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Tafazzi è di Sanremo


Il mitico personaggio ideato da Carlo Turati e magistralmente interpretato da Giacomo Poretti potrebbe essere di Sanremo o quanto meno avere numerosa parentela in questa provincia tutti con incarichi pubblici.

Tafazzi 1 Questo è senz’altro un parente stretto. Doveva decidere se spendere dei soldi per ammodernare l’ impianto di funivia realizzato negli anni trenta che dal mare in 45 minuti portava a 1300 metri s.l.m. oppure smantellarlo risparmiando la somma prevista. Ovviamente onorando il proprio nome decideva per la seconda soluzione giustificando la decisione con il fatto che l’attività era in perdita e pertanto un onere per le casse comunali infischiandosene di privare così la città di una struttura turistica praticamente unica nel suo genere, di ricercare eventuali contributi dalla Regione o dall’Unione Europea quale impianto storico. Non gli veniva in mente neppure di sfilare i cavi inserendo al loro posto un cavo pilota in modo da potere agevolmente ripristinare l’ impianto. Questa mente eccelsa ha così privato Sanremo di una indubbia attrattiva turistica e di fatto causato la chiusura di due ristoranti in vetta e altri nella stazione intermedia di San Romolo per non parlare del degrado che si è verificato successivamente in tutta il comprensorio.

Tafazzi 2 E’ un’altro parente che ha avuta la geniale idea di demolire una piazzola utilizzata come eliporto da grossi yacht con elicottero a bordo stazionati in rada per fare shopping o una puntata al casinò oltre che per le emergenze da vigili del fuoco e eliambulanze per costruire al suo posto al prezzo esorbitante di sei miloni di euro una pista di atletica che giace inutilizzata da anni. Non gli è venuto in mente di realizzarla 500 metri più ad ovest sotto il piazzale dove stagionalmente si piazzano le giostre e neppure che un impianto simile in attività da lustri in quel di Imperia molto più attrezzato è praticamente inutilizzato per gran parte dell’anno. Risultato: una città a vocazione turistica con albergo 5 stelle lusso, casinò, pista ciclabile che vorrebbe competere con quelle della Costa azzurra e specie con Monte Carlo che invece un fior di eliporto ce l’ha da anni con un turismo da pullman da gita della domenica.

Tafazzi 3 Questo è sicuramente un parente stretto. Un bel giorno si è detto: tutti parlano di ecologia e di risparmio energetico e noi non dobbiamo rimanere indietro. Detto fatto ti acquista 5 pullman all’idrogeno. Per farne che? Ma per sostituire quei vecchi filobus inquinanti che vanno ancora ad elettricità! Non si investe più nella rete filoviaria che congiungeva Ventimiglia , Sanremo e Taggia interrompendo la linea ad Arma di Taggia quando viene realizzata la rotonda dei cocomeri giganti e nei pressi del Comune alla deviazione per la stazione ferroviaria. E i bus all’idrogeno? Fermi al deposito dal 2013 perché ci si è accorti che rifornirsi di idrogeno non è esattamente come fare il pieno di gasolio e distributori in giro non se ne trovano. Pensa che ti ripensa ecco la soluzione: costruiamo una “Stazione di Rifornimento di Idrogeno per Autobus a Fuell” in Valle Armea poco oltre il Cimitero al costo di 181.000 Euro. Inizio lavori 21/06/2016 durata lavori 90 giorni. Campa cavallo…..

Tafazzi 4 Questo è parente alla lontana. Patito per le problematiche del turismo e pieno di buone intenzioni dopo essersi scervellato come poter incrementare i flussi turistici nella città dei fiori ha un’idea luminosa: Perché non concordare con agenzie la sosta delle grandi navi da crociera in baia? Immaginando già migliaia di turisti in giro in via Matteotti a fare shopping. Le navi sono arrivate e cosi pure i turisti che scendono a terra salgono sui pullman che li stanno aspettando e se ne vanno a visitare Monte Carlo poi tornano al pomeriggio, risalgono sulla nave e chi si e visto si è visto.

Ma non è mica finita. Ma mamma dei tafazzi è sempre in cinta!

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PENSIERO OTTIMISTA 2017 Dalla vasca da bagno


– Dopo tante merde, finalmente uno stronzo!

Nemo propheta in patria


LIBERESO GUGLIELMI IL GIARDINIERE DI CALVINO di Ippolito Pizzetti

Quando, come dicevo, sono venuto a Sanremo dall’Inghilterra, naturalmente mi hanno dato una carretta per portare letame…..Il Comune di Sanremo……bello eh? Venivo da un Orto Botanico, creavo un giardino qua a Sanremo….no, mi danno la carretta!

 

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…..Io ho fatto una proposta ancora più semplice: noi abbiamo monte Bignone, 1200 metri.C’era una funivia bellissima che da Sanremo ti portava  a monte Bignone  dove c’erano due alberghi, poi si sono rovinate un po le corde. In qualunque parte del mondo sarebbe un sogno : a 40 minuti dal mare. La gente fa il primo tratto  Sanremo- campo di golf- e se vogliamo andare a  giocare a golf, c’è la stazione della funivia – e poi da San Romolo che è una località dove ci sono tutte le villette come fosse, non so, la Svizzera, va a Bignone  con un solo palo di 300 metri: stupendo!  Bè, si sono rovinate le funi….

 

 

Argyropelecus hemigymnus


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L’Argyropelecus hemigymnus che per comodità chiameremo famigliarmente Argy è un pesce di circa 6 centimetri che vive in mare grandi profondità e emette una luminescenza rosa. Argy, nasce, cresce, si accoppia, ha dei figli e infine muore in un mondo assolutamente buio ad oltre tremila metri di profondità.

Bene, immaginiamo che Argy sia un essere intelligente con cui un umano infilato in un batiscafo potesse instaurare un dialogo e immaginiamo che costui tentasse di spiegargli il mondo emerso, raccontandogli degli alberi, i prati, le montagne, la neve, il cielo il sole, le stelle. Cosa capirebbe il povero Argy? Quali similitudini e raffronti la sua esperienza potrebbe adottare? Alberi = grandi alghe , uccelli = pesci dotati di pinne molto sviluppate, neve boh, sole = enorme pesce luminoso, Colui che Giudica Tutti i Pesci Luminosi quando terminata la vita acquatica questi si presenteranno a LUI.

Praticamente un dialogo di assoluta incomprensione dove Argy confuso e frastornato giungerebbe alla conclusione di aver incontrato Colui che Porta i Pesci Luminosi nel Mare Oscuro dove resteranno a patire per l’ eternità.

Ora, lasciamo da a parte l’ Argy degli abissi terrestri e immaginiamo un suo simile molto evoluto abitante negli abissi del mare di un pianeta di una lontana stella.

Argy2, con i suoi compagni per sete di conoscenza e spirito di avventura, adocchiato un pianeta che sembra abbastanza simile perché a parte alcune aree inospitali ha una grande estensione liquida che potrebbe ospitare della vita, magari in forma ancora unicellulare, decidono di andare a dargli un’occhiata da vicino. Partono con una astronave a tecnologia molto avanzata: rigeneratori di acqua (essenziali), cibo e conforti vari e dopo un lungo viaggio si stazionano nell’orbita terrestre per scandagliare il posto migliore dove scendere. Dopo molte orbite in cui ispezionano pinna a pinna tutto il pianeta comprese le zone inospitali, solo per interesse scientifico, dove hanno visto altre aree ricoperte di liquido ma di scarsa rilevanza, trovato il punto più adatto (Fossa delle Marianne), vi si tuffano raggiungendo in breve il fondo. Qui Argy2 non solo trova la presenza di vita ma addirittura esseri simili a lui, anche se in una fase evolutiva arretrata di migliaia di anni. Dopo un breve stazionamento l’ astronave riprende la via del ritorno e Argy2 felice stende un rapporto in cui descrive la Terra come un pianeta dove i suoi simili troveranno condizioni favorevoli per passarvi una vacanza o per trasferirsi, e magari crescere i propri figli cedendo agli indigeni parte della loro conoscenza.

In fondo gli uomini sono un po’ come Argy e Argy2, conoscono abbastanza bene il loro mondo ma chiedere di descrivere l’ Universo e come chiedere di descrivere un tramonto a un Argyropelecus hemigymnus. E, per la mentalità di un Argy2, non siamo neanche degni di interesse.

Questo dovrebbe farci meditare sul fatto che ci riteniamo la razza dominante solo se lo sguardo si ferma al sistema solare ma come per l’ Argy della Fossa delle Marianne che ne sappiano di un pianeta che ruota intorno ad una stella della galassia di Andromeda e eventuali suoi abitanti?

Per consolarci pensiamo che siamo un tutt’uno con il pianeta in cui viviamo e per qualche oscura combinazione evolutiva in grado meglio degli altri esseri viventi di ragionare, programmare e costruire e, come tutti molluschi, vermi, uccelli, pesci mammiferi, possediamo l’istinto di riprodurci, cercare nuovi territori per far vivere meglio i figli in una ricerca che non ha fine, come per l’albero che disperde i semi nel vento affinchè li porti più lontano possibile a germinare. La Terra è ormai come un frutto maturo, fatica a contenere i sui semi, è ora che questi si disperdano in cerca di nuovi spazi. La natura ci ha fatti così, prima o poi si comincerà a lasciare questo pianeta in cerca di nuovi spazi e nuove risorse. E forse tornerà l’Età dell’Oro e le attuali guerre piccole scaramucce dimenticate per sempre.

Pensieri dalla vasca da bagno


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…e anche quest’anno i soldi delle vacanze se li è presi lo Stato ma peste che mi abbia mai mandato una cartolina!

 

Scienza, religione e pensiero disteso


Non so voi ma io sono un integralista, adoro la vasca da bagno e odio la doccia. Distinguo anche l’umanità tra doccisti e vaschisti e so che  gli adepti delle due fazioni non si capiranno mai avendo una visione della vita diametralmente opposta. Naturalmente integralista ma non fino al punto da non accettare che qualcuno per necessità si metta sotto una pigna forata per togliersi di dosso un po di sporcizia e anche a me è capitato di stare alcuni minuti sotto una cascatella d’ acqua o fare una doccia in mancanza di meglio. Ma nessuno potrà convincermi BBAVC00001-vasca-da-bagno-freestanding-VICTORIA-01[1]che stare in piedi sotto un getto d’acqua sia più piacevole  di un bel bagno caldo in una vasca accogliente. Immaginereste un “duro” come Silvester Stallone mollemente adagiato in una comoda tinozza? No! Lui e tipo da doccia dove può mostrare pettorali ormai alquanto mosci e comportamenti  da doccista: azione. coraggio. intraprendenza, spregiudicatezza. Pigliate invece un vaschista: e non me ne viene in mente uno!  Perchè i vaschisti sono riservati, non ostentano, e sono contemplativi. Me per esempio, opposto di Stallone in tutti i sensi sto a mollo con grande piacere e il sangue caldo fluisce nel cervello andando ad irrorare chissà quali meandri e la mente si apre sui massimi sistemi, scienza, religione, chi sono, dove vado, quando ci vediamo, la luce, le galassie, piramidi, un caleidoscopio di pensieri che sotto la doccia si ridurrebbero a chiedersi: – come posso raccogliere la saponetta senza battere la testa? Io chiamo questo stato di grazia ” meditazione del pensiero disteso” che si manifesta alla massima potenza in ammollo ma funziona altrettanto bene nel letto specilmente dopo l’ una e mezzo di notte dopo una cena a base di impepata di cozze.

Rhynchophorus ferrugineus


Sarà una mia impressione ma Rhynchophorus ferrugineus ce lo stà mettendo in quel posto
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INCENDI Lettera al Direttore di Sanremonews


Signor Direttore

Le scrivo dopo aver letto che quest’anno gli incendi boschivi sono raddoppiati rispetto ai precedenti ed essere andato a vederne i risultati dietro Taggia vicino alle cave di pietra San Giorgio e quello tra Castellaro e Terzorio. Entrambi lambiscono la strada carrozzabile per un brevissimo tratto per poi espandersi lungo le pendici della montagna. Non ci vuole molto acume per capire che questi punti, peraltro ben riparati alla vista, sono i focolai da dove è partito l’incendio. Ora tutti sanno per aver tentato in campagna di accendere un fuoco di sterpaglie o anche solo un barbecue il tempo e la quantità di fiammiferi necessari per ottenere il risultato voluto. Bene, e si pensa che uno rischi addirittura la galera accendendo fiammiferi uno dietro l’altro nel tentativo di appiccare fuoco? Io non credo, penso che l ‘incendiario e non un demente piromane sia molto più avveduto e si sia preparato in casa gli inneschi e poi, senza neppure scendere dall’auto e avendo preventivamente scelto il posto più adatto li lanci semplicemente dal finestrino. Ma tolto il malato mentale inventato dai giornali  (periodo censurato) (Piromane) il contadino sprovveduto, il pastore che vuole erba fresca per il gregge il mozzicone di sigaretta (provate a accendere un fuoco se ci riuscite) chi può avere interesse ad appiccare incendi? Lungi da me malevoli insinuazioni ma il cerchio dei sospettati è molto ristretto (periodo censurato) e mi stupisce che una indagine approfondita fatta dalle forze dell’ordine non riesca ad estirpare questa piaga.

A.I.

MASCHI E FEMMINE


Prima dell’uso immergere in acqua e pronunciare:- io ti battezzo nel nome del padre, del figlio e dello spirito santo, amen. (ps. si consiglia officiante cattolico, apostolico, romano per usufruire garanzia decennale salvezza anima.)

Io mi sono immaginato che da qualche parte su ogni neonato fosse stampigliata un’etichetta con queste indicazioni per i genitori come quando compri una lavatrice e se si guasta e non hai spedito il tagliando col numero di serie ti paghi la riparazione e tanti saluti. E in fondo non è poi una gran fatica se in compenso ti cancella il PECCATO ORIGINALE. Non ti cancella la quota di qualche migliaio di euro di debito pubblico che in Italia incombe sulla testa di tutti neonati compresi ma pazienza non si può avere tutto nella vita.

Adempiuto a questo impegno per il maschietto i problemi sono finiti, infatti, fino dalla notte dei tempi le sue esigenze primarie si riducono a tre: mangiare, scopare, evacuare. Naturalmente le prime due con l’evoluzione si sono affinate generando sottospecie e corollari, solo la terza e rimasta praticamente immutata con l’eccezione dell’Italia che con la diffusione del bidet ha reso tale operazione più dignitosa nei confronti delle altre specie viventi e dei francesi.

Per le femminucce la situazione è completamente diversa. Tolto il peccato originale e rimasto il debito pubblico si sviluppa  e prende forma una peculiarità esclusiva che dura tutta la vita e nel bene e nel male ha contribuito alla prosecuzione della specie: la MALIZIA.

(continua)

LA VELOCITA’ DELLA LUCE NEL VUOTO


Sottotitolo: e nel semolino

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Parliamo della luce.

Si dice che nel vuoto viaggi a quasi 300.000 km. il secondo ma non ho mai letto a quanto viaggi per esempio nel brodo di pollo. Non che mi interessi particolarmente ma suppongo che se l’assioma è “la luce si propaga nel vuoto alla velocità di (quasi) 300.000 km. al secondo” quasi certamente nel brodo di pollo troverà qualche difficoltà in più ad avanzare. Facciamo finta che il brodo la costringa a procedere a 250.000 km. al secondo. Ciò significa che la velocità della luce è condizionata dal soggetto che attraversa. Diciamo per similitudine che se un motoscafo in mare può raggiungere i 25 nodi, messo in una vasca piena di semolino a fatica raggiunge i 5, pur mantenendo integre le proprie potenzialità.

Andiamo avanti, un autoblindo dotato di cannoncino sta procedendo verso il bersaglio a 50 km. l’ora mentre un secondo procede alla stessa velocità e stessa distanza in senso perpendicolare al primo. Se contemporaneamente sparassero un proiettile, uno davanti a se e l’altro girando la torretta di 90° verso la stessa direzione.   il ragionamento logico che ne consegue   è che il primo proiettile a colpire il bersaglio è quello dell’autoblindo che procede in quella direzione perché la velocità del proiettile si somma a quello del mezzo da cui è sparato (50 km/h) mentre l’altro può contare solo sulla velocità del proiettile senza quella dell’automezzo che procede perpendicolarmente. Questo succede sulla Terra ma se i proiettili viaggiassero alla velocità della luce “c”, sparati dalla stessa distanza raggiungerebbero il bersaglio contemporaneamente, indipendentemente dal fatto che provengano da mezzi dotati di una qualsiasi velocità e a prescindere dalla direzione che questi intraprendessero.

Questo perché la velocità della luce è una costante e non può essere superata.

Ma tornando alla barca nel semolino, se questa procede a 5 nodi non diciamo che la velocità massima della barca è di 5 nodi ma che nel semolino questa non riesce ad andare più veloce! Veniamo alla luce nel vuoto. Accendo un proiettore e il raggio immediatamente da velocità 0 raggiunge i soliti (“quasi” perché non ho voglia di scrivere tutti i numeri che compongono la cifra) 300.000 Km./s. Quindi ha un’accelerazione fulminea e poi la velocità si stabilizza, Perché? Sbaglio o nel vuoto in assenza di attriti l’accelerazione dovrebbe essere infinita?

Domanda: CHI RALLENTA LA LUCE?

Una risposta porrebbe essere che il “vuoto assoluto” in realtà non è affatto vuoto e per questo come il semolino non consente una velocità maggiore alla barca. Analogamente è il vuoto che ne limita la velocità. Come? Bella domanda, forse la materia oscura oppure la forza oscura o perché interagisce con queste due e chissà cosa succede.

PENSIERI DALLA VASCA DA BAGNO


Scrivere è un po come cagare.  Non frega un cazzo a nessuno, però come ti senti meglio dopo!

Corollario: Copiare pensieri altrui è come avere un forte mal di pancia e limitarsi a fare delle scoreggine.

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L’IGNORANTE E LA RELIGIONE (parte 2)


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Quando si ha una certa età il pensiero sulla morte è sempre più ricorrente. Il guaio è che non c’è bisogno di stimolarlo: vai al cimitero e viene spontaneo, sei in ospedale a far visita ad un malato grave e pensi poveretto ce la farà o andrò ad accompagnarlo all’ultima dimora. E fino a qui la cosa è comprensibile, il problema è che invece molto più subdolamente ti entra nel cervello nei momenti più strani. Sei al mare, è una giornata stupenda, sei in pace con il mondo e con te stesso e nella testa si forma un’angosciante domanda. La prossima estate sarò di nuovo qui? E già mi vedo il paesaggio così familiare con tutte le sue pose a posto ma cerca che ti cerca di me nessuna traccia. Oppure ti viene voglia di piantare un albero da frutta e pensi, riuscirò a mangiarmi una sua pesca? Ammesso che sia un pesco.

E allora per alleggerire si parte per la tangente fantasticando cosa c’è dopo. Purgatorio, inferno e paradiso, ovvio. Del limbo non se ne sente più parlare, come i centri d’accoglienza profughi fa il suo lavoro ma meglio non pubblicizzarlo.

Il purgatorio deve essere come le carceri italiane, 4 letti in una stanza 4 x 3. Ora d’aria e mangiare da schifo. Poi ci saranno gli ultimi arrivi infilati in stanzoni promiscui, ormai maschi con femmine o maschi con maschi e femmine con femmine. Che rischio si può correre? Tutti a soffrire nella attesa del grande passaggio ai piani alti. Insomma una situazione molto umana e comprensibile.

Visto che è un Purgatorio si potrà vedere chi è ancora tra i vivi. E li scatta l’atroce punizione, vedere tutte le cazzate di parenti, amici, conoscenti, i sotterfugi e vigliaccherie senza poter intervenire a dirgli: già da vivo pensavo che fossi uno stronzo ma ho visto che hai superato tutte le mie aspettative. Ecco, la punizione è di poter guardare giù, vedere tutto e tutti e allora desiderio impellente diventa di passare al livello superiore. E si aspetta con ansia quel momento chiedendo al preposto quanto (tempo?) manca. Poi arriva il fatidico momento e si varca la soglia della beatitudine infinita. E qui è facile perdersi. A parte una gran luce d’umano non c’è più niente.

Il purgatorio ha funzionato come lavatrice. Lava che ti lava ha tolto tutto il vissuto e sei candido e lindo come da nuovo. E adesso? Sei beato , sentimento differente da felice che è un’emozione terrena. Sei Beato, contento e basta. Non ti chiedi neanche perché, ti bei di essere li per sempre. A fare cosa non si sa. E ti chiedi ma è una bella prospettiva? Sei stato incazzoso, ipocondriaco, polemico tutta la vita e poi ti capita un’infinità di beatitudine. Assomiglia alla lobotomia cerebrale,una volta fatta. Sei un essere, di umano non c’è più neppure l’ombra figuriamoci di giovanni, giuseppe, andrea, mara e luisa, samantha no lei è ancora in purgatorio. E quando ti dicono ritroverai gli amici, i parenti che ti hanno lasciato?

Io me lo vedo, purgatorio, chiedo: – Cerco mio nonno è morto nel 1980 Giacomo, a Savona. Giacomo Siccardi di fu Luigi, serve codice fiscale? Dovrebbe essere qui, di sopra non credo con le bestemmie che tirava, però gran lavoratore. Poi arriva uno che fai fatica a riconoscere, era più alto la faccia diversa: Ciao nonno come stai? Domanda tipica di quelli appena arrivati. – Sto, anzi sono! Adesso che sei arrivato mi spieghi perché hai posato quella la? E tutte quelle sere al bar ad infilare soldi nelle macchinette con le luci (con la tecnologia non ci prendono). E il lavoro, sei sempre stato un buono a niente, tuo fratello ti voleva come socio e te ci hai litigato per quella zoccola di Francesca. – Beh, ciao nonno, ci vediamo.

E quello che ti è sempre stato antipatico, quello che guadagnava soldi a palate mentre te tiravi la carretta, però la domenica sempre in chiesa. – Ah, come mai sei qui e non giù di sotto? Una mazzetta come hai sempre fatto, no? Girami alla larga.

E poi il gran finale l’apocalisse dove i corpi si ricongiungeranno alle anime e allora si che sarà un gran casino. Pensiamo ad uno morto nel medio evo si ricongiunge e cosa fa? Intanto si ricorderà come era? Figuriamoci come ragionava dopo un tempo x di beatitudine o di sofferenze extracorporee. Poi cercherà quelli del suo tempo anzi quelli che ha conosciuto in vita.Sembra possibile? Boh. E quello morto a ottantanni   storpio, sordo e rincoglionito vorrà risorgere cosi o potrà scegliere? Opzione a: 0- 15, opzione b: 16 – 25, opzione c: 26- 40, opzione d_41-80, non pervenuta. E il bambino battezzato di 6 mesi? Resterà di sei mesi per l’eternità con la mamma che lo allatta in saecula seculorum? Bella prospettiva!

PENSIERI DALLA VASCA DA BAGNO (i grandi misteri della vita)


BBAVC00001-vasca-da-bagno-freestanding-VICTORIA-01[1]Capita quando hai tra i 25 e 35 anni che una donna chieda di lavarti la schiena. Poi non succederà più fino ai 75 quando riprenderà a lavartela senza neanche chiederti il permesso.

Pensierino della sera 8


ESTATE
Chi va in montagna
poi si lagna

C’era una volta la Mortola.


LA MORTOLA

LA MORTOLA

LA MORTOLA E’ ANCORA QUI’

C’era una volta la Mortola. Da ragazzi una gita fino alla Mortola per fare il bagno in una di quelle calette un po’ appartate che i “furesti” evitavano perché ritenute sporche e invece sono solo coperte da uno spesso strato di alghe era una di quella avventure che poi si raccontavano agli amici. Specialmente quando andava bene e c’era anche la ragazza a sdraiarsi sull’asciugamano bianco poggiato su un letto che era meglio di quelli di piuma. Per non parlare quando, con la scusa della grigliata sulla spiaggia, si riusciva a coinvolgere le compagne nel mitico “bain de minuit” che io ci ho perso il mio bel costume a quadrettini gialli e neri. In crisi di nostalgia ci sono ritornato. Proprio quella caletta dopo la prima galleria, subito sotto la punta del cannone e che si raggiunge attraversando il ponte sulla ferrovia.  Il posto visto da lontano è sempre uno dei più belli della Liguria. Una foresta di pini marittimi che scende fino a lambire un’acqua che pare di essere in Corsica. Da lontano. perché basta lasciare la strada asfaltata e si discende in una discarica a cielo aperto. Attraversato il ponte la pineta è in condizioni migliori ma popolata di inquietanti personaggi che incontri fermi sul sentiero o che spuntano da dietro un cespuglio e ti guardano in silenzio. Arrivato sulla spiaggetta, sempre stupenda, alcuni nudisti, tutti maschi. Dritti sulle alture come indiani vedette a controllare il territorio. E fin qui si poteva anche considerare colore locale ma poi sono arrivati i francesi. Mi sono trovato in un raduno di coppiette di omosessuali la cui disinvoltura era decisamente provocatoria. Ciliegina sulla torta, il mare che era un cristallo azzurro, pullulava di motoscafi e barche a motore. Un bestione stile ferro da stiro con lei in microslip e lui con pancia di ordinanza si è ormeggiato, pardon, ha parcheggiato a meno di venti metri dalla riva.

La domanda che sorge spontanea è: dobbiamo abbandonare il territorio ai francesi perché lo trasformino in un lupanare a cielo aperto e ai marinai di terra ferma che ci parcheggiano i loro natanti o lo ripuliamo e lo frequentiamo godendone le bellezze come una volta?

E le forze dell’ordine stanno a guardare.

A.I.

PENSIERINO DELLA SERA 7


Le mutate condizioni ambientali hanno sempre condizionato l’evoluzione delle specie viventi che si sono modificate per avere migliori opporunità di sopravivenza. Quando ci spunteranno le ruote?

Legge di Murphy sulla termodinamica


SOTTO PRESSIONE LE COSE PEGGIORANO

I giardini dei vicini monegaschi


Villa Ormond …e adesso c’è solo un prato

come dovrebero essere i giardini

102. Il cavallo bianco


Lin quò era al parco giochi con il suo piccolo Fen si qu come tutti i pomeriggi.
Anche oggi il piccolo chiede alla mamma di poter cavalcare il cavallo bianco:
–         mamma metti la moneta nella feritoia e io cavalcherò il mio destriero.
–         Fen si qu non posso accontentarti, tuo padre non c’è più e io a mala pena riesco a provvedere per te a costo di grandi sacrifici.
 
Il bambino ci rimase molto male, provò a salire sulla giostra, ma non si divertiva, si mise a rincorrere i suoi piccoli amici ma il pensiero era sempre al cavallo bianco. Allora decise di cavalcarlo ugualmente. Vi salì sopra e cominciò ad agitarsi come se veramente fosse lanciato al galoppo. Ma il cavallo era fermo e Fen si qu presto si stancò.
–         Mamma ti supplico metti la moneta nella fessura se no io non riesco a giocare e sono triste.
–         Figlio mio, sai che non posso accontentarti perché faccio già fatica a rimediare di che mangiare.
Fen si qu pianse, si disperò.Il pensiero   non poter cavalcare mai più il cavallo bianco lo portò ad un periodo di apatia e disinteresse. Si chiuse in se stesso pensando che a questo punto la vita era inutile che fosse vissuta.
Lin quò si disperava per il suo bambino perché ogni tentativo per fargli dimenticare il cavallo bianco era inutile
Ma Fen si qu era un bambino sano e intelligente. Dopo poco capì che non poteva più avere quello che aveva prima e allora fece ciò che fanno tutti i bambini. Salì sul cavallo bianco, chiuse gli occhi e cominciò a cavalcare. Non come aveva sempre fatto dondolando nel parco giochi ma al galoppo nella prateria, saltando fossati con il vento in faccia e brandendo una spada all’inseguimento dei nemici, Da quel giorno non rimpianse più quando la madre faceva azionare il cavallo con la moneta perché ora cavalcava nella fantasia che non aveva confini.
Corollario. Anche la madre era una donna intelligente e si guardò bene dal dire: Fen si qu, ma non vedi che cavalchi un cavallo fermo!  Chiuse gli occhi anche lei e sali in groppa al destriero. 

PENSIERINO DELLA SERA 6


Di solito leggo in poltrona o a letto.
All''aperto qualunque cosa veda o senta la trovo più interessante.

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