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Argyropelecus hemigymnus


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L’Argyropelecus hemigymnus che per comodità chiameremo famigliarmente Argy è un pesce di circa 6 centimetri che vive in mare grandi profondità e emette una luminescenza rosa. Argy, nasce, cresce, si accoppia, ha dei figli e infine muore in un mondo assolutamente buio ad oltre tremila metri di profondità.

Bene, immaginiamo che Argy sia un essere intelligente con cui un umano infilato in un batiscafo potesse instaurare un dialogo e immaginiamo che costui tentasse di spiegargli il mondo emerso, raccontandogli degli alberi, i prati, le montagne, la neve, il cielo il sole, le stelle. Cosa capirebbe il povero Argy? Quali similitudini e raffronti la sua esperienza potrebbe adottare? Alberi = grandi alghe , uccelli = pesci dotati di pinne molto sviluppate, neve boh, sole = enorme pesce luminoso, Colui che Giudica Tutti i Pesci Luminosi quando terminata la vita acquatica questi si presenteranno a LUI.

Praticamente un dialogo di assoluta incomprensione dove Argy confuso e frastornato giungerebbe alla conclusione di aver incontrato Colui che Porta i Pesci Luminosi nel Mare Oscuro dove resteranno a patire per l’ eternità.

Ora, lasciamo da a parte l’ Argy degli abissi terrestri e immaginiamo un suo simile molto evoluto abitante negli abissi del mare di un pianeta di una lontana stella.

Argy2, con i suoi compagni per sete di conoscenza e spirito di avventura, adocchiato un pianeta che sembra abbastanza simile perché a parte alcune aree inospitali ha una grande estensione liquida che potrebbe ospitare della vita, magari in forma ancora unicellulare, decidono di andare a dargli un’occhiata da vicino. Partono con una astronave a tecnologia molto avanzata: rigeneratori di acqua (essenziali), cibo e conforti vari e dopo un lungo viaggio si stazionano nell’orbita terrestre per scandagliare il posto migliore dove scendere. Dopo molte orbite in cui ispezionano pinna a pinna tutto il pianeta comprese le zone inospitali, solo per interesse scientifico, dove hanno visto altre aree ricoperte di liquido ma di scarsa rilevanza, trovato il punto più adatto (Fossa delle Marianne), vi si tuffano raggiungendo in breve il fondo. Qui Argy2 non solo trova la presenza di vita ma addirittura esseri simili a lui, anche se in una fase evolutiva arretrata di migliaia di anni. Dopo un breve stazionamento l’ astronave riprende la via del ritorno e Argy2 felice stende un rapporto in cui descrive la Terra come un pianeta dove i suoi simili troveranno condizioni favorevoli per passarvi una vacanza o per trasferirsi, e magari crescere i propri figli cedendo agli indigeni parte della loro conoscenza.

In fondo gli uomini sono un po’ come Argy e Argy2, conoscono abbastanza bene il loro mondo ma chiedere di descrivere l’ Universo e come chiedere di descrivere un tramonto a un Argyropelecus hemigymnus. E, per la mentalità di un Argy2, non siamo neanche degni di interesse.

Questo dovrebbe farci meditare sul fatto che ci riteniamo la razza dominante solo se lo sguardo si ferma al sistema solare ma come per l’ Argy della Fossa delle Marianne che ne sappiano di un pianeta che ruota intorno ad una stella della galassia di Andromeda e eventuali suoi abitanti?

Per consolarci pensiamo che siamo un tutt’uno con il pianeta in cui viviamo e per qualche oscura combinazione evolutiva in grado meglio degli altri esseri viventi di ragionare, programmare e costruire e, come tutti molluschi, vermi, uccelli, pesci mammiferi, possediamo l’istinto di riprodurci, cercare nuovi territori per far vivere meglio i figli in una ricerca che non ha fine, come per l’albero che disperde i semi nel vento affinchè li porti più lontano possibile a germinare. La Terra è ormai come un frutto maturo, fatica a contenere i sui semi, è ora che questi si disperdano in cerca di nuovi spazi. La natura ci ha fatti così, prima o poi si comincerà a lasciare questo pianeta in cerca di nuovi spazi e nuove risorse. E forse tornerà l’Età dell’Oro e le attuali guerre piccole scaramucce dimenticate per sempre.

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occhio all’ etichetta!


A me piace il chinotto. Sono anni che compro Chinò Sanpellegrino “con chinotti di Sicilia” come scritto sulla lattina. Oggi per caso leggo gli ingredienti: Estratto di chinotto 0,05%. Non 5%, neanche 0,5% ma 0,05% ! Probabilmente ne trovavo di più leccando la lattina! Conclusione, sono anni che compro e bevo acqua gassata, colorata e zuccherata! COLPA MIA CHE DIMENTICO SPESSO DI LEGGERE GLI INGREDIENTI DI QUELLO CHE COMPRO

Chinotto di Sicilia

Chinotto di Sicilia

 

Pensieri dalla vasca da bagno


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…e anche quest’anno i soldi delle vacanze se li è presi lo Stato ma peste che mi abbia mai mandato una cartolina!

 

IDEE CONFUSE


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Crederò nel CREATIVISMO quando la Barbie di mia figlia prendendomi sotto braccio dirà:- Che si fa sta sera, usciamo?

Crederò nell’EVOLUZIONISMO quando vedrò una formica portare un chicco di grano con una carriola.

Scienza, religione e pensiero disteso


Non so voi ma io sono un integralista, adoro la vasca da bagno e odio la doccia. Distinguo anche l’umanità tra doccisti e vaschisti e so che  gli adepti delle due fazioni non si capiranno mai avendo una visione della vita diametralmente opposta. Naturalmente integralista ma non fino al punto da non accettare che qualcuno per necessità si metta sotto una pigna forata per togliersi di dosso un po di sporcizia e anche a me è capitato di stare alcuni minuti sotto una cascatella d’ acqua o fare una doccia in mancanza di meglio. Ma nessuno potrà convincermi BBAVC00001-vasca-da-bagno-freestanding-VICTORIA-01[1]che stare in piedi sotto un getto d’acqua sia più piacevole  di un bel bagno caldo in una vasca accogliente. Immaginereste un “duro” come Silvester Stallone mollemente adagiato in una comoda tinozza? No! Lui e tipo da doccia dove può mostrare pettorali ormai alquanto mosci e comportamenti  da doccista: azione. coraggio. intraprendenza, spregiudicatezza. Pigliate invece un vaschista: e non me ne viene in mente uno!  Perchè i vaschisti sono riservati, non ostentano, e sono contemplativi. Me per esempio, opposto di Stallone in tutti i sensi sto a mollo con grande piacere e il sangue caldo fluisce nel cervello andando ad irrorare chissà quali meandri e la mente si apre sui massimi sistemi, scienza, religione, chi sono, dove vado, quando ci vediamo, la luce, le galassie, piramidi, un caleidoscopio di pensieri che sotto la doccia si ridurrebbero a chiedersi: – come posso raccogliere la saponetta senza battere la testa? Io chiamo questo stato di grazia ” meditazione del pensiero disteso” che si manifesta alla massima potenza in ammollo ma funziona altrettanto bene nel letto specilmente dopo l’ una e mezzo di notte dopo una cena a base di impepata di cozze.

LA VELOCITA’ DELLA LUCE NEL VUOTO


Sottotitolo: e nel semolino

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Parliamo della luce.

Si dice che nel vuoto viaggi a quasi 300.000 km. il secondo ma non ho mai letto a quanto viaggi per esempio nel brodo di pollo. Non che mi interessi particolarmente ma suppongo che se l’assioma è “la luce si propaga nel vuoto alla velocità di (quasi) 300.000 km. al secondo” quasi certamente nel brodo di pollo troverà qualche difficoltà in più ad avanzare. Facciamo finta che il brodo la costringa a procedere a 250.000 km. al secondo. Ciò significa che la velocità della luce è condizionata dal soggetto che attraversa. Diciamo per similitudine che se un motoscafo in mare può raggiungere i 25 nodi, messo in una vasca piena di semolino a fatica raggiunge i 5, pur mantenendo integre le proprie potenzialità.

Andiamo avanti, un autoblindo dotato di cannoncino sta procedendo verso il bersaglio a 50 km. l’ora mentre un secondo procede alla stessa velocità e stessa distanza in senso perpendicolare al primo. Se contemporaneamente sparassero un proiettile, uno davanti a se e l’altro girando la torretta di 90° verso la stessa direzione.   il ragionamento logico che ne consegue   è che il primo proiettile a colpire il bersaglio è quello dell’autoblindo che procede in quella direzione perché la velocità del proiettile si somma a quello del mezzo da cui è sparato (50 km/h) mentre l’altro può contare solo sulla velocità del proiettile senza quella dell’automezzo che procede perpendicolarmente. Questo succede sulla Terra ma se i proiettili viaggiassero alla velocità della luce “c”, sparati dalla stessa distanza raggiungerebbero il bersaglio contemporaneamente, indipendentemente dal fatto che provengano da mezzi dotati di una qualsiasi velocità e a prescindere dalla direzione che questi intraprendessero.

Questo perché la velocità della luce è una costante e non può essere superata.

Ma tornando alla barca nel semolino, se questa procede a 5 nodi non diciamo che la velocità massima della barca è di 5 nodi ma che nel semolino questa non riesce ad andare più veloce! Veniamo alla luce nel vuoto. Accendo un proiettore e il raggio immediatamente da velocità 0 raggiunge i soliti (“quasi” perché non ho voglia di scrivere tutti i numeri che compongono la cifra) 300.000 Km./s. Quindi ha un’accelerazione fulminea e poi la velocità si stabilizza, Perché? Sbaglio o nel vuoto in assenza di attriti l’accelerazione dovrebbe essere infinita?

Domanda: CHI RALLENTA LA LUCE?

Una risposta porrebbe essere che il “vuoto assoluto” in realtà non è affatto vuoto e per questo come il semolino non consente una velocità maggiore alla barca. Analogamente è il vuoto che ne limita la velocità. Come? Bella domanda, forse la materia oscura oppure la forza oscura o perché interagisce con queste due e chissà cosa succede.

SANREMESI “BRAGHEMOLLE”


Porto Sole oggi

Tutte le volte che passo davanti al Morgana e vedo quel rudere che ormai solo nella fantasia di qualcuno dovrebbe diventate l’albergo a 5 stelle di Porto Sole mi chiedo come noi sanremesi e sanremaschi possiamo sopportare ormai da oltre un ventennio uno scempio del genere senza una benchè minima reazione. Sembra veramente incredibile e fa venire in mente servizi della Gabanelli sulle zone più degradate del Sud che una zona centralissima e panoramica di una delle più prestigiose cittadine turistiche d’Italia (sic..) possa convivere con un ammasso di calcestruzzo e ferri arruginiti dall’aspetto di residuato bellico. Penso che in qualsiasi altra cittadina sarebbe sorto un comitato per contestare una presenza così imbarazzante. Per esemmpio gli albergatori sempre pronti alle lamentazioni per il calo dei turisti non si pongono il problema che una simile vista possa rappresentare un aspetto negativo che può condizionare negativamente il giudizio complessivo sulla città? Ma i sanremaschi e poi i sanremesi che hanno assorbito completamente il carattere passivo dei primi pare che non si accorgano di niente. Come il messicano che seduto contro un muro la cui unica preoccupazione è quella si spostarsi seguendo l’ombra del sole, così i noscri concittadini alzano le spalle e mugugnano: Belin e mi che cousa ghe possù fà? e amen.

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