Archivi categoria: SANREMO SENZA VELI

mugugno libero

SANREMO SONDAGGIATA


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Tafazzi è di Sanremo


Il mitico personaggio ideato da Carlo Turati e magistralmente interpretato da Giacomo Poretti potrebbe essere di Sanremo o quanto meno avere numerosa parentela in questa provincia tutti con incarichi pubblici.

Tafazzi 1 Questo è senz’altro un parente stretto. Doveva decidere se spendere dei soldi per ammodernare l’ impianto di funivia realizzato negli anni trenta che dal mare in 45 minuti portava a 1300 metri s.l.m. oppure smantellarlo risparmiando la somma prevista. Ovviamente onorando il proprio nome decideva per la seconda soluzione giustificando la decisione con il fatto che l’attività era in perdita e pertanto un onere per le casse comunali infischiandosene di privare così la città di una struttura turistica praticamente unica nel suo genere, di ricercare eventuali contributi dalla Regione o dall’Unione Europea quale impianto storico. Non gli veniva in mente neppure di sfilare i cavi inserendo al loro posto un cavo pilota in modo da potere agevolmente ripristinare l’ impianto. Questa mente eccelsa ha così privato Sanremo di una indubbia attrattiva turistica e di fatto causato la chiusura di due ristoranti in vetta e altri nella stazione intermedia di San Romolo per non parlare del degrado che si è verificato successivamente in tutta il comprensorio.

Tafazzi 2 E’ un’altro parente che ha avuta la geniale idea di demolire una piazzola utilizzata come eliporto da grossi yacht con elicottero a bordo stazionati in rada per fare shopping o una puntata al casinò oltre che per le emergenze da vigili del fuoco e eliambulanze per costruire al suo posto al prezzo esorbitante di sei miloni di euro una pista di atletica che giace inutilizzata da anni. Non gli è venuto in mente di realizzarla 500 metri più ad ovest sotto il piazzale dove stagionalmente si piazzano le giostre e neppure che un impianto simile in attività da lustri in quel di Imperia molto più attrezzato è praticamente inutilizzato per gran parte dell’anno. Risultato: una città a vocazione turistica con albergo 5 stelle lusso, casinò, pista ciclabile che vorrebbe competere con quelle della Costa azzurra e specie con Monte Carlo che invece un fior di eliporto ce l’ha da anni con un turismo da pullman da gita della domenica.

Tafazzi 3 Questo è sicuramente un parente stretto. Un bel giorno si è detto: tutti parlano di ecologia e di risparmio energetico e noi non dobbiamo rimanere indietro. Detto fatto ti acquista 5 pullman all’idrogeno. Per farne che? Ma per sostituire quei vecchi filobus inquinanti che vanno ancora ad elettricità! Non si investe più nella rete filoviaria che congiungeva Ventimiglia , Sanremo e Taggia interrompendo la linea ad Arma di Taggia quando viene realizzata la rotonda dei cocomeri giganti e nei pressi del Comune alla deviazione per la stazione ferroviaria. E i bus all’idrogeno? Fermi al deposito dal 2013 perché ci si è accorti che rifornirsi di idrogeno non è esattamente come fare il pieno di gasolio e distributori in giro non se ne trovano. Pensa che ti ripensa ecco la soluzione: costruiamo una “Stazione di Rifornimento di Idrogeno per Autobus a Fuell” in Valle Armea poco oltre il Cimitero al costo di 181.000 Euro. Inizio lavori 21/06/2016 durata lavori 90 giorni. Campa cavallo…..

Tafazzi 4 Questo è parente alla lontana. Patito per le problematiche del turismo e pieno di buone intenzioni dopo essersi scervellato come poter incrementare i flussi turistici nella città dei fiori ha un’idea luminosa: Perché non concordare con agenzie la sosta delle grandi navi da crociera in baia? Immaginando già migliaia di turisti in giro in via Matteotti a fare shopping. Le navi sono arrivate e cosi pure i turisti che scendono a terra salgono sui pullman che li stanno aspettando e se ne vanno a visitare Monte Carlo poi tornano al pomeriggio, risalgono sulla nave e chi si e visto si è visto.

Ma non è mica finita. Ma mamma dei tafazzi è sempre in cinta!

FESTIVAL DI SANREMO dead man walking


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Il Festival di Sanremo dopo una infanzia gracile è cresciuto grazie alla televisione a  forza di ricostituenti ma con scarsi risultati e dopo qualche anno dove sembrava rinvigorito è seguito un lungo declino che si trascina fino ad oggi dove come malato terminale solo le flebo lo tengono in vita. Già negli anni 50 era lo specchio di un tipo di canzoni dove sentimenti strappalacrime la facevano da padrone nel migliore clima democristiano. Poi c’è stato un guizzo di vivacità con l’ avvento degli urlatori cui sono seguiti professionisti di tutto rispetto. Il top è stato raggiunto con la felice idea di abbinare a cantanti italiani cantanti stranieri spesso molto più noti  e bravi che cantavano la stessa canzone in concorso nella loro lingua. In quell’ epoca il festival diventava evento internazionale e i paesi dell’ Est conoscevano le canzoni Italiane e le ricordano ancora adesso. Finito quel periodo è cominciato un declino inesorabile che procedeva pari passo con l’ingerenza sempre più massiccia della Rai e declino o abbandono delle case discografiche. Alla fine il Festival invece di proporre novità si è adagiato su una linea conservatrice melodica: cuore, amore , dolore, sia nei cantanti sia nei conduttori. Risultato nessuno si ricorda non solo le canzoni del festival precedente ma neppure il vincitore. Ora  è solo un evento televisivo che si chiama Festival di Sanremo ma potrebbe benissimo essere fatto anche a Cinisello Balsamo. Quest’ anno con l’eterno Carlo Conti e la De Filippi possiamo recitare  il de profundis perché non c’è più speranza.  I soliti vecchi cantanti riciclati e ragazzotti di Amici, tanti ospiti televisivi e il prodotto è bello confezionato per il loculo. Amen

Nemo propheta in patria


LIBERESO GUGLIELMI IL GIARDINIERE DI CALVINO di Ippolito Pizzetti

Quando, come dicevo, sono venuto a Sanremo dall’Inghilterra, naturalmente mi hanno dato una carretta per portare letame…..Il Comune di Sanremo……bello eh? Venivo da un Orto Botanico, creavo un giardino qua a Sanremo….no, mi danno la carretta!

 

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…..Io ho fatto una proposta ancora più semplice: noi abbiamo monte Bignone, 1200 metri.C’era una funivia bellissima che da Sanremo ti portava  a monte Bignone  dove c’erano due alberghi, poi si sono rovinate un po le corde. In qualunque parte del mondo sarebbe un sogno : a 40 minuti dal mare. La gente fa il primo tratto  Sanremo- campo di golf- e se vogliamo andare a  giocare a golf, c’è la stazione della funivia – e poi da San Romolo che è una località dove ci sono tutte le villette come fosse, non so, la Svizzera, va a Bignone  con un solo palo di 300 metri: stupendo!  Bè, si sono rovinate le funi….

 

 

Tre Grandi Cocomeri per la felicita’ di Linus


Da alcuni anni la linea filoviaria Ventimiglia – Sanremo – Taggia gioiello ecologico dei trasporti pubblici è interrotta alla rotonda di Rossat perchè in quel tratto non è stata ripristinata la linea aerea ma quel paese virtuoso di Taggia ha pensato bene di spendere soldi per i tre giganteschi cocomeri arrugginiti che campeggiano al centro del quadrivio. Foto da Youreporter.

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VILLE, ALBERI, GIARDINI


Giardini di Villa Nobel

UNA LANCIA A FAVORE DEI “FURBETTI” Lettera a Sanremonews


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Signor Direttore, passato l’effetto mediatico vorrei esprimere il mio parere sulla vicenda dei furbetti del cartellino che ha scatenato lo scandalo a livello nazionale. Ora che sono stati presi provvedimenti disciplinari, sospensioni, e in qualche caso licenziamenti in tronco ci si lamenta della paralisi dell’amministrazione per carenza del personale. A questo proposito parlo di quello di cui sono a conoscenza, settore Edilizia Privata attualmente la più disatrata con un arretrato di più di ottocento pratiche edilizie e oltre duecento sanatorie inevase che non sono certo dovute a qualche assenza dei cosiddetti furbetti ma sono retaggio di una annosa gestione quantomeno poco accorta. Orbene invece rimpolpare l’ufficio trasferendo qualche tecnico da altri meno oberati si è pensato bene di toglierne ancora uno destinato ad altre mansioni. Conseguenza il prevedibile collasso dell’intero apparato senza la speranza di un intervento risolutore in futuro stante che. per smaltire tutto l’arretrato non basterebbero altri 5 tecnici esperti in materia,

Questa situazione fa da corollario ad un quadro generale che riguarda tutta la Provincia dove l’edilizia è da anni in forte recessione con imprese che chiudono e cantieri fermi, grazie anche alle tempistiche per una autorizzazione per un cemento armato che nei migliore dei casi si ottiene dopo sei mesi.

FESTIVAL DI SANREMO


Belvedere

 

WCENTER 0SQCBEAKIH Foto Gian Mattia D'Alberto /LaPresse 13-02-2016 Sanremo, IM Spettacolo 66mo Festival della Canzone Italiana, la serata finale nella foto: Madalina Ghenea Photo Gian Mattia D'Alberto/LaPresse 02-13-2016 Sanremo, IM Entertainment 66th Festival of italian song, Final evening In the photo: Madalina Ghenea

WCENTER 0SQCBEAKIH Foto Gian Mattia D’Alberto /LaPresse 13-02-2016 Sanremo, IM Spettacolo 66mo Festival della Canzone Italiana, la serata finale nella foto: Madalina Ghenea Photo Gian Mattia D’Alberto/LaPresse 02-13-2016 Sanremo, IM Entertainment 66th Festival of italian song, Final evening In the photo: Madalina Ghenea

SANREMO – quello che i turisti non sanno


Quanti turisti vengono a Sanremo, si infilano nel primo ristorante del centro,danno un’occhiata al menù e nel migliore dei casi ordinano spaghetti allo scoglio e di secondo frittura del golfo o pesce al forno (alla ligure dice il cameriere). Quello che non dice ma che, segnato da un asterisco e scritto in piccolo in fondo alla pagina, recita: “possono essere serviti prodotti surgelati”. E qui i turisti si dividono in due categorie: a quelli del nord 4minigamebri-rossi-sanremo1carciofo-578x289 va tutto benissimo, meno il pesce sa di pesce e più è apprezzato, vedi la sciapa frittura di anellini come la chiamano loro. Poi ci sono i terroni quelli a sud di Pavia che guardano il prezzo e si chiedono: come si può mangiare un branzino al forno a 18 euro? Certo che si può, il pesce è o surgelato o di allevamento, idem per gamberetti, totani, e via di seguito. Allora come ci si deve comportare per non mangiare lo stesso pesce che mangeresti a Treviso? Semplice metti in conto di spendere almeno 70 euro a cranio perchè se sei al risparmio lascia stare il pesce e buttati su spaghetti al ragù e cotoletta alla milanese. Ma per quei fortunati che hanno la possibilità di cucinarsi i pasti si offrono esperienze indimenticabili. Intanto alla mattina si va al mercato delle verdura (proprio quello diventato famoso per il signore in mutande) e si comprano i “carciofi di Sanremo” come quelli in foto ma con il gambo lungo che sono i primi fiori, da mangiare crudi in pinzimonio o alla julienne conditi con un filo d’olio extravergine ligure e scaglie di parmiggiano reggiano. Ma vogliamo strafare e allora aspettiamo le 17 quando rientrano i pescherecci al porto vecchio e allora possiamo sfogare tutte le voglie represse che il portafoglio ci consente. A 35 – 40 euro al chilo si comprano i favolosi gamberoni di Sanremo appena pescati. Ma anche saraghi, orate, totani, polpi e a poco prezzo una eccezionale frittura mista, questa si proprio del golfo. Per le ricette vedete un po voi, io li mangio, mica li cucino, ma vi assicuro che ne vale la pena.

SANREMO ieri e oggi


Villa Ormond

a = b ≠ c

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e adesso c'è solo un prato

e adesso c’è solo un prato

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PERCHE’ SANREMO E’ SEMPRE SANREMO


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Sanremo è lo specchio dell’Italia. Non ha una strategia per il futuro, ha dilapidato le risorse che aveva per trascuratezza e insipienza dei suoi amministratori e vive alla giornata senza preoccuparsi delle giovani generazioni che avranno davanti un futuro incerto e sicuramente peggiore di quello che hanno vissuto i loro genitori. Gusti, abitudini, congiuntura hanno contribuito a cambiare modo di vivere e fatto sparire attività decennali purtroppo senza sia avvenuto un ricambio o una sostituzione con il risultato che la città vive un declino che pare non abbia mai fine.

Pensare che basta andare indietro nel tempo di pochi decenni per trovare una città ancora piena di iniziative, cosmopolita e giovanile, insomma pervasa da quell’entusiasmo che sembra perduto per sempre.

Ma partiamo dall’inizio, Calvino indica come origine di tutti i mali la speculazione edilizia, dimenticando di aggiungere di aver contribuito lui stesso al degrado vendendo i terreni di famiglia a noti palazzinari locali per poi sparire per sempre e non farsi più vedere in quella Sanremo che ora lo onora come figlio benemerito intitolandogli un lungomare. Invece l’edilizia non ha creato danni determinanti, la tanto famigerata e riportata come esempio negativo Via Martiri, agli occhi attuali sembra più che dignitosa con palazzi assai più decorosi di quelli recenti realizzati in quartieri dormitorio in zona San Lorenzo.

Il decadimento o se vogliamo la recessione hanno origine da due eventi ben precisi. Il primo è la globalizzazione che Sanremo ha conosciuto ben prima che questo termine venisse coniato con effetti disastrosi per l’economia locale annientando in pochi anni il settore floricolo semplicemente aprendo i mercati dell’africa e Sud America all’importazione di rose e garofani coltivati a costi infinitamente minori di quelli locali. Risultato: serre abbandonate, aziende un tempo floride sparite, mercato dei fiori diventato una cattedrale nel deserto.

Altro fattore negativo è stata la costruzione di Porto Sole, approdo turistico da 1800 posti barca con opere a terra che avrebbero dovuto comprendere un albergo di lusso, piscine, campi da tennis e una promenade con negozi e ristoranti. Il tutto realizzato negli anni ’70 lungo Corso Trento Trieste eliminando stabilimenti balneari storici e di grande attrattiva turistica. Risultato una struttura in cemento armato dai Sanremesi battezzata “Ecomostro” che tutt’ora fa bella mostra di se, qualche bar, una rivendita di tabacchi, un ristorante che funziona in estate e un grande rimessaggio di barche ormeggiate in attesa dell’estate, di piscine e strutture sportive neanche l’ombra. Anzi alla fine della passeggiata oltrepassato il bar Sud Est vi era un delizioso minigolf immerso nel verde di alberi secolari molto frequentato specialmente nella bella stagione, Ebbene, incorporato nella struttura Porto Sole giace abbandonato all’incuria più totale nella generale indifferenza.

E questo e solo l’inizio. Sanremo aveva una funivia costruita negli anni ’30 tra le più lunghe del mondo con la caratteristica di consentire nel tempo di tre quarti d’ora di passare dal livello del mare ai 1300 metri di Monte Bignone con fermate intermedie al Campo Golf e San Romolo, Orbene un’amministrazione con un minimo di buon senso avrebbe percorso tutte le strade possibili e immaginabili per conservare una struttura così unica compreso fondi Europei per ristrutturazione impianti storici. Invece un amministratore piombato a Sanremo da un paesino del Piemonte difficilmente identificabile sulla carta geografica ha pensato bene di smantellare tutto dicendo che non era più produttivo lasciando unicamente i piloni per imposizione della Soprintendenza Liguria. Anche in questo caso l’operazione si è rivelata non priva di conseguenze: il degrado di Monte Bignone, il lento decadimento di Sanremo, residenza estiva dei notabili Sanremesi e la chiusura definitiva di alcuni ristorantini tipici.

Negli anni ’60 i cinematografi erano 10 più quelli estivi all’aperto, una trentina di nigt club sparsi su tutto il territorio e alcuni ristoranti Pesce D’Oro, Il Bagatto, Il Savarin, il RendezVous, che oggi avrebbero qualche stella Michelin, Alberghi, pensioni di tutte le categorie che in inverno si riempivano   di famiglie e pensionati facoltosi che svernavano al clima mite della Riviera e nella stagione estiva da orde   tedesche, inglesi e scandinave in cerca di sole e divertimento. Sparito tutto! E uno si chiede con premesse simili perché funzionano Monte Carlo, Ibiza, Formentera, Dubrovnik, Gallipoli e qui si vedono solo giovani indigeni depressi.

Il decadimento come una metastasi si allarga infettando tutto il corpo prima sano:

Casinò Costruzione liberty fine ‘800 grandi giocatori, personaggi famosi, grandi industriali, giro di soldi e di donnine ma anche grandi feste e galà Bianco e Nero, della Befana e una stagione teatrale di tutto rispetto il tutto trasferito a Monte Carlo e si vivacchia con le slot.

Cultura Ho già detto dei dieci cinematografi in concorrenza con programmazione diversificata. Un prestigioso cineclub che presentava pellicole fuori circolazione estremamente interessanti e piacevoli da vedere. Adesso un unico gestore programma i film che vuole, la stagione teatrale è inesistente e unico evento nazionale resta il Festival di Sanremo.

Il Festival della Canzone di Sanremo. Idea geniale inizia negli anni ’50 e dopo alcun anni di produzione conformista post evento bellico parte per la tangente con gli “urlatori” antesignani dei successivi capelloni a sconvolgere legione di telespettatori cresciuti a cuore che fa rima con amore. Raggiunge il massimo splendore negli anni sessanta quando vengono coinvolti grandi cantanti stranieri che vengono con grande entusiasmo e una professionalità da noi sconosciuta ad interpretare e i brani nella loro lingua potandoli al successo anche nelle loro nazioni con grande ritorno per l’immagine di Sanremo Da allora solo un continuo decadimento senza alcuna risalita fino al punto più oscuro attuale dove è diventato una succursale di Amici di Maria De Filippi con vincitori meteore dimenticati dopo pochi mesi.

Commercio La strada del lusso è Via Matteotti ora resa pedonale mentre quella prettamente commerciale è Via Palazzo. Via Matteotti poteva degnamente confrontarsi con Via Condotti, forse anche Via Montenapoleone con clienti come Ranieri di Monaco, e emiri che con barche ormeggiate in rada venivano a fare shopping di vestiti e gioielli. E questa era La Sanremo di ieri, adesso dominano i franchising identici in tutte le città e gelaterie industriali. I pochissimi negozi della vecchia guardia sono sopraffatti da catene internazionali che non hanno alcun problema a pagare affitti iperbolici per piazzare un loro punto vendita identico a quello di Milano, Genova, Torino e così di seguito.

Verde pubblico   Con l’ arrivo degli inglesi e le loro ville la città ha avuto un grande sviluppo dei giardini seguendo una moda arrivata dalla Francia dove il prestigio era proporzionale alla magnificenza del parco e varietà di piante in esso contenute. Ciò ha dato grande impulso alla floricoltura con la creazione di un centro sperimentale condotto da un grande botanico dal nome di Mario Calvino sposato con altrettanto famosa botanica Eva Mameli in Calvino ma altri botanici e giardinieri venivano a Sanremo per curare e arredare queste nuove dimore come Agostino Brambilla col suo giardino botanico alla Foce.

Spariti gli ospiti stranieri sono rimaste le ville (quelle non demolite per fare posto a condomini) e i giardini come quelli di Villa Ormond e del palazzo comunale tutti in stile romantico abbelliti da statue e fontane. Guardandoli oggi dopo anni di gestione da parte dell’ Ufficio Giardini generano solo un sentimento di grande tristezza. Sparite fontane e statue, spariti roseti e aiuole fiorite ogni spazio e stato occupato da palme quelle destinate a morire aggredite dal punteruolo rosso e quelle messe a casaccio in sostituzione di quelle malate. Per vedere un giardino degno di tale nome bisogna andare come a solito nella vicina Monte Carlo.

Ma che futuro ci aspetta?   Come dice lo slogan “ perché Sanremo è Sanremo” Sanremo come sempre supererà questi giorni tristi, in fondo ha un clima impareggiabile e rimane sempre un cittadina con il suo fascino a differenza delle vicine (che non me ne vogliano) e della troppo citata Monte Carlo spocchiosa e piena di arricchiti dell’ultima ora a differenza di quelli che ancora amano Sanremo come amano passare inosservati

E allora? Bisogna partire dai giovani e conseguentemente dal turismo. Perché a differenza di quelli che puntano, sbagliando, su una clientela anziana perché ritenuta con più disponibilità (Vedi Bordighera), sono questi che fanno da traino. perché dove ci sono i giovani c’è divertimento c’è musica e la vacanza è palpabile. Sanremo deve entrare del circuito del divertimento, non la misera movida di Piazza Bresca ma la città intera. Si devono aprire locali come negli anni settanta, la musica deve dilagare e la città aperta e disponibile fino all’ alba. Una città franca del divertimento, con disponibilità di accoglienza a prezzi contenuti specie in bassa stagione, e poi eventi di qualità.con il Casino che si deve dare una mossa senza più piangersi addosso nella sua torre d’avorio.

Imprenditori stranieri devono essere incentivati a investire ma basta con seconde case, in attività di spettacolo, intrattenimento, ristorazione di livello, sport, alberghiera.

Tornando a Monte Carlo ormai satura con un territorio pari a un fazzoletto di terra coperto da grattacieli incombenti e inquietanti, cominciamo a “rubare” un po’ della sua clientela presentando un’ offerta altrettanto allettante con in più spazi vivibili e un’ entroterra a due passi che molti ci invidiano.

Lasciamo perdere il campo di atletica a tempi migliori in fondo abbiamo la ciclabile e ritorniamo ad un vero e proprio eliporto perché una città moderna con un Casino e una stagione turistica che copre tutto l’anno non può rinunciare ad una clientela che può permettersi di arrivare all’aeroporto internazionale di Nizza, fare tappa a Monte Carlo e poi ignorare Sanremo. Coraggio!

PUNTERUOLO ROSSO una guerra persa?


Ho avuto incontri del terzo tipo con il punteruolo rosso. Mi ero accorto che qualcosa non andava alla mia palma canariensis di circa 3 mt. le foglie più basse recentemente si erano inclinate rispetto alla posizione naturale. Tagliandole mi sono accorto che alla base vi erano macchie scure che si rivelavano dei tappi di materiale masticato che chiudevano un cunicolo lungo anche 30 cm inclinato verso il basso e con direzione il centro della palma.
Da un paio di questi ho estratto l ‘ospite che messo in un barattolo e irrorato con insetticida è sopravvissuto per due giorni fino a quando l’ ho schiacciato con la scarpa. Conclusione la mia palma è praticamente persa e viste le protezioni della bestia la lotta mi sembra impari se non persa in partenza.

A Sanremo l ‘infestazione ha preso proporzioni impossibili da contenere e tutte le palme del tipo canariensis sono condannate se non si interviene con la lotta biologica come suggerisce  l’articolo preso da wikipedia.

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Beauveria bassiana è un fungo endofita con proprietà entomopatogene utilizzato nella lotta biologica, in grado di causare danni a diversi tipi di insetti agendo come parassita.

Il fungo provoca una malattia conosciuta come calcino o malattia del baco da seta. Quando lespore del fungo entrano in contatto con il corpo di un insetto, germinano, entrano nel corpo e vi sviluppano, uccidendo l’insetto. Dopo la morte dell’insetto una schiuma bianca si sviluppa sul cadavere producendo nuove spore. Gran parte degli insetti che vivono sul suolo hanno sviluppato difese naturali contro la Beauveria bassiana, tuttavia molti altri ne sono suscettibili.

Il fungo non infetta l’uomo né gli altri mammiferi ed è pertanto considerato un insetticida naturale contro insetti infestanti come le termiti.

È attualmente allo studio il suo utilizzo come mezzo di controllo della zanzara Anopheles, portatrice della malaria, attraverso la dispersione delle spore sulle aree infestate,

Il nome della specie è un omaggio al naturalista italiano Agostino Bassi che nel 1835, grazie ad un’approfondita sperimentazione dimostrò che il mal del calcino del baco da seta era causato dal fungo.

La Beauveria bassiana è la forma anamorfica (forma di riproduzione asessuale) della specie Cordyceps bassiana.

PINI MARITTIMI A SANREMO ADDIO


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L’ Ufficio Giardini di Sanremo ha deciso di abbattere cento pini in Via Padre Semeria che verranno sostituiti da piante di leccio alte circa tre metri. Consiglio le persone sensibili di prendersene ancora una vista per apprezzare la bellezza della strada che non sarà più tale. Alberi maestosi con fogliame di un verde brillante saranno sostituiti con alberelli striminziti di leccio, pianta insignificante con fogliame grigioverde tipicamente boschiva ricercata dai cinghiali per le ghiande e cercatori di funghi .Prosegue pertanto lo stravolgimento dello storico parco arboreo cittadino già in fase avanzata con la sostituzione e in qualche casa invasione di palme del tipo washingtonia al posto della canariensis. A quando la sostituzione nello stemma cittadino?

LETTERA A SANREMONEW SULLA LOTTA AL PUNTERUOLO ROSSO


Signor Direttore scrivo a Sanremonews nella speranza che sia un tramite per sensibilizzare il Signor Sindaco Alberto Biancheri, l’Assessore all’Ambiente Eugenio Nocita e l’Assessore all’Agricoltura Anna Asseretto su un argomento che ormai è diventato un’emergenza. Mi riferisco alla gestione dei giardini in generale e più specificatamente al patrimonio arboreo pubblico e privato. Una valutazione generale sulla situazione dei giardini e verde pubblico di una città che si definisce “dei fiori” decisamente deprimente per non parlare dell’abbandono del parco urbano di San Romolo e di Bignone in particolare ormai ridotto ad area degradata al limite del recuperabile. Ma il problema più drammatico e ormai è sotto gli occhi di tutti riguarda la tutela del patrimonio arboreo e specificatamente delle palme della specie canariensis. La lotta al punteruolo rosso si è dimostrata una Caporetto su tutta la linea. Ormai basta un giro d’orizzonte in qualsiasi parte della città per incontrare decine di relitti di palme un tempo maestose ridotte a miseri totem rimasti a testimonianza dell’incapacità di arginare questo fenomeno che sta distruggendo una nostra peculiare caratteristica.

Ormai questa vista è diventata insostenibile e adesso oltre agli alberi ormai ridotti a pali si notano decine di palme che mostrano un principio d’attacco del parassita infestante, future vittime destinate alla motosega. Questa breve esposizione che solo lontanamente rappresenta la realtà che si riscontra girando per la città quale premessa per chiedere ai nostri Amministratori in qualità di semplice cittadino quanto segue:

1 Perché non sono stati attuati protocolli per la prevenzione e o cura delle piante infestate?

2 Vengono effettuate tutte le procedure per la rimozione delle parti infestate e dove e come avviene lo stoccaggio – smaltimento?

3 Perché si continuano a piantare palme in ogni spazio libero creando un circolo vizioso: palme che si ammalano, vengono tagliate e sostituite con altre palme?

4 Chi fornisce le palme al Comune e quanto spende perla lotta al punteruolo rosso?

5 Infine, visto che la procedura sin qui adottata si è dimostrata una vera debacle quale strategia si pensa di adottare per salvare almeno quelle poche canariensis che sono rimaste?

6 Non ritengono che la vista di tutti questi relitti sia un pessimo biglietto da visita per quanti ancora vengono a vedere il Festival di Sanremo?

Palme sotto attacco

Palme sotto attacco

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L’ALTRA SANREMO


Opera di Giò Ponti

Opera di Giò Ponti

Sanremo non è solo festival,casinò e Italo Calvino, Ci cono anche delle chicche poco conosciute ma di grande valore storico e artistico. Una di queste è sicuramente il Monastero del Carmelo. Posto sulle alture di Sanremo spazia sull’intero golfo con una vista imperdibile. La costruzione, opera dell’Architetto Giò Ponti è di una pulizia e una bellezza da togliere  il fiato. Vedere per credere!

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IL PULLMAN ALL’IDROGENO


Come si fa a spendere tre milioni e seicentomila euro per sei autobus a idrogeno inservibili perchè non è stato previsto come rifornirli di carburante quando si ha una delle linee filoviarie migliori d’Italia. Si aveva perchè non solo non si investe ma non si ripristinano neanche i tratti rimasti isolati alla rotonda di Rossat e quella dal Comune di Taggia. Io saprei dove mandare il consiglio di amministrazione. in un posto molto fresco!

SANREMO “LA DOLCE VITA”


Anche Sanremo ha avuto la “sua” Dolce vita tra i primi anni sessanta e la fine degli anni settanta. Mi piace ricordare quel periodo e quell’atmosfera che ritengo siano stati bellissimi e per quelli che erano giovani allora indimenticabili.

Sanremo era veramente la città del divertimento e i night club (non squallide discoteche o balere) spaziavano da Ospedaletti fino a Bussana , spingendosi fino quasi a San Romolo e al sabato la movida dilagava per tutta la città. La musica trasmessa era quanto di meglio ci fosse a livello internazionale e il Whisky a Gogo e La Botte di Diogene facevano a gara per trasmettere per primi le novità discografiche del momento. L’ estate poi era piena di “villeggianti” ,da non confondere con i turisti, con prole al seguito cui si aggiungevano orde di vichinghe affamate di sole e di divertimento.

Tutto cominciò nel 81 con le feste proibitissime al Castello Devachan in corso Inglesi, incubo delle mamme dell’epoca. Poi venne il Whisky a Gogo, il Tropical, la Grotta del Drago, la Pigna D’oro, la Cave, i Torchi, il Carousel, il Bellavista, il Night and Day, il Samanta e altri ancora che adesso non ricordo. Ma mi piace ricordare i mitici personaggi di allora. Che fine avrà fatto Gianni Comodino? e Kiki la Cosacca? Chi si  ricorda più della bellissima, trasgressiva e sfortunata Nazzarena?  Chissà se ne sa qualcosa Testa in Discesa?

SANREMO E LE NAVI DA CROCIERA


Signor Direttore, intervengo nella discussione sulle navi da crociera che si ripresenta puntualmente ogni inizio stagione turistica. Sinceramente non capisco cosa c’entrano con la storica lamentela su degrado, sporcizia, extracomunitari e “ciapele” rotte. Se queste hanno deciso di fare scalo a Sanremo dovremmo esserne contenti anche se non possono considerarsi turismo e portano pochi incassi alle attività commerciali del centro cittadino. Evidentemente qualche cosa di interessante lo avranno trovato e comunque una bella nave in rada è pur sempre un bel vedere. Riguardo alle valutazioni sulle attrattive di Sanremo non si tratta di critiche ma di presa d’atto della reale situazione della città il cui appeal si è ingrigito negli anni come il colore ormai dominante vedasi pavimentazioni di Corso Matteotti, Via Escoffier e ora Corso Mombello. La geniale (per gli amministratori di Sanremo) scelta della bella e colorata pavimentazione della Passeggiata Imperatrice è una mosca bianca nel grigiore generale. In questa stagione basta andare a vedere i giardini di Montecarlo, sono una esplosione di colori: rose, margherite, strelitzie e quanto altro offre la primavera della nostra Riviera mentre da noi sembra ancora inverno   tronchi di palme decapitate, palme piantate come bordura, palme messe come riempitivo in ogni spazio libero e qualche ciclamino sopravvissuto dalle feste natalizie. La mia considerazione finale è che non è mai stata fatta una vera programmazione ma si è sempre navigato a vista, nessun concorso di idee almeno nazionale per scelte che condizioneranno in modo irreversibile il futuro della città. Tutto viene fatto in casa: urbanistica, arredo urbano, gestione del verde pubblico e strutture pubbliche: casinò, campo golf con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

 

FESTIVAL DI SANREMO 2014


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Domanda: chi si ricorda i vincitori degli ultimi 5 festival di Sanremo? Troppo difficile? E dell’ ultimo? E chi sene importa! Importa alla Rai che si tira su l’ odiens e il morale. Importa a Sanremo che si sorbisce usa settimana di casino ma fa il pieno di ospiti. A qualche albergo che non ha ancora chiuso i battenti e qualche ristorante  che può rifilare pesce surgelato  dicendo che è una antica ricetta tipica del ponente ligure ( la fregatura). Ma i personaggi? Per una settimana Sanremo trabocca di tutto il ciarpame che durante l’ anno ha riempito i Talk show delle reti Rai, Mediaset, La 7 per citare solo i più importanti con la sola differenza che invece di blaterare sul nulla da Roma, Milano, Torino ci scasseranno i marroni in diretta da Sanremo. La musica? Sempre più provinciale. Vendere all’estero? Ma non scherziamo, non siamo mica negli anni 70′ quando ospiti erano i più famosi cantanti del momento. In compenso ci sono il Fazio e la Littizzetto. Uno mi ricorda quando da bambino cascasse il mondo al sabato dovevo prendere la magnesia San Pellegrino. Ogni venerdì facevo piani per scappare di casa. La Liittizzetto poi mi ricorda il trapano del dentista ma con effetti molto più devastanti per il cervello..Ma ha liberalizzato parole tabù per la televisione, iolanda, culo, walter. Poverina forse non ha mai visto uno spettacolo di Daniele Luttazzi (disperso). Questo sarà il festival di Sanremo 2014, uguale a tutti i precedenti: grandi comparsate, canzoni tranquillizzati e tanta, tanta sonnolenza. E’ per quello che nella pubblicità hanno messo le pecore. 

SANREMO – ITALIA


Descrivi Sanremo e descrivi l’Italia. Se vuoi studiare una malattia la ricrei in laboratorio così in un contesto circoscritto i sintomi sono più facilmente identificabili. Sanremo si può considerare nel bene e nel male la fotocopia dell’intero paese. Ha sempre avuto grosse potenzialità sopratutto derivate da un microclima che la pone in una fascia sub tropicale posta ben più a sud della posizione geografica in cui si trova. Ciò ha favorito negli anni scorsi prima la coltivazione di ulivi e aranci e poi della floricoltura. Gli stranieri scoprivano una nuova stazione climatica vicina ai centri mondani di Nizza e Montecarlo e così sorsero ville e alberghi. Per gli stranieri (si badi bene, non per i Sanremaschi fu costruito il casinò, il campo ippico, il campo golf, il tiro volo, la funivia Sanremo Bignone). Dopo la seconda guerra mondiale comincia un inarrestabile declino. Le potenzialità ci sono sempre ma politici e imprenditori non sanno rinnovarsi. Il dilemma se la vocazione preminente dovesse essere la floricoltura o il turismo si trascina inconcludente per decenni senza iniziative o incentivazioni fino al collasso di entrambe. Amministratori senza storia alle spalle, piovuti da altri paesi e con interessi oscuri hanno affossato quel poco che rimaneva di quella stagione prestigiosa. Smantellamento della funivia, gioiello storico che qualsiasi altro paese avrebbe fatto di tutto per mantenere attivo, smantellamento del tiro a volo, smantellamento del minigolf,(da decenni landa desolata dietro al bar Sud Est) eliminazione di 800 meri di spiagge per far posto al Porto Sole (leggi parcheggio per barche) e annesso mostro in cemento armato similbuncher incompiuto da oltre 20 anni, distruzione di tutti i giardini storici trasformati in insulsi palmeti dove a spese del contribuente giornalmente palme vengono abbattute e altrettante palme vengono piantate. Il casinò,insieme all’ospedale e al comune, da sempre fabbrica di clientele e di voti, perso il fascino mantenuto fino agli anni 70 è stato trasformato a una specie di sala bingo, senza una serata di gala, una stagione teatrale, un evento che possa attirare un minimo di clientela internazionale. Il Teatro Ariston viene ricordato solo in occasione del Festival di Sanremo, per il resto dell’anno come teatro vale ben poco salvo qualche recita in dialetto e qualche trasferta di decotti comici televisivi. Colpa dei politici? sicuramente!
Ma colpa anche dei Sanremesi, credo in assoluto una delle comunità più grette, ignoranti,opportuniste,indifferenti, infide che si possano trovare nel variegato panorama Italiano. Che in questo campione si rispecchia perfettamente: lamentele a tutto campo ma evasione (tanto lo fanno tutti), indifferenza ( basta che stia bene io), raccomandazioni (se no non si va avanti) e poi tutti a messa alla domenica per far vedere che si è buoni cristiani.

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