciclabile e ritorniamo ad un vero e proprio eliporto perché una città moderna con un Casino e una stagione turistica che copre tutto l’anno non può rinunciare ad una clientela che può permettersi di arrivare all’aeroporto internazionale di Nizza, fare tappa a Monte Carlo e poi ignorare Sanremo. Coraggio!

PENSIERINO DALLA VASCA DA BAGNO


si possono fare guerre giuste, guerre sbagliate, tradizionali o iper tecnologiche. Quello che non si è mai riusciti a fare sono le regole.

 

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PUNTERUOLO ROSSO una guerra persa?


Ho avuto incontri del terzo tipo con il punteruolo rosso. Mi ero accorto che qualcosa non andava alla mia palma canariensis di circa 3 mt. le foglie più basse recentemente si erano inclinate rispetto alla posizione naturale. Tagliandole mi sono accorto che alla base vi erano macchie scure che si rivelavano dei tappi di materiale masticato che chiudevano un cunicolo lungo anche 30 cm inclinato verso il basso e con direzione il centro della palma.
Da un paio di questi ho estratto l ‘ospite che messo in un barattolo e irrorato con insetticida è sopravvissuto per due giorni fino a quando l’ ho schiacciato con la scarpa. Conclusione la mia palma è praticamente persa e viste le protezioni della bestia la lotta mi sembra impari se non persa in partenza.

A Sanremo l ‘infestazione ha preso proporzioni impossibili da contenere e tutte le palme del tipo canariensis sono condannate se non si interviene con la lotta biologica come suggerisce  l’articolo preso da wikipedia.

punteruolWIKIPEDIA:

Beauveria bassiana è un fungo endofita con proprietà entomopatogene utilizzato nella lotta biologica, in grado di causare danni a diversi tipi di insetti agendo come parassita.

Il fungo provoca una malattia conosciuta come calcino o malattia del baco da seta. Quando lespore del fungo entrano in contatto con il corpo di un insetto, germinano, entrano nel corpo e vi sviluppano, uccidendo l’insetto. Dopo la morte dell’insetto una schiuma bianca si sviluppa sul cadavere producendo nuove spore. Gran parte degli insetti che vivono sul suolo hanno sviluppato difese naturali contro la Beauveria bassiana, tuttavia molti altri ne sono suscettibili.

Il fungo non infetta l’uomo né gli altri mammiferi ed è pertanto considerato un insetticida naturale contro insetti infestanti come le termiti.

È attualmente allo studio il suo utilizzo come mezzo di controllo della zanzara Anopheles, portatrice della malaria, attraverso la dispersione delle spore sulle aree infestate,

Il nome della specie è un omaggio al naturalista italiano Agostino Bassi che nel 1835, grazie ad un’approfondita sperimentazione dimostrò che il mal del calcino del baco da seta era causato dal fungo.

La Beauveria bassiana è la forma anamorfica (forma di riproduzione asessuale) della specie Cordyceps bassiana.

PINI MARITTIMI A SANREMO ADDIO


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L’ Ufficio Giardini di Sanremo ha deciso di abbattere cento pini in Via Padre Semeria che verranno sostituiti da piante di leccio alte circa tre metri. Consiglio le persone sensibili di prendersene ancora una vista per apprezzare la bellezza della strada che non sarà più tale. Alberi maestosi con fogliame di un verde brillante saranno sostituiti con alberelli striminziti di leccio, pianta insignificante con fogliame grigioverde tipicamente boschiva ricercata dai cinghiali per le ghiande e cercatori di funghi .Prosegue pertanto lo stravolgimento dello storico parco arboreo cittadino già in fase avanzata con la sostituzione e in qualche casa invasione di palme del tipo washingtonia al posto della canariensis. A quando la sostituzione nello stemma cittadino?

INCENDI Lettera al Direttore di Sanremonews


Signor Direttore

Le scrivo dopo aver letto che quest’anno gli incendi boschivi sono raddoppiati rispetto ai precedenti ed essere andato a vederne i risultati dietro Taggia vicino alle cave di pietra San Giorgio e quello tra Castellaro e Terzorio. Entrambi lambiscono la strada carrozzabile per un brevissimo tratto per poi espandersi lungo le pendici della montagna. Non ci vuole molto acume per capire che questi punti, peraltro ben riparati alla vista, sono i focolai da dove è partito l’incendio. Ora tutti sanno per aver tentato in campagna di accendere un fuoco di sterpaglie o anche solo un barbecue il tempo e la quantità di fiammiferi necessari per ottenere il risultato voluto. Bene, e si pensa che uno rischi addirittura la galera accendendo fiammiferi uno dietro l’altro nel tentativo di appiccare fuoco? Io non credo, penso che l ‘incendiario e non un demente piromane sia molto più avveduto e si sia preparato in casa gli inneschi e poi, senza neppure scendere dall’auto e avendo preventivamente scelto il posto più adatto li lanci semplicemente dal finestrino. Ma tolto il malato mentale inventato dai giornali  (periodo censurato) (Piromane) il contadino sprovveduto, il pastore che vuole erba fresca per il gregge il mozzicone di sigaretta (provate a accendere un fuoco se ci riuscite) chi può avere interesse ad appiccare incendi? Lungi da me malevoli insinuazioni ma il cerchio dei sospettati è molto ristretto (periodo censurato) e mi stupisce che una indagine approfondita fatta dalle forze dell’ordine non riesca ad estirpare questa piaga.

A.I.

MASCHI E FEMMINE


Prima dell’uso immergere in acqua e pronunciare:- io ti battezzo nel nome del padre, del figlio e dello spirito santo, amen. (ps. si consiglia officiante cattolico, apostolico, romano per usufruire garanzia decennale salvezza anima.)

Io mi sono immaginato che da qualche parte su ogni neonato fosse stampigliata un’etichetta con queste indicazioni per i genitori come quando compri una lavatrice e se si guasta e non hai spedito il tagliando col numero di serie ti paghi la riparazione e tanti saluti. E in fondo non è poi una gran fatica se in compenso ti cancella il PECCATO ORIGINALE. Non ti cancella la quota di qualche migliaio di euro di debito pubblico che in Italia incombe sulla testa di tutti neonati compresi ma pazienza non si può avere tutto nella vita.

Adempiuto a questo impegno per il maschietto i problemi sono finiti, infatti, fino dalla notte dei tempi le sue esigenze primarie si riducono a tre: mangiare, scopare, evacuare. Naturalmente le prime due con l’evoluzione si sono affinate generando sottospecie e corollari, solo la terza e rimasta praticamente immutata con l’eccezione dell’Italia che con la diffusione del bidet ha reso tale operazione più dignitosa nei confronti delle altre specie viventi e dei francesi.

Per le femminucce la situazione è completamente diversa. Tolto il peccato originale e rimasto il debito pubblico si sviluppa  e prende forma una peculiarità esclusiva che dura tutta la vita e nel bene e nel male ha contribuito alla prosecuzione della specie: la MALIZIA.

(continua)

LA TELEVISIONE DEL DOLORE (con sondaggio anonimo)


Mi riferisco alla televisione pubblica, quella per cui si paga il canone : La televisione di Tafazzi. La televisione del dolore da audience, dei telefilm americani spara e ammazza, delle fiction italiane di quanto eravamo bravi una volta e dei talk show : l’ultima tragedia. Queste trasmissioni che impestano ormai tutte le reti e si basano sulla presenza in studio di ospiti politici la cui caratteristica è la loquacità mista ad arroganza e maleducazione, accompagnate da una nullità della persona se tolta dal contesto televisivo. Una televisione di regime senza veri scontri di opinioni ma chiacchiere intervallate da urla e insulti a comando per alzare l’ audience. Una televisione dove anche la satira è di regime, trasformata in sfottò da Bagaglino. Insomma una televisione da evitare, se potete fate di meglio, alle volte basta solo una passeggiata. Se invece siete in una casa di riposo beh, c’ è sempre Radio Maria.

 

IL PULLMAN ALL’IDROGENO


Come si fa a spendere tre milioni e seicentomila euro per sei autobus a idrogeno inservibili perchè non è stato previsto come rifornirli di carburante quando si ha una delle linee filoviarie migliori d’Italia. Si aveva perchè non solo non si investe ma non si ripristinano neanche i tratti rimasti isolati alla rotonda di Rossat e quella dal Comune di Taggia. Io saprei dove mandare il consiglio di amministrazione. in un posto molto fresco!

PENSIERI DALLA VASCA DA BAGNO


Scrivere è un po come cagare.  Non frega un cazzo a nessuno, però come ti senti meglio dopo!

Corollario: Copiare pensieri altrui è come avere un forte mal di pancia e limitarsi a fare delle scoreggine.

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SANREMO, DOVE OSANO LE AQUILE


Vi ricordate Tafazzi? Quello che si tirava bottigliate sulle palle e rideva? Beh Sanremo potrebbe essere la sua città natale. Un esempio? A pian di Poma, area ricavata dalle  discariche  della speculazione edilizia anni 50′ e 60′, oggetto di infiniti progetti di riqualificazione e occupata da strutture per lo sport eternamente precarie, avevano realizzato una pista per atterraggio elicotteri. Non era un vero eliporto ma serviva per le emergenze e era anche utilizzata da qualche riccone che magari aveva la barca in rada o arrivava da Montecarlo per una capatina al Casinò con seguito di moglie a fare shopping. Specilmente nei mesi estivi si notava un certo traffico. Siccome a Sanremo applicando il metodo Tafazzi per fare una cosa bisogna distruggere quella che c’è già, cosa si sono inventati?.  Hanno demolito la pista di atterraggio e al suo posto costruito una pista di atletica costata qualche milione. Risultato? Ultimata da oltre un anno è ricettacolo di topi e erbacce, atleti manco l’ombra. In compenso abbiamo perso una delle poche occasioni disponibili per incentivare quel poco turismo di elite che latita ormai da decenni con conseguenti piagnistei  dei dirigenti della casa da gioco e dei nostri amministratori. Nel 2015 ci sarà l’ esposizione universale a Milano, arriverà gente da tutto il mondo, molti faranno scalo all’areoperto di Nizza, Noi in mezzo staremo a guardare.

LA PALMA DI LATTA


A Sanremo abbiamo un ufficio giardini con aspirazioni artistiche che il più delle volte si esprime con risultati a dir poco sconcertanti. Invece di dedicarsi a rendere decorose le aiuole, mettendo piante di bell’aspetto, decorative e interessanti per il turista facendo leva su un clima che permette l’insediamento di varietà di origine subtropicale, si arrovella per inserire strutture la cui vista sia i cittadini che i turisti devono sorbirsi con l’unica sosddifazione del muguno libero. La storia è lunga e può iniziare dalle bordure, in origine in stile ottocento realizzate in cemento e sagomate con modanature decisamente eleganti che contornavano tutte le aiuole cittadine. Bene, sia al porto vecchio che davanti alla fotografatissima Chiesa Russa si è pensato bene di sostituirle con nuove in pietrsme come finti muretti a secco, Un vero e proprio pugno nell’occhio!
Poi è venuto il momento delle aiuole fantasiose dei Corso Imperatrice, formate da quadretti formati da striscie di palstica riempinti di sassolini bianchi e neri con inseriti alberelli nani di tuja potati con sagomature a spirale. A me hanno sempre dato l’impressione di tombe per piccoli animali e non mi sarei affatto stupito se vi avessi trovato la foto di un gatto con dedica.
Poi è venuta la volta della fontana davanti al palazzo comunale. Vasche comunicanti in lamiera dipinte di verde con ampio portellone contenente gli impianti in bella vista in primo piano. Infine(per ora) l’aiuola formante la rotonda di Rondò Garibaldi. Si è cominciato con un cubo blù con la scritta casinò contornato da palle blù (il significato della composizione ognuno lo ricavi da sè), disposte sopra un finto prato di plastica. In questi giorni, visto che l’erba vera era riuscita ad insinuarsi negli interstizi lasciati liberi da quella finta, ecco che spariscono cubo e palle e compare una composizione di fiori bicolori disposti a spirale sormontati da un’ incredibile palma in ferro arruginito alta quattro metri, con appoggiato leone rampante ritaglato in analoga latta dello stesso colore.
Il tutto dovrebbe rappresentare lo stemma della città. L’effeto e quello di una palma colpita dal punteruolo rosso e ormai rinsecchita dopo lunga malattia che se voleva rappresentare la città lo fa egregiamente ma, per favore, le nostre magagne non le sbandiariamo, tenimocele per noi!

Merlo Repubblica Preti i falsi disadattati


Signor Merlo, questa volta non sono d’accordo sulle argomentazioni esposte nel suo articolo. Intanto il tempo dei ladri di biciclette ormai è archeologia storica e pure gli spostati tipo Cerutti Gino che rubano la lambretta sono un vago ricordo anche per gli ultra quarantenni e non vedo quiale collegamento possano avere con l’attualità. E poi perchè scandalizzarsi delle osservazioni del prof. Becchi con immediata esecrazione d’ufficio. A mio avviso ha detto in modo molto “soft” quello che si può sentire espresso a colori molto più foschi in qualsiasi bar o mercato d’Italia. Anche la frase 10, 100, 1000 Nassiria ci vuole poco a capire che non è un inneggiamento alla strage ma lo sfogo rancoroso perchè impotente di chi trova a torto o a ragione quelle morti di giovani ragazzi inutili. Le suggerisco di rivedersi il bel film di Checco Zalone “Una bella giornata” . In particolare la scena dove il figlio dice al padre “tu fai il militare e vai in missione per la pace nel mondo “, e si sente rispondere ” Io vado in missione per la mia pace”. Questa è l’Italia reale, ci piaccia o no. Antonio Ivaldo

I PINI DI SANTA TECLA


forteHo letto sul Secolo XIX che verranno abbattuti i pini e i platani che si trovano davanti a Santa Tecla per valorizzare il complesso storico del 1700 con il beneplacito della Soprintendenza. Io ormai ho fatto il callo a forza di subire ogni imposizione riguardante la gestione del bene comune rendendomi conto che il cittadino che protesta al massimo è considerato un seccatore indegno di una pur minima risposta. Tuttavia insisto nel mio commento negativo che qualcuno potrebbe anche condividere. Gli alberi e il verde in generale a Sanremo non hanno mai avuto vita facile, malgrado la sbandierata nomea di “città dei fiori” buona ormai solo quale esausto richiamo pubblicitario. Ne è un esempio recente l’ abbattimento dei pini con sostituzione di onnipresenti palme in Via Privata Barabino dove era troppo difficile modificare marciapiedi facendo convivere alberi ed esigenze pedonali. Ne consegue che da parte del Comune per un cambio di rotta le aspettative sono nulle ma che la Soprintendenza avalli il taglio di alberature in zona centralissima perché non consentono di ammirare questa magnificenza che tutti ci invidiano del Forte Santa Tecla mi sembra a dir poco una solenne castroneria. Qualcuno riesce a immaginarsi la facciata del forte in piena vista? Basta guardare il lato verso Porto Vecchio. Un tetra parete in pietra con grate in ferro alle finestre che rimanda a al triste periodo quando era una prigione e ancor prima grazioso regalo dei Genovesi (la Soprintendenza non c’era ancora) che la costruirono abbattendo un quartiere e con i cannoni rivolti verso la città. Sinceramente io potessi di pini la circonderei per poterne vedere solo il minimo indispensabile.
A.I.

RINCOMINCIA LA CAPITOZZATURA FOLLE DEI PLATANI


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Maledetta primavera…………….

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