Archivio dell'autore: nandorimugi

BOZZA TRAMA DI UN FILM PER CARLO VERDONE


I primi film di Carlo Verdone mi sono piaciuti molto e li ricordo ancora volentieri, un po’ meno i più recenti dove sembra si sia esaurita la creatività e l’entusiasmo che contraddistinguevano i primi. Così mi sono messo a tirare giù una bozza di sceneggiatura che, almeno io andrei sicuramente a vedere e forse anche altri visto che questa’ anno ricorrono i 50 anni dal 68′:

Contesto: anno 1968 ultimo anno di liceo.

Personaggi 1968: una classe di ragazzi e ragazze ventenni magri,

Abbigliamento: anni 70, minigonne, camicette senza reggiseno

Musica : anni 70 rigorosamente inglese e americana è il vero filo conduttore del film ( modello: American Graffiti)

Personaggi 2018: Nonno giovanile pensionato politicamente contro tutto e tutti qualunquista

Moglie, nonna estremista ma non impegnata politicamente tenta di diventare vegana senza riuscirci

Padre giovanile benestante un pò appesantito con macchina audi , due salumerie

Madre giovane quasi anoressica , nevrotica interamente presa dai social

Figlia compie 18 anni studentessa carina

Figlio 10 anni grassoccio totalmente assente tutto preso da smartphone e videogiochi

  • Attrice protagonista Ragazza bellissima tipo Jane Birkin circa 18 anni

Trama

Ultimo anno di scuola con esame di maturità. La protagonista vive in borgata e va a scuola in Ciao con commenti e apprezzamenti più o meno pesanti degli avventori del bar in piazza. E’ oggetto di una corte pressante del figlio del salumiere coetaneo che ha smesso di studiare, aiuta più o meno il padre è ha una Giulietta sprint rossa fiammante.

Lei di sinistra,femminista legatissima a 4 compagni di scuola iscritta al collettivo ha scontri verbali violenti con altri compagni di classe decisamente orientati a destra specie con uno del quale non vuole ammettere di aver una certa attrazione. Tra politica, contestazione , occupazioni, riunioni dove fanno programmi che finiscono in niente ma generano discussioni infinite come il viaggio a Parigi per partecipare ai moti studenteschi o andare a vivere in una comune a contatto della natura senza pregiudizi e schemi di comportamento. Trovano un casolare abbandonato che in accordo con il proprietario cominciano a sistemare. Ci vanno per qualche tempo ma quando decidono di comprarlo due non hanno i soldi, uno dice che vuole fare un sistema sicuro con la schedina e chiede agli amici di partecipare ricevendo un netto rifiuto.

Finiti gli esami decidono di festeggiare, partono in pulmino per il mare.

Falò sulla spiaggia, grigliata, radio a pile che trasmette musica da una emittente del Belgio, balli, canti fino a notte. Mezzanotte decidono di fare il bagno, la più bruttina e grassoccia si rifiuta, gli altri si spogliano e entrano in acqua .Tra scherzi e schizzi scatta qualcosa tra la protagonista e il ragazzo di destra. Tornano a riva, fanno l’amore si promettono di rivedersi, lui le regala il libretto rosso di Mao che teneva come trofeo avendolo strappato ad un antagonista in uno scontro di piazza.. Si rivestono, lei non trova più gli slip che per ripicca la ragazza rimasta ha buttato nei cespugli. E’ quasi l’alba tornano in pulmino si lasciano lei prende in motorino per tornare a casa. E’ stravolta dalla stanchezza , ancora in preda all’alcool ha una guida a zig zag, viene accostata dal ragazzo con la Giulietta sprint che sta andando al lavoro . Inquadratura finale sulle gambe della ragazza.

EPILOGO

Una giovane mamma si veste col marito per andare a pranzo dai genitori di lui a festeggiare i 18 anni della figlia Ha comprato regali ma la voglia è poca. Lui è passato i salumeria dove il padre gli ha confezionato un pacco con un bel fiocco rosa di salumi e rosticceria varia, si perde una partita con gli amici, la figlia finge di essere contenta, l’ unico indifferente il figlio che si sposta solo con smartphone incorporato.

Pranzo dai nonni, dopo regali e complimenti rituali si parla inevitabilmente di politica lo scontro s fa acceso soprattutto tra il nonno dove niente si salva e il figlio che si dichiara di sinistra e adora Renzi. La nonna non commenta, ha un piatto di verdure crude che mangia lentamente tra i risolini dei commensali poi si alza e va in cucina dove non resiste dal divorare una costina di agnello. I figli sono completamente assorti nei loro telefonini, poi la figlia annoiata fruga nella libreria e trova una vecchia scatola di ferro. Apre e trova nastrini colorati, una scatoletta con tre pennini con torre Eiffel, vecchie foto di un corteo con bandiere con falce e martello e un libretto rosso. Finisce il pranzo, vanno tutti via. La nipote dice che ha un appuntamento con una amica, restano i due anziani che si dilungano in commenti negativi sui giovani e su cosa hanno sbagliato loro.

Scena finale la nonna davanti alla TV della sera un servizio su una manifestazione studentesca sul diritto allo studio con striscioni e bandiere, in un primo piano riconosce la nipote con bandiera in mano che urla slogan di protesta.

Ultima inquadratura, un un sorriso sulla faccia della nonna e occhi umidi.

FINE

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UNA FAVOLA DI TRATTORIA Pieve di Teco – Liguria – Italia


Chiedo scusa in anticipo perché probabilmente è un fatto strettamente personale ma a me succede che dopo mezz’ora di permanenza a Pieve di Teco non vedo l’ora di salire in macchina e andarmene. E’ capitato però che oggi, per l’ora, un certo appetito e la scarsa offerta del circondario mi sia messo a cercare un posto dove mangiare.   Bè per due volte a distanza di un anno sono stato in una piccola trattoria sotto i portici. La prima volta il nome “Il Gatto e la Volpe” mi aveva fatto immediatamente pensare dove avevo parcheggiato ma poi sono entrato e non me ne sono pentito. L’ ambiente è accogliente, gestito da una splendida signora che più dark non si può e con un menù da venti euro bevande escluse si riesce a togliersi qualche sfizio. Una cucina semplice ma fatta bene, buono il coniglio alla ligure con polenta fritta, le trippe con fagioli, e piatti con porzioni non minimaliste varia la   scelta di dolci. Che dire, un’oretta piacevole e poi via in macchina!

VERDURE RIPIENE AL FORNO alla Ligure


Le verdure da riempire sono: fiori di zucca  cipolle   melanzane  peperoni e zucchini tutto a  crudo.

Gli ingredienti per il ripieno: l’interno delle melanzane e degli zucchini che vengono scavati con un coltellino affilato, la parte interna delle cipolle tagliate a metà in verticale rimuovendo le vaschette troppo piccole da poter  essere riempite, un pugno di fagiolini verdi, una bella patata , uno zucchino , un panino bagnato nel latte, due fette di mortadella, due uova, maggiorana (non troppa) un po’ di pepe , tre cucchiai di parmigiano grattugiato e pane grattugiato. Olio extra vergine d’oliva e sale q.b.

Le verdure che vengono scavate per creare i contenitori da riempire vengono tritate e messe a rosolare nell’olio con uno spicchio d’aglio vestito per dare un po’ di profumo , i fagiolini verdi, la patata tagliata a pezzi e lo zucchino fateli lessare a vapore nella pentola a pressione e quindi mettete anche loro nella casseruola a insaporirsi con le altre verdure salandole.

Quando saranno  cotte passate tutto con lo schiacciapatate  in una ciotola e aggiungete la mortadella -che avrete tritato con il coltello o la mezzaluna insieme alla maggiorana- le due uova, il parmigiano grattugiato e il panino ormai bagnato ben strizzato, aggiungete  una spolverata di pepe .

Impastate bene il tutto e aggiustate di sale; potete adesso riempire le verdure che avrete predisposte nelle misure adatte ad essere riempite (peperoni melanzane e zucchini) i fiori di zucca integri con il picciolo all’interno e le cipolle che avevate già diviso in un tot di vaschette separando le parti tra di loro.

Disponetele in una teglia oliata ,passate ancora un filo d’olio sulle verdure e completate con una spruzzatina di pangrattato su ognuna di esse. Infornate a 180° per una trentina di minuti (controllando la cottura).

Suggerimento: Non usate minipimer o frullatori vari  che trasformerebbero i ripieno in un condensato di minestra.

PRANZO IN CAMBUSA


BAR U NUSTROMU
San Lorenzo al Mare Imperia Italy

Ormai sono anni che ogni tanto vado in questo ristorante dove non ho mai prenotato. Praticamente sulla spiaggia lo preferisco di inverno e possibilmente col brutto tempo. Allora il pavimento scricchiolante di legno, i vetri appannati, l’ odore di pesce ti proiettano nella spartana cambusa di un peschereccio. Cucina ligure ottima senza fronzoli. Ideale per chi arriva dalla ciclabile e ha bisogno di un po di calore e di calorie. Per amatori.


PUNTERUOLO ROSSO
Purtroppo oggi ho scoperto che non basta abbattere le palme infestate dal punteruolo rosso per cercare di eliminarlo. Con mia grande sorpresa rimuovendo un ceppo di una palma abbattuta due anni fa ormai marcio lasciato a raso suolo, lo ho trovato pieno dei famigerati bacarozzi. Allego primo piano di alcuni esemplari lasciati intatti per foto ricordo.

PUNTERUOLO ROSSO  (Rhynchophorus ferrugineus)  

SANREMO SONDAGGIATA


PENSIERINI DALLA VASCA DA BAGNO


Se avessi avuto un padre come Nostro Signore  Che Sta Nei Celi,  a lui avrebbero tolto la patria potestà e io ora probabilmente un tossico.

ArtCraft & Architecture


https://www.google.it/search?q=Art+Craft+Architecture&sa=X&biw=1706&bih=925&tbm=isch&tbo=u&source=univ&ved=0ahUKEwil5ozC2pHYAhUB2BQKHZTmCtYQsAQILQ

BUSSANA VECCHIA – Sanremo Italy


SFIZIO


Una ricetta fresca ed estiva non solo grazie al polpo ma soprattutto alle zucchine trombetta, specialità ligure che durante i mesi trascorsi qui in Liguria diventa sempre protagonista nella cucina di casa mia! Cucino spesso il polpo, e sempre nello stesso modo, tuttavia assolutamente efficace: dopo averlo bollito, fatto raffreddare nell’acqua di cottura e poi […]

via Polpo arrostito con zucchine croccanti —

Zinnie


ENJOY EVERYONE! Feel free to add your floral photo to the comments. This way we can all enjoy everyone’s flowers. Qi (energy) hugs Cee

via Flower of the Day – November 7, 2015 – Zinnias — Cee’s Photography

Tafazzi è di Sanremo


Il mitico personaggio ideato da Carlo Turati e magistralmente interpretato da Giacomo Poretti potrebbe essere di Sanremo o quanto meno avere numerosa parentela in questa provincia tutti con incarichi pubblici.

Tafazzi 1 Questo è senz’altro un parente stretto. Doveva decidere se spendere dei soldi per ammodernare l’ impianto di funivia realizzato negli anni trenta che dal mare in 45 minuti portava a 1300 metri s.l.m. oppure smantellarlo risparmiando la somma prevista. Ovviamente onorando il proprio nome decideva per la seconda soluzione giustificando la decisione con il fatto che l’attività era in perdita e pertanto un onere per le casse comunali infischiandosene di privare così la città di una struttura turistica praticamente unica nel suo genere, di ricercare eventuali contributi dalla Regione o dall’Unione Europea quale impianto storico. Non gli veniva in mente neppure di sfilare i cavi inserendo al loro posto un cavo pilota in modo da potere agevolmente ripristinare l’ impianto. Questa mente eccelsa ha così privato Sanremo di una indubbia attrattiva turistica e di fatto causato la chiusura di due ristoranti in vetta e altri nella stazione intermedia di San Romolo per non parlare del degrado che si è verificato successivamente in tutta il comprensorio.

Tafazzi 2 E’ un’altro parente che ha avuta la geniale idea di demolire una piazzola utilizzata come eliporto da grossi yacht con elicottero a bordo stazionati in rada per fare shopping o una puntata al casinò oltre che per le emergenze da vigili del fuoco e eliambulanze per costruire al suo posto al prezzo esorbitante di sei miloni di euro una pista di atletica che giace inutilizzata da anni. Non gli è venuto in mente di realizzarla 500 metri più ad ovest sotto il piazzale dove stagionalmente si piazzano le giostre e neppure che un impianto simile in attività da lustri in quel di Imperia molto più attrezzato è praticamente inutilizzato per gran parte dell’anno. Risultato: una città a vocazione turistica con albergo 5 stelle lusso, casinò, pista ciclabile che vorrebbe competere con quelle della Costa azzurra e specie con Monte Carlo che invece un fior di eliporto ce l’ha da anni con un turismo da pullman da gita della domenica.

Tafazzi 3 Questo è sicuramente un parente stretto. Un bel giorno si è detto: tutti parlano di ecologia e di risparmio energetico e noi non dobbiamo rimanere indietro. Detto fatto ti acquista 5 pullman all’idrogeno. Per farne che? Ma per sostituire quei vecchi filobus inquinanti che vanno ancora ad elettricità! Non si investe più nella rete filoviaria che congiungeva Ventimiglia , Sanremo e Taggia interrompendo la linea ad Arma di Taggia quando viene realizzata la rotonda dei cocomeri giganti e nei pressi del Comune alla deviazione per la stazione ferroviaria. E i bus all’idrogeno? Fermi al deposito dal 2013 perché ci si è accorti che rifornirsi di idrogeno non è esattamente come fare il pieno di gasolio e distributori in giro non se ne trovano. Pensa che ti ripensa ecco la soluzione: costruiamo una “Stazione di Rifornimento di Idrogeno per Autobus a Fuell” in Valle Armea poco oltre il Cimitero al costo di 181.000 Euro. Inizio lavori 21/06/2016 durata lavori 90 giorni. Campa cavallo…..

Tafazzi 4 Questo è parente alla lontana. Patito per le problematiche del turismo e pieno di buone intenzioni dopo essersi scervellato come poter incrementare i flussi turistici nella città dei fiori ha un’idea luminosa: Perché non concordare con agenzie la sosta delle grandi navi da crociera in baia? Immaginando già migliaia di turisti in giro in via Matteotti a fare shopping. Le navi sono arrivate e cosi pure i turisti che scendono a terra salgono sui pullman che li stanno aspettando e se ne vanno a visitare Monte Carlo poi tornano al pomeriggio, risalgono sulla nave e chi si e visto si è visto.

Ma non è mica finita. Ma mamma dei tafazzi è sempre in cinta!

RISTORANTE TRATTORIA ALLA POSTA (PIGNA IMPERIA)


Ristorantino sulla piazza che sta facendo progressi proponendo una ampia varietà di piatti anche se io lo preferivo più ruspante. Speriamo che non prenda l’ andazzo tipico della zona di adeguare piatti e gusti alla clientela francese. Comunque un ottimo coniglio alla ligure degno di locali più blasonati, e buona varietà di dolci. Un commento sui ravioli: Una rarità nei ristoranti, veramente fatti a mano con pasta sottile e unica piega. peccato che l’impasto frullato e poco saporito guasti un po il piacere di gustarli. Ragazze ancora un piccolo sforzo!

SANREMO CANCIONES GAGNADORAS 1951 A 1952


FORMICHE


Era una splendida mattinata, il sole già alto in un cielo color cobalto. Carlo in strada procedeva a testa bassa come al solito. Non era un tipo depresso o ingobbito dagli anni, semplicemente con il massimo scrupolo stava attento dove metteva i piedi eppure era già in ritardo ma esperienze passate lo inducevano a questa maniacale attenzione. Non che fosse preoccupato per il ritardo, il lavoro se così si può chiamare era più che altro un impegno di alcune ore cui era obbligato a sottostare, a detta di certi cervelloni per mantenere il suo equilibrio mentale. Camminava dunque a passo lento quando un luccichio dall’altra parte della strada per un attimo gli fa distogliere lo sguardo. Tornando a guardare immediatamente dopo il marciapiede con terrore vede la sua scarpa alzata su una dannata formichina che solitaria se ne andava a spasso per i fatti suoi. Fortunatamente riesce a bloccarsi maledicendo quel bagliore che lo ha distratto e riesce a compiere una piccola deviazione attento che la scampata vittima non avesse altre amiche al seguito. Per fortuna viveva in città e la cosa lo tranquillizzava un pochino, sì, c’erano le mosche ma non erano un problema mentre assai pericolose erano vespe e api. Le api in particolare erano assolutamente da evitare, per fortuna in città la carenza di cibo le rendeva assai rare. Pensava, camminando che infondo la vita non era poi così grama, per esempio le zanzare erano state sconfitte da oltre venti anni dopo lotte con ogni mezzo e tutta la tecnologia allora disponibile. Con i topi dopo anni di guerra totale si era giunti ad un armistizio, una pace armata interrotta ogni tanto da incursioni con saccheggi e distruzioni regolarmente comunicate alla popolazione perché prendesse le precauzioni raccomandate dalle autorità. Un piccolo brivido al pensiero di una gita in campagna con una comitiva di colleghi di quattro anni prima, mai ripetuta in seguito. Era una visita studio ad una piccola fattoria a pochi chilometri dalla città. Una delle poche fattorie in attività monitorata costantemente per verificare se poteva essere replicata magari in scala maggiore e diffusa in altre località. All’arrivo tutto era normale, il titolare gioviale e untuoso ci precedeva nella visita alle mucche da latte quando all’ingresso ci troviamo 20 vacche disposte fianco a fianco che ci impediscono di entrare.                                                                                                                                                                                          (continua)

Ristorante SANTO SPIRITO Molini di Triora (Imperia)


Non, je ne regrette rien

La prima impressione è buona, come entrati non ti imbarazzano con la fatidica frase: Avete prenotato? con seguente gesto sconsolato accompagnato da sguardo panoramico sulla sala ancora vuota. 

Il ristorante è storico, demolito dai tedeschi nell’ultima guerra e ricostruito. E se non fosse per un grande televisore al plasma a parete, sembrerebbe di essere ripiombati negli anni ’50. Due grandi sale dove lo sguardo spazia su decine d apparecchi radio d’epoca, quadri, manifesti, bacheche con ritagli di giornale e musica di sottofondo che ci accompagnerà per tutto il pranzo: Non, je ne regrette rien di Edith Piaf.

Servizio professionale da ristorante, antipasti caldi e freddi dichiarati tipici liguri scarsini e che più che liguri sembravano piemontesi, con quelle fruttatine, vol au vent e panicia di ceci. Clientela varia: bickers in pelle, indigeni locali, turisti inglesi vegetariani. Volendo stare leggero causa poco appetito ho ordinato trippe e fagioli con seguito dopo lunga e piacevole conversazione con l’ anziana proprietaria di gran piatto di lumache (specialità della zona). Dolce e caffè e grappino finale spesa 25 euro a testa. Come è andata? Merita più il posto che il cibo, comunque je ne regrette rien, “a me piacque”.

PENSIERO OTTIMISTA 2017 Dalla vasca da bagno


– Dopo tante merde, finalmente uno stronzo!

MOSTRA A SANREMO

DA SANREMONEW. IT Sanremo in fiore


da SANREMONEWS. IT

http://www.sanremonews.it/2017/03/12/leggi-notizia/argomenti/eventi-1/articolo/sanremoinfiore-in-diretta-dal-percorso-le-piu-belle-immagini-dal-percorso-dei-carri-fioriti-v.html

FESTIVAL DI SANREMO dead man walking


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Il Festival di Sanremo dopo una infanzia gracile è cresciuto grazie alla televisione a  forza di ricostituenti ma con scarsi risultati e dopo qualche anno dove sembrava rinvigorito è seguito un lungo declino che si trascina fino ad oggi dove come malato terminale solo le flebo lo tengono in vita. Già negli anni 50 era lo specchio di un tipo di canzoni dove sentimenti strappalacrime la facevano da padrone nel migliore clima democristiano. Poi c’è stato un guizzo di vivacità con l’ avvento degli urlatori cui sono seguiti professionisti di tutto rispetto. Il top è stato raggiunto con la felice idea di abbinare a cantanti italiani cantanti stranieri spesso molto più noti  e bravi che cantavano la stessa canzone in concorso nella loro lingua. In quell’ epoca il festival diventava evento internazionale e i paesi dell’ Est conoscevano le canzoni Italiane e le ricordano ancora adesso. Finito quel periodo è cominciato un declino inesorabile che procedeva pari passo con l’ingerenza sempre più massiccia della Rai e declino o abbandono delle case discografiche. Alla fine il Festival invece di proporre novità si è adagiato su una linea conservatrice melodica: cuore, amore , dolore, sia nei cantanti sia nei conduttori. Risultato nessuno si ricorda non solo le canzoni del festival precedente ma neppure il vincitore. Ora  è solo un evento televisivo che si chiama Festival di Sanremo ma potrebbe benissimo essere fatto anche a Cinisello Balsamo. Quest’ anno con l’eterno Carlo Conti e la De Filippi possiamo recitare  il de profundis perché non c’è più speranza.  I soliti vecchi cantanti riciclati e ragazzotti di Amici, tanti ospiti televisivi e il prodotto è bello confezionato per il loculo. Amen

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