Archivio dell'autore: nandorimugi

PRANZO IN CAMBUSA


BAR U NUSTROMU
San Lorenzo al Mare Imperia Italy

Ormai sono anni che ogni tanto vado in questo ristorante dove non ho mai prenotato. Praticamente sulla spiaggia lo preferisco di inverno e possibilmente col brutto tempo. Allora il pavimento scricchiolante di legno, i vetri appannati, l’ odore di pesce ti proiettano nella spartana cambusa di un peschereccio. Cucina ligure ottima senza fronzoli. Ideale per chi arriva dalla ciclabile e ha bisogno di un po di calore e di calorie. Per amatori.

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PUNTERUOLO ROSSO
Purtroppo oggi ho scoperto che non basta abbattere le palme infestate dal punteruolo rosso per cercare di eliminarlo. Con mia grande sorpresa rimuovendo un ceppo di una palma abbattuta due anni fa ormai marcio lasciato a raso suolo, lo ho trovato pieno dei famigerati bacarozzi. Allego primo piano di alcuni esemplari lasciati intatti per foto ricordo.

PUNTERUOLO ROSSO  (Rhynchophorus ferrugineus)  

SANREMO SONDAGGIATA


PENSIERINI DALLA VASCA DA BAGNO


Se avessi avuto im padre come Nostro Signore  Che Sta Nei Celi,  a lui avrebbero tolto la patria potestà e io ora probabilmente un tossico.

ArtCraft & Architecture


https://www.google.it/search?q=Art+Craft+Architecture&sa=X&biw=1706&bih=925&tbm=isch&tbo=u&source=univ&ved=0ahUKEwil5ozC2pHYAhUB2BQKHZTmCtYQsAQILQ

BUSSANA VECCHIA – Sanremo Italy


SFIZIO


Una ricetta fresca ed estiva non solo grazie al polpo ma soprattutto alle zucchine trombetta, specialità ligure che durante i mesi trascorsi qui in Liguria diventa sempre protagonista nella cucina di casa mia! Cucino spesso il polpo, e sempre nello stesso modo, tuttavia assolutamente efficace: dopo averlo bollito, fatto raffreddare nell’acqua di cottura e poi […]

via Polpo arrostito con zucchine croccanti —

Zinnie


ENJOY EVERYONE! Feel free to add your floral photo to the comments. This way we can all enjoy everyone’s flowers. Qi (energy) hugs Cee

via Flower of the Day – November 7, 2015 – Zinnias — Cee’s Photography

Tafazzi è di Sanremo


Il mitico personaggio ideato da Carlo Turati e magistralmente interpretato da Giacomo Poretti potrebbe essere di Sanremo o quanto meno avere numerosa parentela in questa provincia tutti con incarichi pubblici.

Tafazzi 1 Questo è senz’altro un parente stretto. Doveva decidere se spendere dei soldi per ammodernare l’ impianto di funivia realizzato negli anni trenta che dal mare in 45 minuti portava a 1300 metri s.l.m. oppure smantellarlo risparmiando la somma prevista. Ovviamente onorando il proprio nome decideva per la seconda soluzione giustificando la decisione con il fatto che l’attività era in perdita e pertanto un onere per le casse comunali infischiandosene di privare così la città di una struttura turistica praticamente unica nel suo genere, di ricercare eventuali contributi dalla Regione o dall’Unione Europea quale impianto storico. Non gli veniva in mente neppure di sfilare i cavi inserendo al loro posto un cavo pilota in modo da potere agevolmente ripristinare l’ impianto. Questa mente eccelsa ha così privato Sanremo di una indubbia attrattiva turistica e di fatto causato la chiusura di due ristoranti in vetta e altri nella stazione intermedia di San Romolo per non parlare del degrado che si è verificato successivamente in tutta il comprensorio.

Tafazzi 2 E’ un’altro parente che ha avuta la geniale idea di demolire una piazzola utilizzata come eliporto da grossi yacht con elicottero a bordo stazionati in rada per fare shopping o una puntata al casinò oltre che per le emergenze da vigili del fuoco e eliambulanze per costruire al suo posto al prezzo esorbitante di sei miloni di euro una pista di atletica che giace inutilizzata da anni. Non gli è venuto in mente di realizzarla 500 metri più ad ovest sotto il piazzale dove stagionalmente si piazzano le giostre e neppure che un impianto simile in attività da lustri in quel di Imperia molto più attrezzato è praticamente inutilizzato per gran parte dell’anno. Risultato: una città a vocazione turistica con albergo 5 stelle lusso, casinò, pista ciclabile che vorrebbe competere con quelle della Costa azzurra e specie con Monte Carlo che invece un fior di eliporto ce l’ha da anni con un turismo da pullman da gita della domenica.

Tafazzi 3 Questo è sicuramente un parente stretto. Un bel giorno si è detto: tutti parlano di ecologia e di risparmio energetico e noi non dobbiamo rimanere indietro. Detto fatto ti acquista 5 pullman all’idrogeno. Per farne che? Ma per sostituire quei vecchi filobus inquinanti che vanno ancora ad elettricità! Non si investe più nella rete filoviaria che congiungeva Ventimiglia , Sanremo e Taggia interrompendo la linea ad Arma di Taggia quando viene realizzata la rotonda dei cocomeri giganti e nei pressi del Comune alla deviazione per la stazione ferroviaria. E i bus all’idrogeno? Fermi al deposito dal 2013 perché ci si è accorti che rifornirsi di idrogeno non è esattamente come fare il pieno di gasolio e distributori in giro non se ne trovano. Pensa che ti ripensa ecco la soluzione: costruiamo una “Stazione di Rifornimento di Idrogeno per Autobus a Fuell” in Valle Armea poco oltre il Cimitero al costo di 181.000 Euro. Inizio lavori 21/06/2016 durata lavori 90 giorni. Campa cavallo…..

Tafazzi 4 Questo è parente alla lontana. Patito per le problematiche del turismo e pieno di buone intenzioni dopo essersi scervellato come poter incrementare i flussi turistici nella città dei fiori ha un’idea luminosa: Perché non concordare con agenzie la sosta delle grandi navi da crociera in baia? Immaginando già migliaia di turisti in giro in via Matteotti a fare shopping. Le navi sono arrivate e cosi pure i turisti che scendono a terra salgono sui pullman che li stanno aspettando e se ne vanno a visitare Monte Carlo poi tornano al pomeriggio, risalgono sulla nave e chi si e visto si è visto.

Ma non è mica finita. Ma mamma dei tafazzi è sempre in cinta!

RISTORANTE TRATTORIA ALLA POSTA (PIGNA IMPERIA)


Ristorantino sulla piazza che sta facendo progressi proponendo una ampia varietà di piatti anche se io lo preferivo più ruspante. Speriamo che non prenda l’ andazzo tipico della zona di adeguare piatti e gusti alla clientela francese. Comunque un ottimo coniglio alla ligure degno di locali più blasonati, e buona varietà di dolci. Un commento sui ravioli: Una rarità nei ristoranti, veramente fatti a mano con pasta sottile e unica piega. peccato che l’impasto frullato e poco saporito guasti un po il piacere di gustarli. Ragazze ancora un piccolo sforzo!

SANREMO CANCIONES GAGNADORAS 1951 A 1952


FORMICHE


Era una splendida mattinata, il sole già alto in un cielo color cobalto. Carlo in strada procedeva a testa bassa come al solito. Non era un tipo depresso o ingobbito dagli anni, semplicemente con il massimo scrupolo stava attento dove metteva i piedi eppure era già in ritardo ma esperienze passate lo inducevano a questa maniacale attenzione. Non che fosse preoccupato per il ritardo, il lavoro se così si può chiamare era più che altro un impegno di alcune ore cui era obbligato a sottostare, a detta di certi cervelloni per mantenere il suo equilibrio mentale. Camminava dunque a passo lento quando un luccichio dall’altra parte della strada per un attimo gli fa distogliere lo sguardo. Tornando a guardare immediatamente dopo il marciapiede con terrore vede la sua scarpa alzata su una dannata formichina che solitaria se ne andava a spasso per i fatti suoi. Fortunatamente riesce a bloccarsi maledicendo quel bagliore che lo ha distratto e riesce a compiere una piccola deviazione attento che la scampata vittima non avesse altre amiche al seguito. Per fortuna viveva in città e la cosa lo tranquillizzava un pochino, sì, c’erano le mosche ma non erano un problema mentre assai pericolose erano vespe e api. Le api in particolare erano assolutamente da evitare, per fortuna in città la carenza di cibo le rendeva assai rare. Pensava, camminando che infondo la vita non era poi così grama, per esempio le zanzare erano state sconfitte da oltre venti anni dopo lotte con ogni mezzo e tutta la tecnologia allora disponibile. Con i topi dopo anni di guerra totale si era giunti ad un armistizio, una pace armata interrotta ogni tanto da incursioni con saccheggi e distruzioni regolarmente comunicate alla popolazione perché prendesse le precauzioni raccomandate dalle autorità. Un piccolo brivido al pensiero di una gita in campagna con una comitiva di colleghi di quattro anni prima, mai ripetuta in seguito. Era una visita studio ad una piccola fattoria a pochi chilometri dalla città. Una delle poche fattorie in attività monitorata costantemente per verificare se poteva essere replicata magari in scala maggiore e diffusa in altre località. All’arrivo tutto era normale, il titolare gioviale e untuoso ci precedeva nella visita alle mucche da latte quando all’ingresso ci troviamo 20 vacche disposte fianco a fianco che ci impediscono di entrare.                                                                                                                                                                                          (continua)

Ristorante SANTO SPIRITO Molini di Triora (Imperia)


Non, je ne regrette rien

La prima impressione è buona, come entrati non ti imbarazzano con la fatidica frase: Avete prenotato? con seguente gesto sconsolato accompagnato da sguardo panoramico sulla sala ancora vuota. 

Il ristorante è storico, demolito dai tedeschi nell’ultima guerra e ricostruito. E se non fosse per un grande televisore al plasma a parete, sembrerebbe di essere ripiombati negli anni ’50. Due grandi sale dove lo sguardo spazia su decine d apparecchi radio d’epoca, quadri, manifesti, bacheche con ritagli di giornale e musica di sottofondo che ci accompagnerà per tutto il pranzo: Non, je ne regrette rien di Edith Piaf.

Servizio professionale da ristorante, antipasti caldi e freddi dichiarati tipici liguri scarsini e che più che liguri sembravano piemontesi, con quelle fruttatine, vol au vent e panicia di ceci. Clientela varia: bickers in pelle, indigeni locali, turisti inglesi vegetariani. Volendo stare leggero causa poco appetito ho ordinato trippe e fagioli con seguito dopo lunga e piacevole conversazione con l’ anziana proprietaria di gran piatto di lumache (specialità della zona). Dolce e caffè e grappino finale spesa 25 euro a testa. Come è andata? Merita più il posto che il cibo, comunque je ne regrette rien, “a me piacque”.

PENSIERO OTTIMISTA 2017 Dalla vasca da bagno


– Dopo tante merde, finalmente uno stronzo!

MOSTRA A SANREMO

DA SANREMONEW. IT Sanremo in fiore


da SANREMONEWS. IT

http://www.sanremonews.it/2017/03/12/leggi-notizia/argomenti/eventi-1/articolo/sanremoinfiore-in-diretta-dal-percorso-le-piu-belle-immagini-dal-percorso-dei-carri-fioriti-v.html

FESTIVAL DI SANREMO dead man walking


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Il Festival di Sanremo dopo una infanzia gracile è cresciuto grazie alla televisione a  forza di ricostituenti ma con scarsi risultati e dopo qualche anno dove sembrava rinvigorito è seguito un lungo declino che si trascina fino ad oggi dove come malato terminale solo le flebo lo tengono in vita. Già negli anni 50 era lo specchio di un tipo di canzoni dove sentimenti strappalacrime la facevano da padrone nel migliore clima democristiano. Poi c’è stato un guizzo di vivacità con l’ avvento degli urlatori cui sono seguiti professionisti di tutto rispetto. Il top è stato raggiunto con la felice idea di abbinare a cantanti italiani cantanti stranieri spesso molto più noti  e bravi che cantavano la stessa canzone in concorso nella loro lingua. In quell’ epoca il festival diventava evento internazionale e i paesi dell’ Est conoscevano le canzoni Italiane e le ricordano ancora adesso. Finito quel periodo è cominciato un declino inesorabile che procedeva pari passo con l’ingerenza sempre più massiccia della Rai e declino o abbandono delle case discografiche. Alla fine il Festival invece di proporre novità si è adagiato su una linea conservatrice melodica: cuore, amore , dolore, sia nei cantanti sia nei conduttori. Risultato nessuno si ricorda non solo le canzoni del festival precedente ma neppure il vincitore. Ora  è solo un evento televisivo che si chiama Festival di Sanremo ma potrebbe benissimo essere fatto anche a Cinisello Balsamo. Quest’ anno con l’eterno Carlo Conti e la De Filippi possiamo recitare  il de profundis perché non c’è più speranza.  I soliti vecchi cantanti riciclati e ragazzotti di Amici, tanti ospiti televisivi e il prodotto è bello confezionato per il loculo. Amen

PENSIERINI DALLA VASCA DA BAGNO


Quando un uomo di 70 anni dice:”vado a trovare gli amici”  AL 90% sta andando al cimitero.

 

Nemo propheta in patria


LIBERESO GUGLIELMI IL GIARDINIERE DI CALVINO di Ippolito Pizzetti

Quando, come dicevo, sono venuto a Sanremo dall’Inghilterra, naturalmente mi hanno dato una carretta per portare letame…..Il Comune di Sanremo……bello eh? Venivo da un Orto Botanico, creavo un giardino qua a Sanremo….no, mi danno la carretta!

 

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…..Io ho fatto una proposta ancora più semplice: noi abbiamo monte Bignone, 1200 metri.C’era una funivia bellissima che da Sanremo ti portava  a monte Bignone  dove c’erano due alberghi, poi si sono rovinate un po le corde. In qualunque parte del mondo sarebbe un sogno : a 40 minuti dal mare. La gente fa il primo tratto  Sanremo- campo di golf- e se vogliamo andare a  giocare a golf, c’è la stazione della funivia – e poi da San Romolo che è una località dove ci sono tutte le villette come fosse, non so, la Svizzera, va a Bignone  con un solo palo di 300 metri: stupendo!  Bè, si sono rovinate le funi….

 

 

ULISSE,LA SCOPERTA


A dire i vero la scoperta è solo mia perché il ristorante esiste da anni solo che chissà perché mi dava l’idea di quei posti un po’ pretenziosi nell’arredamento quasi sempre fuori centro e me lo vedevo pieno di gente vestite a festa, macchine tirate a lucido, sposi, e riso per terra. Comunque a un pranzo di mezzo giorno non c’era riso ne matrimoni ma un comodo parcheggio – giardino e un decoroso salone. Menù tradizionale abbastanza vario, buona lista dei vini, e scelta dei dolci, Personale cortese e prezzo in linea. Fine. E no! 150 recensioni su TripAdvisor  mi sembrano più che sufficienti per capire come si mangia ma si parla sempre troppo poco dell’ambiente.   E qui   siamo a due passi della Francia e a volte sembra di essere in Brianza. Pareti rivestite in boiserie scura , tappezzerie a disegni anch’ esse su tonalità scure e poi tovaglie, tovaglioli, rivestimento sedie in unico colore sul giallo-ocra e vetrata bianca in stile inglese doppivetri-alluminiolaccato. E l’arredo sarà costato pure una bella cifra ma siamo al mare e cosa c’è di più bello del bianco, l’azzurro, qualche tocco di colore vivace. In Francia non si capisce perché anche il più scalcinato locale ha sempre un’atmosfera che ti fa sentire in vacanza. Una raccomandazione, se venisse in mente di cambiare arredo tenete quei stupendi centro tavola stilizzati con fiore di papavero rosso vivo, farebbero un figurone su una tovaglia candida.

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