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SANREMO CANCIONES GAGNADORAS 1951 A 1952


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FESTIVAL DI SANREMO dead man walking


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Il Festival di Sanremo dopo una infanzia gracile è cresciuto grazie alla televisione a  forza di ricostituenti ma con scarsi risultati e dopo qualche anno dove sembrava rinvigorito è seguito un lungo declino che si trascina fino ad oggi dove come malato terminale solo le flebo lo tengono in vita. Già negli anni 50 era lo specchio di un tipo di canzoni dove sentimenti strappalacrime la facevano da padrone nel migliore clima democristiano. Poi c’è stato un guizzo di vivacità con l’ avvento degli urlatori cui sono seguiti professionisti di tutto rispetto. Il top è stato raggiunto con la felice idea di abbinare a cantanti italiani cantanti stranieri spesso molto più noti  e bravi che cantavano la stessa canzone in concorso nella loro lingua. In quell’ epoca il festival diventava evento internazionale e i paesi dell’ Est conoscevano le canzoni Italiane e le ricordano ancora adesso. Finito quel periodo è cominciato un declino inesorabile che procedeva pari passo con l’ingerenza sempre più massiccia della Rai e declino o abbandono delle case discografiche. Alla fine il Festival invece di proporre novità si è adagiato su una linea conservatrice melodica: cuore, amore , dolore, sia nei cantanti sia nei conduttori. Risultato nessuno si ricorda non solo le canzoni del festival precedente ma neppure il vincitore. Ora  è solo un evento televisivo che si chiama Festival di Sanremo ma potrebbe benissimo essere fatto anche a Cinisello Balsamo. Quest’ anno con l’eterno Carlo Conti e la De Filippi possiamo recitare  il de profundis perché non c’è più speranza.  I soliti vecchi cantanti riciclati e ragazzotti di Amici, tanti ospiti televisivi e il prodotto è bello confezionato per il loculo. Amen

PERCHE’ SANREMO E’ SEMPRE SANREMO


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Sanremo è lo specchio dell’Italia. Non ha una strategia per il futuro, ha dilapidato le risorse che aveva per trascuratezza e insipienza dei suoi amministratori e vive alla giornata senza preoccuparsi delle giovani generazioni che avranno davanti un futuro incerto e sicuramente peggiore di quello che hanno vissuto i loro genitori. Gusti, abitudini, congiuntura hanno contribuito a cambiare modo di vivere e fatto sparire attività decennali purtroppo senza sia avvenuto un ricambio o una sostituzione con il risultato che la città vive un declino che pare non abbia mai fine.

Pensare che basta andare indietro nel tempo di pochi decenni per trovare una città ancora piena di iniziative, cosmopolita e giovanile, insomma pervasa da quell’entusiasmo che sembra perduto per sempre.

Ma partiamo dall’inizio, Calvino indica come origine di tutti i mali la speculazione edilizia, dimenticando di aggiungere di aver contribuito lui stesso al degrado vendendo i terreni di famiglia a noti palazzinari locali per poi sparire per sempre e non farsi più vedere in quella Sanremo che ora lo onora come figlio benemerito intitolandogli un lungomare. Invece l’edilizia non ha creato danni determinanti, la tanto famigerata e riportata come esempio negativo Via Martiri, agli occhi attuali sembra più che dignitosa con palazzi assai più decorosi di quelli recenti realizzati in quartieri dormitorio in zona San Lorenzo.

Il decadimento o se vogliamo la recessione hanno origine da due eventi ben precisi. Il primo è la globalizzazione che Sanremo ha conosciuto ben prima che questo termine venisse coniato con effetti disastrosi per l’economia locale annientando in pochi anni il settore floricolo semplicemente aprendo i mercati dell’africa e Sud America all’importazione di rose e garofani coltivati a costi infinitamente minori di quelli locali. Risultato: serre abbandonate, aziende un tempo floride sparite, mercato dei fiori diventato una cattedrale nel deserto.

Altro fattore negativo è stata la costruzione di Porto Sole, approdo turistico da 1800 posti barca con opere a terra che avrebbero dovuto comprendere un albergo di lusso, piscine, campi da tennis e una promenade con negozi e ristoranti. Il tutto realizzato negli anni ’70 lungo Corso Trento Trieste eliminando stabilimenti balneari storici e di grande attrattiva turistica. Risultato una struttura in cemento armato dai Sanremesi battezzata “Ecomostro” che tutt’ora fa bella mostra di se, qualche bar, una rivendita di tabacchi, un ristorante che funziona in estate e un grande rimessaggio di barche ormeggiate in attesa dell’estate, di piscine e strutture sportive neanche l’ombra. Anzi alla fine della passeggiata oltrepassato il bar Sud Est vi era un delizioso minigolf immerso nel verde di alberi secolari molto frequentato specialmente nella bella stagione, Ebbene, incorporato nella struttura Porto Sole giace abbandonato all’incuria più totale nella generale indifferenza.

E questo e solo l’inizio. Sanremo aveva una funivia costruita negli anni ’30 tra le più lunghe del mondo con la caratteristica di consentire nel tempo di tre quarti d’ora di passare dal livello del mare ai 1300 metri di Monte Bignone con fermate intermedie al Campo Golf e San Romolo, Orbene un’amministrazione con un minimo di buon senso avrebbe percorso tutte le strade possibili e immaginabili per conservare una struttura così unica compreso fondi Europei per ristrutturazione impianti storici. Invece un amministratore piombato a Sanremo da un paesino del Piemonte difficilmente identificabile sulla carta geografica ha pensato bene di smantellare tutto dicendo che non era più produttivo lasciando unicamente i piloni per imposizione della Soprintendenza Liguria. Anche in questo caso l’operazione si è rivelata non priva di conseguenze: il degrado di Monte Bignone, il lento decadimento di Sanremo, residenza estiva dei notabili Sanremesi e la chiusura definitiva di alcuni ristorantini tipici.

Negli anni ’60 i cinematografi erano 10 più quelli estivi all’aperto, una trentina di nigt club sparsi su tutto il territorio e alcuni ristoranti Pesce D’Oro, Il Bagatto, Il Savarin, il RendezVous, che oggi avrebbero qualche stella Michelin, Alberghi, pensioni di tutte le categorie che in inverno si riempivano   di famiglie e pensionati facoltosi che svernavano al clima mite della Riviera e nella stagione estiva da orde   tedesche, inglesi e scandinave in cerca di sole e divertimento. Sparito tutto! E uno si chiede con premesse simili perché funzionano Monte Carlo, Ibiza, Formentera, Dubrovnik, Gallipoli e qui si vedono solo giovani indigeni depressi.

Il decadimento come una metastasi si allarga infettando tutto il corpo prima sano:

Casinò Costruzione liberty fine ‘800 grandi giocatori, personaggi famosi, grandi industriali, giro di soldi e di donnine ma anche grandi feste e galà Bianco e Nero, della Befana e una stagione teatrale di tutto rispetto il tutto trasferito a Monte Carlo e si vivacchia con le slot.

Cultura Ho già detto dei dieci cinematografi in concorrenza con programmazione diversificata. Un prestigioso cineclub che presentava pellicole fuori circolazione estremamente interessanti e piacevoli da vedere. Adesso un unico gestore programma i film che vuole, la stagione teatrale è inesistente e unico evento nazionale resta il Festival di Sanremo.

Il Festival della Canzone di Sanremo. Idea geniale inizia negli anni ’50 e dopo alcun anni di produzione conformista post evento bellico parte per la tangente con gli “urlatori” antesignani dei successivi capelloni a sconvolgere legione di telespettatori cresciuti a cuore che fa rima con amore. Raggiunge il massimo splendore negli anni sessanta quando vengono coinvolti grandi cantanti stranieri che vengono con grande entusiasmo e una professionalità da noi sconosciuta ad interpretare e i brani nella loro lingua potandoli al successo anche nelle loro nazioni con grande ritorno per l’immagine di Sanremo Da allora solo un continuo decadimento senza alcuna risalita fino al punto più oscuro attuale dove è diventato una succursale di Amici di Maria De Filippi con vincitori meteore dimenticati dopo pochi mesi.

Commercio La strada del lusso è Via Matteotti ora resa pedonale mentre quella prettamente commerciale è Via Palazzo. Via Matteotti poteva degnamente confrontarsi con Via Condotti, forse anche Via Montenapoleone con clienti come Ranieri di Monaco, e emiri che con barche ormeggiate in rada venivano a fare shopping di vestiti e gioielli. E questa era La Sanremo di ieri, adesso dominano i franchising identici in tutte le città e gelaterie industriali. I pochissimi negozi della vecchia guardia sono sopraffatti da catene internazionali che non hanno alcun problema a pagare affitti iperbolici per piazzare un loro punto vendita identico a quello di Milano, Genova, Torino e così di seguito.

Verde pubblico   Con l’ arrivo degli inglesi e le loro ville la città ha avuto un grande sviluppo dei giardini seguendo una moda arrivata dalla Francia dove il prestigio era proporzionale alla magnificenza del parco e varietà di piante in esso contenute. Ciò ha dato grande impulso alla floricoltura con la creazione di un centro sperimentale condotto da un grande botanico dal nome di Mario Calvino sposato con altrettanto famosa botanica Eva Mameli in Calvino ma altri botanici e giardinieri venivano a Sanremo per curare e arredare queste nuove dimore come Agostino Brambilla col suo giardino botanico alla Foce.

Spariti gli ospiti stranieri sono rimaste le ville (quelle non demolite per fare posto a condomini) e i giardini come quelli di Villa Ormond e del palazzo comunale tutti in stile romantico abbelliti da statue e fontane. Guardandoli oggi dopo anni di gestione da parte dell’ Ufficio Giardini generano solo un sentimento di grande tristezza. Sparite fontane e statue, spariti roseti e aiuole fiorite ogni spazio e stato occupato da palme quelle destinate a morire aggredite dal punteruolo rosso e quelle messe a casaccio in sostituzione di quelle malate. Per vedere un giardino degno di tale nome bisogna andare come a solito nella vicina Monte Carlo.

Ma che futuro ci aspetta?   Come dice lo slogan “ perché Sanremo è Sanremo” Sanremo come sempre supererà questi giorni tristi, in fondo ha un clima impareggiabile e rimane sempre un cittadina con il suo fascino a differenza delle vicine (che non me ne vogliano) e della troppo citata Monte Carlo spocchiosa e piena di arricchiti dell’ultima ora a differenza di quelli che ancora amano Sanremo come amano passare inosservati

E allora? Bisogna partire dai giovani e conseguentemente dal turismo. Perché a differenza di quelli che puntano, sbagliando, su una clientela anziana perché ritenuta con più disponibilità (Vedi Bordighera), sono questi che fanno da traino. perché dove ci sono i giovani c’è divertimento c’è musica e la vacanza è palpabile. Sanremo deve entrare del circuito del divertimento, non la misera movida di Piazza Bresca ma la città intera. Si devono aprire locali come negli anni settanta, la musica deve dilagare e la città aperta e disponibile fino all’ alba. Una città franca del divertimento, con disponibilità di accoglienza a prezzi contenuti specie in bassa stagione, e poi eventi di qualità.con il Casino che si deve dare una mossa senza più piangersi addosso nella sua torre d’avorio.

Imprenditori stranieri devono essere incentivati a investire ma basta con seconde case, in attività di spettacolo, intrattenimento, ristorazione di livello, sport, alberghiera.

Tornando a Monte Carlo ormai satura con un territorio pari a un fazzoletto di terra coperto da grattacieli incombenti e inquietanti, cominciamo a “rubare” un po’ della sua clientela presentando un’ offerta altrettanto allettante con in più spazi vivibili e un’ entroterra a due passi che molti ci invidiano.

Lasciamo perdere il campo di atletica a tempi migliori in fondo abbiamo la ciclabile e ritorniamo ad un vero e proprio eliporto perché una città moderna con un Casino e una stagione turistica che copre tutto l’anno non può rinunciare ad una clientela che può permettersi di arrivare all’aeroporto internazionale di Nizza, fare tappa a Monte Carlo e poi ignorare Sanremo. Coraggio!

SANREMO “LA DOLCE VITA”


Anche Sanremo ha avuto la “sua” Dolce vita tra i primi anni sessanta e la fine degli anni settanta. Mi piace ricordare quel periodo e quell’atmosfera che ritengo siano stati bellissimi e per quelli che erano giovani allora indimenticabili.

Sanremo era veramente la città del divertimento e i night club (non squallide discoteche o balere) spaziavano da Ospedaletti fino a Bussana , spingendosi fino quasi a San Romolo e al sabato la movida dilagava per tutta la città. La musica trasmessa era quanto di meglio ci fosse a livello internazionale e il Whisky a Gogo e La Botte di Diogene facevano a gara per trasmettere per primi le novità discografiche del momento. L’ estate poi era piena di “villeggianti” ,da non confondere con i turisti, con prole al seguito cui si aggiungevano orde di vichinghe affamate di sole e di divertimento.

Tutto cominciò nel 81 con le feste proibitissime al Castello Devachan in corso Inglesi, incubo delle mamme dell’epoca. Poi venne il Whisky a Gogo, il Tropical, la Grotta del Drago, la Pigna D’oro, la Cave, i Torchi, il Carousel, il Bellavista, il Night and Day, il Samanta e altri ancora che adesso non ricordo. Ma mi piace ricordare i mitici personaggi di allora. Che fine avrà fatto Gianni Comodino? e Kiki la Cosacca? Chi si  ricorda più della bellissima, trasgressiva e sfortunata Nazzarena?  Chissà se ne sa qualcosa Testa in Discesa?

FESTIVAL DI SANREMO 2014


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Domanda: chi si ricorda i vincitori degli ultimi 5 festival di Sanremo? Troppo difficile? E dell’ ultimo? E chi sene importa! Importa alla Rai che si tira su l’ odiens e il morale. Importa a Sanremo che si sorbisce usa settimana di casino ma fa il pieno di ospiti. A qualche albergo che non ha ancora chiuso i battenti e qualche ristorante  che può rifilare pesce surgelato  dicendo che è una antica ricetta tipica del ponente ligure ( la fregatura). Ma i personaggi? Per una settimana Sanremo trabocca di tutto il ciarpame che durante l’ anno ha riempito i Talk show delle reti Rai, Mediaset, La 7 per citare solo i più importanti con la sola differenza che invece di blaterare sul nulla da Roma, Milano, Torino ci scasseranno i marroni in diretta da Sanremo. La musica? Sempre più provinciale. Vendere all’estero? Ma non scherziamo, non siamo mica negli anni 70′ quando ospiti erano i più famosi cantanti del momento. In compenso ci sono il Fazio e la Littizzetto. Uno mi ricorda quando da bambino cascasse il mondo al sabato dovevo prendere la magnesia San Pellegrino. Ogni venerdì facevo piani per scappare di casa. La Liittizzetto poi mi ricorda il trapano del dentista ma con effetti molto più devastanti per il cervello..Ma ha liberalizzato parole tabù per la televisione, iolanda, culo, walter. Poverina forse non ha mai visto uno spettacolo di Daniele Luttazzi (disperso). Questo sarà il festival di Sanremo 2014, uguale a tutti i precedenti: grandi comparsate, canzoni tranquillizzati e tanta, tanta sonnolenza. E’ per quello che nella pubblicità hanno messo le pecore. 

SANREMO – ITALIA


Descrivi Sanremo e descrivi l’Italia. Se vuoi studiare una malattia la ricrei in laboratorio così in un contesto circoscritto i sintomi sono più facilmente identificabili. Sanremo si può considerare nel bene e nel male la fotocopia dell’intero paese. Ha sempre avuto grosse potenzialità sopratutto derivate da un microclima che la pone in una fascia sub tropicale posta ben più a sud della posizione geografica in cui si trova. Ciò ha favorito negli anni scorsi prima la coltivazione di ulivi e aranci e poi della floricoltura. Gli stranieri scoprivano una nuova stazione climatica vicina ai centri mondani di Nizza e Montecarlo e così sorsero ville e alberghi. Per gli stranieri (si badi bene, non per i Sanremaschi fu costruito il casinò, il campo ippico, il campo golf, il tiro volo, la funivia Sanremo Bignone). Dopo la seconda guerra mondiale comincia un inarrestabile declino. Le potenzialità ci sono sempre ma politici e imprenditori non sanno rinnovarsi. Il dilemma se la vocazione preminente dovesse essere la floricoltura o il turismo si trascina inconcludente per decenni senza iniziative o incentivazioni fino al collasso di entrambe. Amministratori senza storia alle spalle, piovuti da altri paesi e con interessi oscuri hanno affossato quel poco che rimaneva di quella stagione prestigiosa. Smantellamento della funivia, gioiello storico che qualsiasi altro paese avrebbe fatto di tutto per mantenere attivo, smantellamento del tiro a volo, smantellamento del minigolf,(da decenni landa desolata dietro al bar Sud Est) eliminazione di 800 meri di spiagge per far posto al Porto Sole (leggi parcheggio per barche) e annesso mostro in cemento armato similbuncher incompiuto da oltre 20 anni, distruzione di tutti i giardini storici trasformati in insulsi palmeti dove a spese del contribuente giornalmente palme vengono abbattute e altrettante palme vengono piantate. Il casinò,insieme all’ospedale e al comune, da sempre fabbrica di clientele e di voti, perso il fascino mantenuto fino agli anni 70 è stato trasformato a una specie di sala bingo, senza una serata di gala, una stagione teatrale, un evento che possa attirare un minimo di clientela internazionale. Il Teatro Ariston viene ricordato solo in occasione del Festival di Sanremo, per il resto dell’anno come teatro vale ben poco salvo qualche recita in dialetto e qualche trasferta di decotti comici televisivi. Colpa dei politici? sicuramente!
Ma colpa anche dei Sanremesi, credo in assoluto una delle comunità più grette, ignoranti,opportuniste,indifferenti, infide che si possano trovare nel variegato panorama Italiano. Che in questo campione si rispecchia perfettamente: lamentele a tutto campo ma evasione (tanto lo fanno tutti), indifferenza ( basta che stia bene io), raccomandazioni (se no non si va avanti) e poi tutti a messa alla domenica per far vedere che si è buoni cristiani.

PIPPO BAUDO E L’ASFALTO SANREMESE


Ho trovato molto divertenti i commenti indignati sulle esternazioni del Pippo Nazionale. Il senso era: i panni sporchi laviamoceli in casa, senza tropppo clamore. I "foresti" non debbono sapere e non debbono vedere o quantomeno far finta di non vedere.  Quanto a noi cittadini, chissenefrega. Dopo una  Amministrazione che ogni tre mesi proiettava nuove slide sul faraonico futuro di Sanremo  siamo alle toppe dell' asfalfo, come dire "   dalle stelle alle stalle".   

il culto del mugugno


Noi Sanremaschi abbiamo il culto del mugugno e un senso d’inferiorità nei confronti dei “ cugini” francesi. Di qua sporcizia, sciatteria, maleducazione, oltre il confine pulizia, ordine e cortesia. Solo quando capita, come a me di essere vittima del classico “ vol a la portiere” nella civilissima Francia rivaluti la tua città, le forze dell’ordine e gli stessi tuoi concittadini.

La storia è banale, in colonna venerdì scorso alle 17, 30, in piena ora di punta, con la macchina ferma incolonnata ad un semaforo rosso all’Ariane con l’intento di fare il pieno di gasolio al distributore di Auchan all’improvviso ci appariva un tizio con casco nero che apriva la portiera e strappava a mia moglie la borsa che teneva appoggiata sotto le gambe per poi fuggire su un motorino guidato da un complice inutilmente rincorsi da noi per un breve tratto.  Ebbene, il nostro stupore non è stato tento per lo scippo che avremmo potuto anche prevedere ma per l’assoluta mancanza di reazione da parte di tutta la gente incolonnata come noi al semaforo. Non dico di scendere dalla vettura ma neanche affacciarsi al finestrino, suonare il clacson, fermarsi un’attimo per un minimo di interessamento. Niente, venuto il verde siamo stati sorpassati come un inutile fastidioso ostacolo. Vana è stata poi la ricerca di qualche pattuglia. La prima a cui potevamo chiedere dove si trovasse al gendarmeria per stendere denuncia era sulla Promenade des Anglais a dirigere il traffico. Cosa che abbiamo fatto ad un’annoiata agente dopo circa un’ora di attesa.

Morale, non guardiamo solo la facciata della costa azzurra perché il retro è decisamente inquietante e ringraziamo il cielo di non avere certe periferie in tale abbandono.  Se poi ci manca il Rhul o il Chalton chi se ne f…

 

Nando Rimugi

Porto Sole


Porto-Solee questo era Porto Sole secondo le intenzioni del progettista – spazi vedi , piscine -negozi, un grande albergo. E' rimasto  solo un cartello abbandonato tra i rifiuti. L'albergo per ora è solo un bunker  di cemento armato e resterà tale chissà fino a quando 

VIABILITA’


Perchè ad ogni nuova amministrazione affidano all’ ultimo coglione eletto il compito di risolvere il problema del traffico e dei parcheggi?

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