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GELATERIA VECCHIA MATUZIA o il profumo dei limoni


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E’ estate parliamo di gelaterie e per me gelato significa solo crema e frutta: Non ci penso nemmeno ad assaggiare improbabili composti dai colori e nomi esotici. E la mia lingua non si fa condizionare da marchi blasonati o più o meno in voga. Un gelato alla frutta deve conservare e anzi valorizzare il gusto della frutta e per ottenere questo risultato essere confezionato da pochissimo tempo e con frutta freschissima. Io adoro il gusto limone specie quando fa particolarmente caldo e so e il sapore conferma, se è fatto con i meravigliosi limoni di Sanremo per cui era famosa prima dell’ avvento della floricoltura. Infine un consiglio: chi si lamenta del gelato alla fragola, lampone o limone “acquoso” (TripAdvisor) lasci perdere la Gelateria Vecchia Matuzia, la città è piena di gelaterie con cestelli di gelato alla frutta belli gonfi e cremosi!

 

SANREMO E LE NAVI DA CROCIERA


Signor Direttore, intervengo nella discussione sulle navi da crociera che si ripresenta puntualmente ogni inizio stagione turistica. Sinceramente non capisco cosa c’entrano con la storica lamentela su degrado, sporcizia, extracomunitari e “ciapele” rotte. Se queste hanno deciso di fare scalo a Sanremo dovremmo esserne contenti anche se non possono considerarsi turismo e portano pochi incassi alle attività commerciali del centro cittadino. Evidentemente qualche cosa di interessante lo avranno trovato e comunque una bella nave in rada è pur sempre un bel vedere. Riguardo alle valutazioni sulle attrattive di Sanremo non si tratta di critiche ma di presa d’atto della reale situazione della città il cui appeal si è ingrigito negli anni come il colore ormai dominante vedasi pavimentazioni di Corso Matteotti, Via Escoffier e ora Corso Mombello. La geniale (per gli amministratori di Sanremo) scelta della bella e colorata pavimentazione della Passeggiata Imperatrice è una mosca bianca nel grigiore generale. In questa stagione basta andare a vedere i giardini di Montecarlo, sono una esplosione di colori: rose, margherite, strelitzie e quanto altro offre la primavera della nostra Riviera mentre da noi sembra ancora inverno   tronchi di palme decapitate, palme piantate come bordura, palme messe come riempitivo in ogni spazio libero e qualche ciclamino sopravvissuto dalle feste natalizie. La mia considerazione finale è che non è mai stata fatta una vera programmazione ma si è sempre navigato a vista, nessun concorso di idee almeno nazionale per scelte che condizioneranno in modo irreversibile il futuro della città. Tutto viene fatto in casa: urbanistica, arredo urbano, gestione del verde pubblico e strutture pubbliche: casinò, campo golf con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

 

SANREMO, DOVE OSANO LE AQUILE


Vi ricordate Tafazzi? Quello che si tirava bottigliate sulle palle e rideva? Beh Sanremo potrebbe essere la sua città natale. Un esempio? A pian di Poma, area ricavata dalle  discariche  della speculazione edilizia anni 50′ e 60′, oggetto di infiniti progetti di riqualificazione e occupata da strutture per lo sport eternamente precarie, avevano realizzato una pista per atterraggio elicotteri. Non era un vero eliporto ma serviva per le emergenze e era anche utilizzata da qualche riccone che magari aveva la barca in rada o arrivava da Montecarlo per una capatina al Casinò con seguito di moglie a fare shopping. Specilmente nei mesi estivi si notava un certo traffico. Siccome a Sanremo applicando il metodo Tafazzi per fare una cosa bisogna distruggere quella che c’è già, cosa si sono inventati?.  Hanno demolito la pista di atterraggio e al suo posto costruito una pista di atletica costata qualche milione. Risultato? Ultimata da oltre un anno è ricettacolo di topi e erbacce, atleti manco l’ombra. In compenso abbiamo perso una delle poche occasioni disponibili per incentivare quel poco turismo di elite che latita ormai da decenni con conseguenti piagnistei  dei dirigenti della casa da gioco e dei nostri amministratori. Nel 2015 ci sarà l’ esposizione universale a Milano, arriverà gente da tutto il mondo, molti faranno scalo all’areoperto di Nizza, Noi in mezzo staremo a guardare.

SANREMO – ITALIA


Descrivi Sanremo e descrivi l’Italia. Se vuoi studiare una malattia la ricrei in laboratorio così in un contesto circoscritto i sintomi sono più facilmente identificabili. Sanremo si può considerare nel bene e nel male la fotocopia dell’intero paese. Ha sempre avuto grosse potenzialità sopratutto derivate da un microclima che la pone in una fascia sub tropicale posta ben più a sud della posizione geografica in cui si trova. Ciò ha favorito negli anni scorsi prima la coltivazione di ulivi e aranci e poi della floricoltura. Gli stranieri scoprivano una nuova stazione climatica vicina ai centri mondani di Nizza e Montecarlo e così sorsero ville e alberghi. Per gli stranieri (si badi bene, non per i Sanremaschi fu costruito il casinò, il campo ippico, il campo golf, il tiro volo, la funivia Sanremo Bignone). Dopo la seconda guerra mondiale comincia un inarrestabile declino. Le potenzialità ci sono sempre ma politici e imprenditori non sanno rinnovarsi. Il dilemma se la vocazione preminente dovesse essere la floricoltura o il turismo si trascina inconcludente per decenni senza iniziative o incentivazioni fino al collasso di entrambe. Amministratori senza storia alle spalle, piovuti da altri paesi e con interessi oscuri hanno affossato quel poco che rimaneva di quella stagione prestigiosa. Smantellamento della funivia, gioiello storico che qualsiasi altro paese avrebbe fatto di tutto per mantenere attivo, smantellamento del tiro a volo, smantellamento del minigolf,(da decenni landa desolata dietro al bar Sud Est) eliminazione di 800 meri di spiagge per far posto al Porto Sole (leggi parcheggio per barche) e annesso mostro in cemento armato similbuncher incompiuto da oltre 20 anni, distruzione di tutti i giardini storici trasformati in insulsi palmeti dove a spese del contribuente giornalmente palme vengono abbattute e altrettante palme vengono piantate. Il casinò,insieme all’ospedale e al comune, da sempre fabbrica di clientele e di voti, perso il fascino mantenuto fino agli anni 70 è stato trasformato a una specie di sala bingo, senza una serata di gala, una stagione teatrale, un evento che possa attirare un minimo di clientela internazionale. Il Teatro Ariston viene ricordato solo in occasione del Festival di Sanremo, per il resto dell’anno come teatro vale ben poco salvo qualche recita in dialetto e qualche trasferta di decotti comici televisivi. Colpa dei politici? sicuramente!
Ma colpa anche dei Sanremesi, credo in assoluto una delle comunità più grette, ignoranti,opportuniste,indifferenti, infide che si possano trovare nel variegato panorama Italiano. Che in questo campione si rispecchia perfettamente: lamentele a tutto campo ma evasione (tanto lo fanno tutti), indifferenza ( basta che stia bene io), raccomandazioni (se no non si va avanti) e poi tutti a messa alla domenica per far vedere che si è buoni cristiani.

REGOLAZIONE DEL TRAFFICO (O ROULETTE RUSSA?)


Trovo fantastica la soluzione escogitata dal Consigliere Moroni ( da Sanremonews) per la messa in sicurezza di Corso degli Inglesi. Prima la sosta in colonna in attesa del verde al semaforo e poi superata piazza San Bernardo l’ emozione di un possibile frontale con un’ ambulanza che fa la gimcana per evitare i dossi, (suggerimento del Consigliere).

SANREMO IN COMA FARMACOLOGICO


La Palma Di Latta

La Palma Di Latta

Cosa ricorderemo dell’Amministrazione Zoccarato? La lotta alla criminalità? quella agli ambulanti abusivi? Quella ai pensionati che si siedono sulle panchine? Oppure infrastrutture per rendere la città più vivibile e accogliente? NO|, per i “tapulli” di asfalto a coprire le buche nelle strade e il nuovo stemma della città; Leone rampante su palma di latta”. Come definire meglio i risultati ottenuti?

LA PALMA DI LATTA


A Sanremo abbiamo un ufficio giardini con aspirazioni artistiche che il più delle volte si esprime con risultati a dir poco sconcertanti. Invece di dedicarsi a rendere decorose le aiuole, mettendo piante di bell’aspetto, decorative e interessanti per il turista facendo leva su un clima che permette l’insediamento di varietà di origine subtropicale, si arrovella per inserire strutture la cui vista sia i cittadini che i turisti devono sorbirsi con l’unica sosddifazione del muguno libero. La storia è lunga e può iniziare dalle bordure, in origine in stile ottocento realizzate in cemento e sagomate con modanature decisamente eleganti che contornavano tutte le aiuole cittadine. Bene, sia al porto vecchio che davanti alla fotografatissima Chiesa Russa si è pensato bene di sostituirle con nuove in pietrsme come finti muretti a secco, Un vero e proprio pugno nell’occhio!
Poi è venuto il momento delle aiuole fantasiose dei Corso Imperatrice, formate da quadretti formati da striscie di palstica riempinti di sassolini bianchi e neri con inseriti alberelli nani di tuja potati con sagomature a spirale. A me hanno sempre dato l’impressione di tombe per piccoli animali e non mi sarei affatto stupito se vi avessi trovato la foto di un gatto con dedica.
Poi è venuta la volta della fontana davanti al palazzo comunale. Vasche comunicanti in lamiera dipinte di verde con ampio portellone contenente gli impianti in bella vista in primo piano. Infine(per ora) l’aiuola formante la rotonda di Rondò Garibaldi. Si è cominciato con un cubo blù con la scritta casinò contornato da palle blù (il significato della composizione ognuno lo ricavi da sè), disposte sopra un finto prato di plastica. In questi giorni, visto che l’erba vera era riuscita ad insinuarsi negli interstizi lasciati liberi da quella finta, ecco che spariscono cubo e palle e compare una composizione di fiori bicolori disposti a spirale sormontati da un’ incredibile palma in ferro arruginito alta quattro metri, con appoggiato leone rampante ritaglato in analoga latta dello stesso colore.
Il tutto dovrebbe rappresentare lo stemma della città. L’effeto e quello di una palma colpita dal punteruolo rosso e ormai rinsecchita dopo lunga malattia che se voleva rappresentare la città lo fa egregiamente ma, per favore, le nostre magagne non le sbandiariamo, tenimocele per noi!

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