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IDEE CONFUSE


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Crederò nel CREATIVISMO quando la Barbie di mia figlia prendendomi sotto braccio dirà:- Che si fa sta sera, usciamo?

Crederò nell’EVOLUZIONISMO quando vedrò una formica portare un chicco di grano con una carriola.

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Scienza, religione e pensiero disteso


Non so voi ma io sono un integralista, adoro la vasca da bagno e odio la doccia. Distinguo anche l’umanità tra doccisti e vaschisti e so che  gli adepti delle due fazioni non si capiranno mai avendo una visione della vita diametralmente opposta. Naturalmente integralista ma non fino al punto da non accettare che qualcuno per necessità si metta sotto una pigna forata per togliersi di dosso un po di sporcizia e anche a me è capitato di stare alcuni minuti sotto una cascatella d’ acqua o fare una doccia in mancanza di meglio. Ma nessuno potrà convincermi BBAVC00001-vasca-da-bagno-freestanding-VICTORIA-01[1]che stare in piedi sotto un getto d’acqua sia più piacevole  di un bel bagno caldo in una vasca accogliente. Immaginereste un “duro” come Silvester Stallone mollemente adagiato in una comoda tinozza? No! Lui e tipo da doccia dove può mostrare pettorali ormai alquanto mosci e comportamenti  da doccista: azione. coraggio. intraprendenza, spregiudicatezza. Pigliate invece un vaschista: e non me ne viene in mente uno!  Perchè i vaschisti sono riservati, non ostentano, e sono contemplativi. Me per esempio, opposto di Stallone in tutti i sensi sto a mollo con grande piacere e il sangue caldo fluisce nel cervello andando ad irrorare chissà quali meandri e la mente si apre sui massimi sistemi, scienza, religione, chi sono, dove vado, quando ci vediamo, la luce, le galassie, piramidi, un caleidoscopio di pensieri che sotto la doccia si ridurrebbero a chiedersi: – come posso raccogliere la saponetta senza battere la testa? Io chiamo questo stato di grazia ” meditazione del pensiero disteso” che si manifesta alla massima potenza in ammollo ma funziona altrettanto bene nel letto specilmente dopo l’ una e mezzo di notte dopo una cena a base di impepata di cozze.

L’IGNORANTE E LA RELIGIONE (parte 2)


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Quando si ha una certa età il pensiero sulla morte è sempre più ricorrente. Il guaio è che non c’è bisogno di stimolarlo: vai al cimitero e viene spontaneo, sei in ospedale a far visita ad un malato grave e pensi poveretto ce la farà o andrò ad accompagnarlo all’ultima dimora. E fino a qui la cosa è comprensibile, il problema è che invece molto più subdolamente ti entra nel cervello nei momenti più strani. Sei al mare, è una giornata stupenda, sei in pace con il mondo e con te stesso e nella testa si forma un’angosciante domanda. La prossima estate sarò di nuovo qui? E già mi vedo il paesaggio così familiare con tutte le sue pose a posto ma cerca che ti cerca di me nessuna traccia. Oppure ti viene voglia di piantare un albero da frutta e pensi, riuscirò a mangiarmi una sua pesca? Ammesso che sia un pesco.

E allora per alleggerire si parte per la tangente fantasticando cosa c’è dopo. Purgatorio, inferno e paradiso, ovvio. Del limbo non se ne sente più parlare, come i centri d’accoglienza profughi fa il suo lavoro ma meglio non pubblicizzarlo.

Il purgatorio deve essere come le carceri italiane, 4 letti in una stanza 4 x 3. Ora d’aria e mangiare da schifo. Poi ci saranno gli ultimi arrivi infilati in stanzoni promiscui, ormai maschi con femmine o maschi con maschi e femmine con femmine. Che rischio si può correre? Tutti a soffrire nella attesa del grande passaggio ai piani alti. Insomma una situazione molto umana e comprensibile.

Visto che è un Purgatorio si potrà vedere chi è ancora tra i vivi. E li scatta l’atroce punizione, vedere tutte le cazzate di parenti, amici, conoscenti, i sotterfugi e vigliaccherie senza poter intervenire a dirgli: già da vivo pensavo che fossi uno stronzo ma ho visto che hai superato tutte le mie aspettative. Ecco, la punizione è di poter guardare giù, vedere tutto e tutti e allora desiderio impellente diventa di passare al livello superiore. E si aspetta con ansia quel momento chiedendo al preposto quanto (tempo?) manca. Poi arriva il fatidico momento e si varca la soglia della beatitudine infinita. E qui è facile perdersi. A parte una gran luce d’umano non c’è più niente.

Il purgatorio ha funzionato come lavatrice. Lava che ti lava ha tolto tutto il vissuto e sei candido e lindo come da nuovo. E adesso? Sei beato , sentimento differente da felice che è un’emozione terrena. Sei Beato, contento e basta. Non ti chiedi neanche perché, ti bei di essere li per sempre. A fare cosa non si sa. E ti chiedi ma è una bella prospettiva? Sei stato incazzoso, ipocondriaco, polemico tutta la vita e poi ti capita un’infinità di beatitudine. Assomiglia alla lobotomia cerebrale,una volta fatta. Sei un essere, di umano non c’è più neppure l’ombra figuriamoci di giovanni, giuseppe, andrea, mara e luisa, samantha no lei è ancora in purgatorio. E quando ti dicono ritroverai gli amici, i parenti che ti hanno lasciato?

Io me lo vedo, purgatorio, chiedo: – Cerco mio nonno è morto nel 1980 Giacomo, a Savona. Giacomo Siccardi di fu Luigi, serve codice fiscale? Dovrebbe essere qui, di sopra non credo con le bestemmie che tirava, però gran lavoratore. Poi arriva uno che fai fatica a riconoscere, era più alto la faccia diversa: Ciao nonno come stai? Domanda tipica di quelli appena arrivati. – Sto, anzi sono! Adesso che sei arrivato mi spieghi perché hai posato quella la? E tutte quelle sere al bar ad infilare soldi nelle macchinette con le luci (con la tecnologia non ci prendono). E il lavoro, sei sempre stato un buono a niente, tuo fratello ti voleva come socio e te ci hai litigato per quella zoccola di Francesca. – Beh, ciao nonno, ci vediamo.

E quello che ti è sempre stato antipatico, quello che guadagnava soldi a palate mentre te tiravi la carretta, però la domenica sempre in chiesa. – Ah, come mai sei qui e non giù di sotto? Una mazzetta come hai sempre fatto, no? Girami alla larga.

E poi il gran finale l’apocalisse dove i corpi si ricongiungeranno alle anime e allora si che sarà un gran casino. Pensiamo ad uno morto nel medio evo si ricongiunge e cosa fa? Intanto si ricorderà come era? Figuriamoci come ragionava dopo un tempo x di beatitudine o di sofferenze extracorporee. Poi cercherà quelli del suo tempo anzi quelli che ha conosciuto in vita.Sembra possibile? Boh. E quello morto a ottantanni   storpio, sordo e rincoglionito vorrà risorgere cosi o potrà scegliere? Opzione a: 0- 15, opzione b: 16 – 25, opzione c: 26- 40, opzione d_41-80, non pervenuta. E il bambino battezzato di 6 mesi? Resterà di sei mesi per l’eternità con la mamma che lo allatta in saecula seculorum? Bella prospettiva!

L’IGNORANTE E LA RELIGIONE (parte 1)


Non ci posso fare niente, ci sono delle volte che forse perchè ho mangiato troppo, o perchè sono andato a letto troppo tardi, fatico a prendere sonno e, rigirandomi nelle lenzuola  verso l’ una e mezza mi vengono in mente pensieri fondamentali sulla vita, la  morte, la quota da versare al condominio.

I ragionamenti che mi vengono più immediati  a quell’ ora di notte sono prevalentemente sull’esistenza di Dio e, conseguentemente  su Colui che viene chiamato “Il Salvatore”.

Intanto mi viene da obiettare sulle definizioni onnisciente,  infinitamente buono, infinitamente giusto. A quell’ora di notte abbinare il concetto di infinito a qualità terrene come conoscenza, bontà, giustizia mi sembra una forzatura praticata dalle religioni in generale per ragioni di opportunità e sopravvivenza.

L’infinito per definizione non può essere abbinato ad aggettivi. Se esiste un infinitamente buono non vi è più spazio per un infinitamente giusto. Ne consegue che il fedele che prega l’infinitamente buono per avere un aiuto divino non potrà mai essere esaudito perchè non venga contraddetta l’altra peculiarità dell’infinitamente giusto. Per non parlare dell’onniscenza. Come può coabitare con bontà e giustizia. L’onnisciente se è infinitamente buono deve riparare i torti ma resta ancora infinitamente giusto?

Ne consegue, sempre a quell’ora notturna, che se Dio esiste è infinito per essenza, punto e basta. Ed essendo infinito, senza aggettivi di contorno, non  può intervenire sulle vicende terrene che, come ognuno ha provato sulla propria pelle vanno come vanno.

Verso le 2 e 30 sono completamente agnostico, domani devo pagare il condominio, non ci sono santi!

 

 

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