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BUSSANA VECCHIA – Sanremo Italy


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Tafazzi è di Sanremo


Il mitico personaggio ideato da Carlo Turati e magistralmente interpretato da Giacomo Poretti potrebbe essere di Sanremo o quanto meno avere numerosa parentela in questa provincia tutti con incarichi pubblici.

Tafazzi 1 Questo è senz’altro un parente stretto. Doveva decidere se spendere dei soldi per ammodernare l’ impianto di funivia realizzato negli anni trenta che dal mare in 45 minuti portava a 1300 metri s.l.m. oppure smantellarlo risparmiando la somma prevista. Ovviamente onorando il proprio nome decideva per la seconda soluzione giustificando la decisione con il fatto che l’attività era in perdita e pertanto un onere per le casse comunali infischiandosene di privare così la città di una struttura turistica praticamente unica nel suo genere, di ricercare eventuali contributi dalla Regione o dall’Unione Europea quale impianto storico. Non gli veniva in mente neppure di sfilare i cavi inserendo al loro posto un cavo pilota in modo da potere agevolmente ripristinare l’ impianto. Questa mente eccelsa ha così privato Sanremo di una indubbia attrattiva turistica e di fatto causato la chiusura di due ristoranti in vetta e altri nella stazione intermedia di San Romolo per non parlare del degrado che si è verificato successivamente in tutta il comprensorio.

Tafazzi 2 E’ un’altro parente che ha avuta la geniale idea di demolire una piazzola utilizzata come eliporto da grossi yacht con elicottero a bordo stazionati in rada per fare shopping o una puntata al casinò oltre che per le emergenze da vigili del fuoco e eliambulanze per costruire al suo posto al prezzo esorbitante di sei miloni di euro una pista di atletica che giace inutilizzata da anni. Non gli è venuto in mente di realizzarla 500 metri più ad ovest sotto il piazzale dove stagionalmente si piazzano le giostre e neppure che un impianto simile in attività da lustri in quel di Imperia molto più attrezzato è praticamente inutilizzato per gran parte dell’anno. Risultato: una città a vocazione turistica con albergo 5 stelle lusso, casinò, pista ciclabile che vorrebbe competere con quelle della Costa azzurra e specie con Monte Carlo che invece un fior di eliporto ce l’ha da anni con un turismo da pullman da gita della domenica.

Tafazzi 3 Questo è sicuramente un parente stretto. Un bel giorno si è detto: tutti parlano di ecologia e di risparmio energetico e noi non dobbiamo rimanere indietro. Detto fatto ti acquista 5 pullman all’idrogeno. Per farne che? Ma per sostituire quei vecchi filobus inquinanti che vanno ancora ad elettricità! Non si investe più nella rete filoviaria che congiungeva Ventimiglia , Sanremo e Taggia interrompendo la linea ad Arma di Taggia quando viene realizzata la rotonda dei cocomeri giganti e nei pressi del Comune alla deviazione per la stazione ferroviaria. E i bus all’idrogeno? Fermi al deposito dal 2013 perché ci si è accorti che rifornirsi di idrogeno non è esattamente come fare il pieno di gasolio e distributori in giro non se ne trovano. Pensa che ti ripensa ecco la soluzione: costruiamo una “Stazione di Rifornimento di Idrogeno per Autobus a Fuell” in Valle Armea poco oltre il Cimitero al costo di 181.000 Euro. Inizio lavori 21/06/2016 durata lavori 90 giorni. Campa cavallo…..

Tafazzi 4 Questo è parente alla lontana. Patito per le problematiche del turismo e pieno di buone intenzioni dopo essersi scervellato come poter incrementare i flussi turistici nella città dei fiori ha un’idea luminosa: Perché non concordare con agenzie la sosta delle grandi navi da crociera in baia? Immaginando già migliaia di turisti in giro in via Matteotti a fare shopping. Le navi sono arrivate e cosi pure i turisti che scendono a terra salgono sui pullman che li stanno aspettando e se ne vanno a visitare Monte Carlo poi tornano al pomeriggio, risalgono sulla nave e chi si e visto si è visto.

Ma non è mica finita. Ma mamma dei tafazzi è sempre in cinta!

SANREMO CANCIONES GAGNADORAS 1951 A 1952


PENSIERO OTTIMISTA 2017 Dalla vasca da bagno


– Dopo tante merde, finalmente uno stronzo!

FESTIVAL DI SANREMO dead man walking


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Il Festival di Sanremo dopo una infanzia gracile è cresciuto grazie alla televisione a  forza di ricostituenti ma con scarsi risultati e dopo qualche anno dove sembrava rinvigorito è seguito un lungo declino che si trascina fino ad oggi dove come malato terminale solo le flebo lo tengono in vita. Già negli anni 50 era lo specchio di un tipo di canzoni dove sentimenti strappalacrime la facevano da padrone nel migliore clima democristiano. Poi c’è stato un guizzo di vivacità con l’ avvento degli urlatori cui sono seguiti professionisti di tutto rispetto. Il top è stato raggiunto con la felice idea di abbinare a cantanti italiani cantanti stranieri spesso molto più noti  e bravi che cantavano la stessa canzone in concorso nella loro lingua. In quell’ epoca il festival diventava evento internazionale e i paesi dell’ Est conoscevano le canzoni Italiane e le ricordano ancora adesso. Finito quel periodo è cominciato un declino inesorabile che procedeva pari passo con l’ingerenza sempre più massiccia della Rai e declino o abbandono delle case discografiche. Alla fine il Festival invece di proporre novità si è adagiato su una linea conservatrice melodica: cuore, amore , dolore, sia nei cantanti sia nei conduttori. Risultato nessuno si ricorda non solo le canzoni del festival precedente ma neppure il vincitore. Ora  è solo un evento televisivo che si chiama Festival di Sanremo ma potrebbe benissimo essere fatto anche a Cinisello Balsamo. Quest’ anno con l’eterno Carlo Conti e la De Filippi possiamo recitare  il de profundis perché non c’è più speranza.  I soliti vecchi cantanti riciclati e ragazzotti di Amici, tanti ospiti televisivi e il prodotto è bello confezionato per il loculo. Amen

Nemo propheta in patria


LIBERESO GUGLIELMI IL GIARDINIERE DI CALVINO di Ippolito Pizzetti

Quando, come dicevo, sono venuto a Sanremo dall’Inghilterra, naturalmente mi hanno dato una carretta per portare letame…..Il Comune di Sanremo……bello eh? Venivo da un Orto Botanico, creavo un giardino qua a Sanremo….no, mi danno la carretta!

 

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…..Io ho fatto una proposta ancora più semplice: noi abbiamo monte Bignone, 1200 metri.C’era una funivia bellissima che da Sanremo ti portava  a monte Bignone  dove c’erano due alberghi, poi si sono rovinate un po le corde. In qualunque parte del mondo sarebbe un sogno : a 40 minuti dal mare. La gente fa il primo tratto  Sanremo- campo di golf- e se vogliamo andare a  giocare a golf, c’è la stazione della funivia – e poi da San Romolo che è una località dove ci sono tutte le villette come fosse, non so, la Svizzera, va a Bignone  con un solo palo di 300 metri: stupendo!  Bè, si sono rovinate le funi….

 

 

ULISSE,LA SCOPERTA


A dire i vero la scoperta è solo mia perché il ristorante esiste da anni solo che chissà perché mi dava l’idea di quei posti un po’ pretenziosi nell’arredamento quasi sempre fuori centro e me lo vedevo pieno di gente vestite a festa, macchine tirate a lucido, sposi, e riso per terra. Comunque a un pranzo di mezzo giorno non c’era riso ne matrimoni ma un comodo parcheggio – giardino e un decoroso salone. Menù tradizionale abbastanza vario, buona lista dei vini, e scelta dei dolci, Personale cortese e prezzo in linea. Fine. E no! 150 recensioni su TripAdvisor  mi sembrano più che sufficienti per capire come si mangia ma si parla sempre troppo poco dell’ambiente.   E qui   siamo a due passi della Francia e a volte sembra di essere in Brianza. Pareti rivestite in boiserie scura , tappezzerie a disegni anch’ esse su tonalità scure e poi tovaglie, tovaglioli, rivestimento sedie in unico colore sul giallo-ocra e vetrata bianca in stile inglese doppivetri-alluminiolaccato. E l’arredo sarà costato pure una bella cifra ma siamo al mare e cosa c’è di più bello del bianco, l’azzurro, qualche tocco di colore vivace. In Francia non si capisce perché anche il più scalcinato locale ha sempre un’atmosfera che ti fa sentire in vacanza. Una raccomandazione, se venisse in mente di cambiare arredo tenete quei stupendi centro tavola stilizzati con fiore di papavero rosso vivo, farebbero un figurone su una tovaglia candida.

GELATERIA VECCHIA MATUZIA o il profumo dei limoni


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E’ estate parliamo di gelaterie e per me gelato significa solo crema e frutta: Non ci penso nemmeno ad assaggiare improbabili composti dai colori e nomi esotici. E la mia lingua non si fa condizionare da marchi blasonati o più o meno in voga. Un gelato alla frutta deve conservare e anzi valorizzare il gusto della frutta e per ottenere questo risultato essere confezionato da pochissimo tempo e con frutta freschissima. Io adoro il gusto limone specie quando fa particolarmente caldo e so e il sapore conferma, se è fatto con i meravigliosi limoni di Sanremo per cui era famosa prima dell’ avvento della floricoltura. Infine un consiglio: chi si lamenta del gelato alla fragola, lampone o limone “acquoso” (TripAdvisor) lasci perdere la Gelateria Vecchia Matuzia, la città è piena di gelaterie con cestelli di gelato alla frutta belli gonfi e cremosi!

 

RIVIERA DEI FIORI Italy


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UNA LANCIA A FAVORE DEI “FURBETTI” Lettera a Sanremonews


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Signor Direttore, passato l’effetto mediatico vorrei esprimere il mio parere sulla vicenda dei furbetti del cartellino che ha scatenato lo scandalo a livello nazionale. Ora che sono stati presi provvedimenti disciplinari, sospensioni, e in qualche caso licenziamenti in tronco ci si lamenta della paralisi dell’amministrazione per carenza del personale. A questo proposito parlo di quello di cui sono a conoscenza, settore Edilizia Privata attualmente la più disatrata con un arretrato di più di ottocento pratiche edilizie e oltre duecento sanatorie inevase che non sono certo dovute a qualche assenza dei cosiddetti furbetti ma sono retaggio di una annosa gestione quantomeno poco accorta. Orbene invece rimpolpare l’ufficio trasferendo qualche tecnico da altri meno oberati si è pensato bene di toglierne ancora uno destinato ad altre mansioni. Conseguenza il prevedibile collasso dell’intero apparato senza la speranza di un intervento risolutore in futuro stante che. per smaltire tutto l’arretrato non basterebbero altri 5 tecnici esperti in materia,

Questa situazione fa da corollario ad un quadro generale che riguarda tutta la Provincia dove l’edilizia è da anni in forte recessione con imprese che chiudono e cantieri fermi, grazie anche alle tempistiche per una autorizzazione per un cemento armato che nei migliore dei casi si ottiene dopo sei mesi.

Branda Cujun (da Sanremonews)


Uno dei piatti liguri per eccellenza, a base di baccalà patate e pinoli, il cui nome deriva proprio dal modo in cui viene realizzata, ovvero ‘brandata’, scossa con energia fino al disfacimento e al mescolamento degli ingredienti.

Si è riunita ieri pomeriggio la Commissione competente chiamata a discutere ed approvare la De.Co del ‘Branda Cujun’. Uno dei piatti liguri per eccellenza, a base di baccalà (sbagliato, è stoccafisso!) patate e pinoli, il cui nome deriva proprio dal modo in cui viene realizzata, ovvero ‘brandata’, scossa con energia fino al disfacimento e al mescolamento degli ingredienti.

La Commissione De.Co., guidata dall’Assessore alle Attività Produttive Anna Asseretto, è composta dal Dirigente comunale Mauro Badii, Carlo Rovere in rappresentanza di Confartigianato, Mimmo Alessi, per Confesercenti, Daniela Guglielmi, esperta di gastronomia locale per Cna e Fabio Lelli, esperto del settore commerciale e agroalimentare locale.

Dopo la lettura della ricetta ufficiale del ‘Branda Cujun’, è arrivata l’approvazione ufficiale da parte della Commissione di esperti, preposta alla valutazione. La proposta della De.Co dovrà ora passare dalla Giunta comunale, affinché anche quest’ultima proceda alla sua approvazione; dopodiché chi vorrà chiedere la De.Co. del ‘Branda Cujun’ potrà farlo.

Dopo altri tre prodotti culinari di qualità come ‘Sardenaira’, ‘Pane di San Romolo’ e Gambero Rosso matuziano, anche il ‘Branda Cujun‘ entrerà ben presto nell’èlite gastronomica sanremese.

GARABALDA


Garibaldi fu ferito
fu ferito ad una gamba
Garibaldi che comanda
che comanda i suoi soldà!

Garabalda fa farata
fa farata ad ana gamba
Garabalda ca camanda
ca camanda a saaa saldà!

G(h)erebelde fe ferete
fe ferete ed ene g(h)embe
G(h)erebelde che c(h)emende
che c(h)emende e seee seldè!

G(h)iribildi fi firiti
fi firiti id ini g(h)imbi
G(h)iribildi chi c(h)imindi
chi c(h)imindi i siii sildì!

Goroboldo fo foroto
fo foroto od ono gombo
Goroboldo co comondo
co comondo o sooo soldò!

Gurubuldu fu furutu
fu furutu ud unu gumbu
Gurubuldu cu cumundu
cu cumundu u suuu suldù!

GARABALDA

GARABALDA

Flower of the Day – January 23, 2016 – Peonies


Feel free to add your floral photo to the comments.  This way we can all enjoy everyone’s flowers. Qi (energy) hugs Cee

Sorgente: Flower of the Day – January 23, 2016 – Peonies

SANREMO – quello che i turisti non sanno


Quanti turisti vengono a Sanremo, si infilano nel primo ristorante del centro,danno un’occhiata al menù e nel migliore dei casi ordinano spaghetti allo scoglio e di secondo frittura del golfo o pesce al forno (alla ligure dice il cameriere). Quello che non dice ma che, segnato da un asterisco e scritto in piccolo in fondo alla pagina, recita: “possono essere serviti prodotti surgelati”. E qui i turisti si dividono in due categorie: a quelli del nord 4minigamebri-rossi-sanremo1carciofo-578x289 va tutto benissimo, meno il pesce sa di pesce e più è apprezzato, vedi la sciapa frittura di anellini come la chiamano loro. Poi ci sono i terroni quelli a sud di Pavia che guardano il prezzo e si chiedono: come si può mangiare un branzino al forno a 18 euro? Certo che si può, il pesce è o surgelato o di allevamento, idem per gamberetti, totani, e via di seguito. Allora come ci si deve comportare per non mangiare lo stesso pesce che mangeresti a Treviso? Semplice metti in conto di spendere almeno 70 euro a cranio perchè se sei al risparmio lascia stare il pesce e buttati su spaghetti al ragù e cotoletta alla milanese. Ma per quei fortunati che hanno la possibilità di cucinarsi i pasti si offrono esperienze indimenticabili. Intanto alla mattina si va al mercato delle verdura (proprio quello diventato famoso per il signore in mutande) e si comprano i “carciofi di Sanremo” come quelli in foto ma con il gambo lungo che sono i primi fiori, da mangiare crudi in pinzimonio o alla julienne conditi con un filo d’olio extravergine ligure e scaglie di parmiggiano reggiano. Ma vogliamo strafare e allora aspettiamo le 17 quando rientrano i pescherecci al porto vecchio e allora possiamo sfogare tutte le voglie represse che il portafoglio ci consente. A 35 – 40 euro al chilo si comprano i favolosi gamberoni di Sanremo appena pescati. Ma anche saraghi, orate, totani, polpi e a poco prezzo una eccezionale frittura mista, questa si proprio del golfo. Per le ricette vedete un po voi, io li mangio, mica li cucino, ma vi assicuro che ne vale la pena.

Rhynchophorus ferrugineus


Sarà una mia impressione ma Rhynchophorus ferrugineus ce lo stà mettendo in quel posto
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PERCHE’ SANREMO E’ SEMPRE SANREMO


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Sanremo è lo specchio dell’Italia. Non ha una strategia per il futuro, ha dilapidato le risorse che aveva per trascuratezza e insipienza dei suoi amministratori e vive alla giornata senza preoccuparsi delle giovani generazioni che avranno davanti un futuro incerto e sicuramente peggiore di quello che hanno vissuto i loro genitori. Gusti, abitudini, congiuntura hanno contribuito a cambiare modo di vivere e fatto sparire attività decennali purtroppo senza sia avvenuto un ricambio o una sostituzione con il risultato che la città vive un declino che pare non abbia mai fine.

Pensare che basta andare indietro nel tempo di pochi decenni per trovare una città ancora piena di iniziative, cosmopolita e giovanile, insomma pervasa da quell’entusiasmo che sembra perduto per sempre.

Ma partiamo dall’inizio, Calvino indica come origine di tutti i mali la speculazione edilizia, dimenticando di aggiungere di aver contribuito lui stesso al degrado vendendo i terreni di famiglia a noti palazzinari locali per poi sparire per sempre e non farsi più vedere in quella Sanremo che ora lo onora come figlio benemerito intitolandogli un lungomare. Invece l’edilizia non ha creato danni determinanti, la tanto famigerata e riportata come esempio negativo Via Martiri, agli occhi attuali sembra più che dignitosa con palazzi assai più decorosi di quelli recenti realizzati in quartieri dormitorio in zona San Lorenzo.

Il decadimento o se vogliamo la recessione hanno origine da due eventi ben precisi. Il primo è la globalizzazione che Sanremo ha conosciuto ben prima che questo termine venisse coniato con effetti disastrosi per l’economia locale annientando in pochi anni il settore floricolo semplicemente aprendo i mercati dell’africa e Sud America all’importazione di rose e garofani coltivati a costi infinitamente minori di quelli locali. Risultato: serre abbandonate, aziende un tempo floride sparite, mercato dei fiori diventato una cattedrale nel deserto.

Altro fattore negativo è stata la costruzione di Porto Sole, approdo turistico da 1800 posti barca con opere a terra che avrebbero dovuto comprendere un albergo di lusso, piscine, campi da tennis e una promenade con negozi e ristoranti. Il tutto realizzato negli anni ’70 lungo Corso Trento Trieste eliminando stabilimenti balneari storici e di grande attrattiva turistica. Risultato una struttura in cemento armato dai Sanremesi battezzata “Ecomostro” che tutt’ora fa bella mostra di se, qualche bar, una rivendita di tabacchi, un ristorante che funziona in estate e un grande rimessaggio di barche ormeggiate in attesa dell’estate, di piscine e strutture sportive neanche l’ombra. Anzi alla fine della passeggiata oltrepassato il bar Sud Est vi era un delizioso minigolf immerso nel verde di alberi secolari molto frequentato specialmente nella bella stagione, Ebbene, incorporato nella struttura Porto Sole giace abbandonato all’incuria più totale nella generale indifferenza.

E questo e solo l’inizio. Sanremo aveva una funivia costruita negli anni ’30 tra le più lunghe del mondo con la caratteristica di consentire nel tempo di tre quarti d’ora di passare dal livello del mare ai 1300 metri di Monte Bignone con fermate intermedie al Campo Golf e San Romolo, Orbene un’amministrazione con un minimo di buon senso avrebbe percorso tutte le strade possibili e immaginabili per conservare una struttura così unica compreso fondi Europei per ristrutturazione impianti storici. Invece un amministratore piombato a Sanremo da un paesino del Piemonte difficilmente identificabile sulla carta geografica ha pensato bene di smantellare tutto dicendo che non era più produttivo lasciando unicamente i piloni per imposizione della Soprintendenza Liguria. Anche in questo caso l’operazione si è rivelata non priva di conseguenze: il degrado di Monte Bignone, il lento decadimento di Sanremo, residenza estiva dei notabili Sanremesi e la chiusura definitiva di alcuni ristorantini tipici.

Negli anni ’60 i cinematografi erano 10 più quelli estivi all’aperto, una trentina di nigt club sparsi su tutto il territorio e alcuni ristoranti Pesce D’Oro, Il Bagatto, Il Savarin, il RendezVous, che oggi avrebbero qualche stella Michelin, Alberghi, pensioni di tutte le categorie che in inverno si riempivano   di famiglie e pensionati facoltosi che svernavano al clima mite della Riviera e nella stagione estiva da orde   tedesche, inglesi e scandinave in cerca di sole e divertimento. Sparito tutto! E uno si chiede con premesse simili perché funzionano Monte Carlo, Ibiza, Formentera, Dubrovnik, Gallipoli e qui si vedono solo giovani indigeni depressi.

Il decadimento come una metastasi si allarga infettando tutto il corpo prima sano:

Casinò Costruzione liberty fine ‘800 grandi giocatori, personaggi famosi, grandi industriali, giro di soldi e di donnine ma anche grandi feste e galà Bianco e Nero, della Befana e una stagione teatrale di tutto rispetto il tutto trasferito a Monte Carlo e si vivacchia con le slot.

Cultura Ho già detto dei dieci cinematografi in concorrenza con programmazione diversificata. Un prestigioso cineclub che presentava pellicole fuori circolazione estremamente interessanti e piacevoli da vedere. Adesso un unico gestore programma i film che vuole, la stagione teatrale è inesistente e unico evento nazionale resta il Festival di Sanremo.

Il Festival della Canzone di Sanremo. Idea geniale inizia negli anni ’50 e dopo alcun anni di produzione conformista post evento bellico parte per la tangente con gli “urlatori” antesignani dei successivi capelloni a sconvolgere legione di telespettatori cresciuti a cuore che fa rima con amore. Raggiunge il massimo splendore negli anni sessanta quando vengono coinvolti grandi cantanti stranieri che vengono con grande entusiasmo e una professionalità da noi sconosciuta ad interpretare e i brani nella loro lingua potandoli al successo anche nelle loro nazioni con grande ritorno per l’immagine di Sanremo Da allora solo un continuo decadimento senza alcuna risalita fino al punto più oscuro attuale dove è diventato una succursale di Amici di Maria De Filippi con vincitori meteore dimenticati dopo pochi mesi.

Commercio La strada del lusso è Via Matteotti ora resa pedonale mentre quella prettamente commerciale è Via Palazzo. Via Matteotti poteva degnamente confrontarsi con Via Condotti, forse anche Via Montenapoleone con clienti come Ranieri di Monaco, e emiri che con barche ormeggiate in rada venivano a fare shopping di vestiti e gioielli. E questa era La Sanremo di ieri, adesso dominano i franchising identici in tutte le città e gelaterie industriali. I pochissimi negozi della vecchia guardia sono sopraffatti da catene internazionali che non hanno alcun problema a pagare affitti iperbolici per piazzare un loro punto vendita identico a quello di Milano, Genova, Torino e così di seguito.

Verde pubblico   Con l’ arrivo degli inglesi e le loro ville la città ha avuto un grande sviluppo dei giardini seguendo una moda arrivata dalla Francia dove il prestigio era proporzionale alla magnificenza del parco e varietà di piante in esso contenute. Ciò ha dato grande impulso alla floricoltura con la creazione di un centro sperimentale condotto da un grande botanico dal nome di Mario Calvino sposato con altrettanto famosa botanica Eva Mameli in Calvino ma altri botanici e giardinieri venivano a Sanremo per curare e arredare queste nuove dimore come Agostino Brambilla col suo giardino botanico alla Foce.

Spariti gli ospiti stranieri sono rimaste le ville (quelle non demolite per fare posto a condomini) e i giardini come quelli di Villa Ormond e del palazzo comunale tutti in stile romantico abbelliti da statue e fontane. Guardandoli oggi dopo anni di gestione da parte dell’ Ufficio Giardini generano solo un sentimento di grande tristezza. Sparite fontane e statue, spariti roseti e aiuole fiorite ogni spazio e stato occupato da palme quelle destinate a morire aggredite dal punteruolo rosso e quelle messe a casaccio in sostituzione di quelle malate. Per vedere un giardino degno di tale nome bisogna andare come a solito nella vicina Monte Carlo.

Ma che futuro ci aspetta?   Come dice lo slogan “ perché Sanremo è Sanremo” Sanremo come sempre supererà questi giorni tristi, in fondo ha un clima impareggiabile e rimane sempre un cittadina con il suo fascino a differenza delle vicine (che non me ne vogliano) e della troppo citata Monte Carlo spocchiosa e piena di arricchiti dell’ultima ora a differenza di quelli che ancora amano Sanremo come amano passare inosservati

E allora? Bisogna partire dai giovani e conseguentemente dal turismo. Perché a differenza di quelli che puntano, sbagliando, su una clientela anziana perché ritenuta con più disponibilità (Vedi Bordighera), sono questi che fanno da traino. perché dove ci sono i giovani c’è divertimento c’è musica e la vacanza è palpabile. Sanremo deve entrare del circuito del divertimento, non la misera movida di Piazza Bresca ma la città intera. Si devono aprire locali come negli anni settanta, la musica deve dilagare e la città aperta e disponibile fino all’ alba. Una città franca del divertimento, con disponibilità di accoglienza a prezzi contenuti specie in bassa stagione, e poi eventi di qualità.con il Casino che si deve dare una mossa senza più piangersi addosso nella sua torre d’avorio.

Imprenditori stranieri devono essere incentivati a investire ma basta con seconde case, in attività di spettacolo, intrattenimento, ristorazione di livello, sport, alberghiera.

Tornando a Monte Carlo ormai satura con un territorio pari a un fazzoletto di terra coperto da grattacieli incombenti e inquietanti, cominciamo a “rubare” un po’ della sua clientela presentando un’ offerta altrettanto allettante con in più spazi vivibili e un’ entroterra a due passi che molti ci invidiano.

Lasciamo perdere il campo di atletica a tempi migliori in fondo abbiamo la ciclabile e ritorniamo ad un vero e proprio eliporto perché una città moderna con un Casino e una stagione turistica che copre tutto l’anno non può rinunciare ad una clientela che può permettersi di arrivare all’aeroporto internazionale di Nizza, fare tappa a Monte Carlo e poi ignorare Sanremo. Coraggio!

PINI MARITTIMI A SANREMO ADDIO


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L’ Ufficio Giardini di Sanremo ha deciso di abbattere cento pini in Via Padre Semeria che verranno sostituiti da piante di leccio alte circa tre metri. Consiglio le persone sensibili di prendersene ancora una vista per apprezzare la bellezza della strada che non sarà più tale. Alberi maestosi con fogliame di un verde brillante saranno sostituiti con alberelli striminziti di leccio, pianta insignificante con fogliame grigioverde tipicamente boschiva ricercata dai cinghiali per le ghiande e cercatori di funghi .Prosegue pertanto lo stravolgimento dello storico parco arboreo cittadino già in fase avanzata con la sostituzione e in qualche casa invasione di palme del tipo washingtonia al posto della canariensis. A quando la sostituzione nello stemma cittadino?

INCENDI Lettera al Direttore di Sanremonews


Signor Direttore

Le scrivo dopo aver letto che quest’anno gli incendi boschivi sono raddoppiati rispetto ai precedenti ed essere andato a vederne i risultati dietro Taggia vicino alle cave di pietra San Giorgio e quello tra Castellaro e Terzorio. Entrambi lambiscono la strada carrozzabile per un brevissimo tratto per poi espandersi lungo le pendici della montagna. Non ci vuole molto acume per capire che questi punti, peraltro ben riparati alla vista, sono i focolai da dove è partito l’incendio. Ora tutti sanno per aver tentato in campagna di accendere un fuoco di sterpaglie o anche solo un barbecue il tempo e la quantità di fiammiferi necessari per ottenere il risultato voluto. Bene, e si pensa che uno rischi addirittura la galera accendendo fiammiferi uno dietro l’altro nel tentativo di appiccare fuoco? Io non credo, penso che l ‘incendiario e non un demente piromane sia molto più avveduto e si sia preparato in casa gli inneschi e poi, senza neppure scendere dall’auto e avendo preventivamente scelto il posto più adatto li lanci semplicemente dal finestrino. Ma tolto il malato mentale inventato dai giornali  (periodo censurato) (Piromane) il contadino sprovveduto, il pastore che vuole erba fresca per il gregge il mozzicone di sigaretta (provate a accendere un fuoco se ci riuscite) chi può avere interesse ad appiccare incendi? Lungi da me malevoli insinuazioni ma il cerchio dei sospettati è molto ristretto (periodo censurato) e mi stupisce che una indagine approfondita fatta dalle forze dell’ordine non riesca ad estirpare questa piaga.

A.I.

La Zarina Maria Alexandrovna e Corso Imperatrice a Sanremo -elaborazione-fotomoreschi-


Quando Sanremoera internazionale

Quando Sanremo era internazionale

MARO’, una salsa primaverile di Sanremo


Salsa marò: 200 grammi di fave già sbucciate, 50 grammi di pecorino, mezzo spicchio d’aglio, 50 cc. d’olio extavergine di oliva, menta, pestare il tutto in mortaio come per il pesto fino a rendere il composto cremoso.
Volete un piatto da Re? Un letto di carciofi di Sanremo tagliati a julienne cinque gamberi di Sanremo sgusciati e disposti sopra. Ricoprire il tutto con salsa marò e i due gamberoni rossi di Sanremo crudi. Decorare il tutto con un filo di olio extra vergine Ligure e foglioline di menta.

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